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Donnavventura a Gibilterra: in viaggio verso le colonne d’Ercole

Tutte le curiosità che offre lʼestremo più meridionale della Spagna

Donnavventura a Gibilterra

Alle due estremità dello stretto, secondo la letteratura classica, erano collocate le colonne d’Ercole che segnavano il confine con il mondo conosciuto; nelle mappe antiche, ciò che stava al di là di questo punto, veniva definito con la locuzione latina: hic sunt leones, qui sono i leoni, ad indicare una zona ancora inesplorata e misteriosa. Oggi le colonne sono rappresentate da un monumento in bronzo. Poco lontano sorge il faro di Europa Point, eretto a partire dal 1838, e per secoli punto di riferimento per i naviganti che attraversavano lo stretto.

Salendo in cima alla rocca invece è impossibile non incontrare le sue abitanti più famose, le bertucce di Gibilterra, l’unica specie di scimmie selvatiche d’Europa. Astute, scaltre e soprattutto golosissime, sono sempre in cerca di qualcosa di buono da mettere sotto i denti e non si fanno scrupoli ad entrare nelle macchine e a saccheggiare gli zaini; ogni tanto non disdegnano qualche scorribanda in città. Le bertucce sono considerate il simbolo di Gibilterra e fino al 1988 la loro effige era stampata anche sulle monete da 5 pence. Non è chiaro quando siano arrivate sulla rocca, è opinione comune che furono gli arabi ad introdurle quando si installarono nella zona a partire dall’VIII° secolo, mentre altri studiosi fanno risalire il loro arrivo agli antichi romani e c’è chi sostiene addirittura che siano le discendenti di una specie endemica risalente al Pliocene, ovvero a cinque milioni e mezzo di anni fa!

Il centro cittadino ha uno stile tipicamente inglese e passeggiare lungo la Main Street si ha davvero la sensazione di trovarsi oltre la Manica, molti segni delle passate dominazioni sono stati sostituiti da elementi britannici e l’inglese è la lingua ufficiale anche se i gibilterrini usano abitualmente un idioma locale, lo llanito, un miscuglio di dialetti andalusi e inglesi con molte influenze liguri. A Gibilterra infatti, a partire dal XVI° secolo, si installò una nutrita comunità genovese che ancora all’inizio del Settecento costituiva quasi la metà della popolazione. Erano prevalentemente commercianti, ma una parte di loro dedita alla pesca, viveva della zona denominata La Caleta, nella parte nord-orientale del promontorio. Ancora oggi, circa il 20% della popolazione porta cognomi genovesi, ma il dialetto parlato sino ai primi del ‘900 si è ormai perso.

Situato a picco sul mare si trova il The Caleta Hotel, una struttura accogliente ed elegante che vanta una vista mozzafiato sul Mar Mediterraneo e dove si possono gustare specialità a base di pesce fresco davvero squisite. Un’ultima curiosità: a Gibilterra gli aerei atterrano direttamente in città! La pista d’atterraggio infatti è tagliata perpendicolarmente dalla Winston Churchill Avenue, la strada principale, e quando un velivolo decolla o atterra vengono abbassati i passaggi a livello, bloccando temporaneamente il traffico.

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