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Donnavventura: Amazzonia peruviana, tra piccoli villaggi e animali curiosi

Un autentico serbatoio di vita dove ogni anno vengono scoperte nuove specie di fauna e flora

La foresta pluviale amazzonica è un enorme polmone verde che rappresenta oltre la metà di tutta la foresta pluviale sulla Terra e custodisce una straordinaria biodiversità che si arricchisce continuamente di nuove specie scoperte. Si estende su circa 2,1 milioni di chilometri quadrati, prevalentemente in Brasile, ma anche in Colombia, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname, Guyana francese e per un sesto della sua superficie in Perù.

Donnavventura in Perù

La porzione di foresta peruviana è contenuta rispetto alla totalità dell’Amazzonia, ma protetta dalla lussureggiante volta arborea vive una delle più preziose e ricche riserve di biodiversità al mondo, il cui valore va ben oltre quello delle dimensioni reali. Il Perù ospita circa 1800 specie di uccelli ed anche per quanto riguarda mammiferi, pesci d’acqua dolce, anfibi e piante da fiore è ai vertici delle classifiche, senza contare che circa un quinto delle farfalle esistenti svolazza entro i suoi confini.

La prima spedizione spagnola lungo il Rio delle Amazzoni fu guidata da Francisco de Orellana fra il dicembre 1541 e l’agosto 1542, quando raggiunse l’estuario di questo immenso fiume, navigando con rustiche imbarcazioni. Fu un viaggio epico con una deviazione lungo il Rio Napo sino a dove questo si congiunge al Rio delle Amazzoni nei pressi della odierna città di Iquitos.

Iquitos detiene il primato di essere la più grande città continentale non raggiungibile via strada. E’ un importante porto amazonico da cui salpano barche che possono arrivare fino all’Atlantico. Fu fondata nel 1757 come missione dei gesuiti e rimase un piccolo avamposto fino a quando scoppiò il boom della gomma intorno al 1880, che la trasformò in un florido centro commerciale. Di quell’epoca rimangono eleganti case signorili decorate con maioliche che oggi portano evidenti i segni del tempo.

Lasciato l’infernale trambusto di Iquitos, le cui strade sono percorse da migliaia di chiassosi mototaxi, ci si immerge nella placida vita che scorre lungo il fiume, tra piccoli villaggi con capanne di legno dal tetto di paglia, pescatori che gettano le lenze in prossimità delle rive, bambini che giocano o che vengono accompagnati a scuola dai fratelli maggiori su barchette di legno a motore. Con un po’ di fortuna si possono incontrare i delfini di fiume; nel bacino amazonico infatti vivono due specie di delfino di acqua dolce, quello grigio più piccolo, presente anche in alcuni tratti della costa atlantica e quello rosa, timido e schivo, protagonista di molte leggende locali.
Il colore del corpo è in relazione all’età, i giovani sono scuri mentre con la maturità subentra il colore rosa, determinato non dalla pigmentazione, ma dalla presenza di numerosi vasi sanguigni che traspaiono sotto la pelle e che regolano la temperatura corporea. Di animali curiosi ed interessanti l’Amazzonia ne conta parecchi, ma tra i più amati vi sono certamente i bradipi con quei loro musetti teneri e l’irrimediabile flemma che ne fa gli animali più lenti al mondo, così sedentari che sul loro manto peloso crescono le alghe. Sono animali arboricoli che trascorrono la quasi totalità del loro tempo sulle cime degli alberi, aggrappati ai rami con i loro lunghi artigli e il fatto di avere riflessi verdastri sul mantello, dovuti alla presenza delle alghe, consente loro di mimetizzarsi meglio col fogliame.

I bradipi si classificano a seconda del numero di unghie con cui terminano le zampe anteriori, possono essere bidattili e tridattili, questi ultimo sono leggermente più piccoli e con testa e occhi più sporgenti. L’Amazzonia è un autentico serbatoio di vita dove ogni anno vengono scoperte nuove specie di fauna e flora. E’ uno degli ultimi rifugi sulla terra per animali come il giaguaro, l’aquila arpia, il delfino rosa nonché dimora di migliaia di uccelli e farfalle; uno scrigno prezioso che va tutelato e protetto.

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