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Donnavventura a Saint Tropez, il gioiello della Costa Azzurra

Negozietti, vita mondana e imbarcazioni da capogiro

Quando si sente parlare di Saint Tropez, immediatamente si pensa a quel mondo patinato ed esclusivo frequentato dal jet set internazionale, nel quale si muovevano personaggi del calibro di Gianni Agnelli e Jackie Kennedy, senza contare quell’icona assoluta del cinema francese che è Brigitte Bardot.

Donnavventura a Saint Tropez

Era il 1956 quando la bionda BB girò il film “Piace a troppi”, noto anche con il titolo “E Dio… creò la Donna”, per la regia di Roger Vadim. Il film la consacrò a sex symbol internazionale, fece innamorare il mondo di lei e lei di Saint Tropez, tanto da acquistare villa Madrague dove si è ritirata dopo aver dato l’addio alle scene.

Salita alla ribalta negli anni ’60 San Trop, come viene chiamata dagli habitué, non ha perso la sua aura modaiola e un po’ snob. Oggi come ieri, rimane una località d’élite, una passerella continua di personaggi dello show biz che amano farsi vedere ma che ne apprezzano anche l’atmosfera, chic e provenzale allo stesso tempo.

Saint Tropez è anche sinonimo di mondanità, di svaghi notturni, feste in super yacht e suntuose ville private, dove tutti sono a caccia del locale più giusto e del look più azzeccato per non passare inosservati. Il centro abitato è caratterizzato da un agglomerato di casette colorate e dai tetti rossi, affacciate sull’omonimo golfo, è un alternarsi di vicoletti lastricati, portici, case dalle facciate variopinte, negozietti, non certo a buon mercato, e ristoranti tipici. Uno dei modi migliori per gustare quest’atmosfera frizzante e un po’ retrò è quello di arrivare via mare, concedendosi poi una passeggiata lungo il suo porticciolo nel quale sono ormeggiate imbarcazioni da capogiro.

Assolutamente da non perdere è un assaggio di Tarte tropézienne, un dolce composto da una brioche guarnita di zucchero e farcita con un mélange di tre creme, secondo la ricetta segreta di Alexandre Micka, un pasticciere di origine polacca che all’inizio degli anni 50’ aprì a Saint Tropez una boulangerie pâtisserie. Durante le riprese del film “E Dio… creò la donna”, aveva cucinato per la troupe e fu la stessa Brigitte Bardot a suggergli di chiamare quella deliziosa torta: Tarte de Saint-Tropez. Micka optò invece per Tarte Tropézienne e, furbescamente, depositò il marchio e il brevetto di fabbricazione di quel dolce realizzato secondo la ricetta della nonna, che è diventato un’icona della più raffinata località della Costa Azzurra.

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