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Donnavventura: Abu Dhabi, un safari sullʼisola di Sir Bani Yas

Tra antilopi, giraffe e fenicottori che fanno capolino tra le fronde degli alberi

Abu Dhabi è la capitale degli Emirati Arabi Uniti, è una città vivace, ricca di sorprese e con un patrimonio culturale tutto da scoprire, muovendosi fra antiche fortezze, safari nel deserto, mostre d’arte internazionale e oltre 200 isole con spiagge incontaminate. L’isola di Sir Bani Yas è una delle più grandi ed è situata nel Golfo Arabo, a circa 8 chilometri dalla costa occidentale di Abu Dhabi; la sua peculiarità è quella di ospitare una riserva naturale voluta dall’emiro Zayed Bin Sultan Al Nahyan, che fu fondatore e presidente degli Emirati Arabi Uniti, per preservare le specie autoctone in via di estinzione.

Emirati Arabi Uniti, Donnavventura ad Abu Dhabi

Fu aperta per la prima volta al pubblico nel 1990 e successivamente fu creato l’Arabian Wildlife Park, dedicato all’allevamento e alla riabilitazione di animali indigeni della Penisola Araba. Si estende su di un’area di 4100 ettari, circa il 50% della superficie totale dell’isola, e ospita più di 13.000 esemplari. L’Arabian Wildlife Park è stato sviluppato in 4 fasi, la prima ha previsto la ricollocazione degli animali sulla terraferma, la seconda la separazione tra animali indigeni e la creazione del parco. La terza fase è consistita nell’introduzione di predatori come ghepardi e iene, mentre la quarta e ultima fase nella liberazione degli animali nella natura e nella reintroduzione di nuovi esemplari.

E’ stato ricreato un ambiente autentico per gli animali selvaggi, facendo sì che l’isola sia, al contempo, un’esperienza eccezionale anche per i visitatori. Il momento migliore per un safari è l’alba, quando la luce è morbida e permette di catturare immagini di forte impatto visivo. Ci si muove tra gazzelle della sabbia, gazzelle di montagna, antilopi e ci sono persino alcune giraffe che fanno capolino dalle fronde degli alberi, donate allo sceicco Zayed da un presidente africano. L’animale più simbolico nel parco però è l’orice d’Arabia, un antilope di grossa taglia con lunghe corna anellate che posso raggiungere il metro e mezzo di lunghezza, mentre il muso è caratterizzato da macchie nere in contrasto con il manto chiaro. Questa specie minacciata di estinzione qui vive e prospera in una comunità di circa 500 esemplari. Si contano anche molte specie di uccelli tra stanziali e migratori come aquile e falchi, ma anche fenicotteri, cormorani, codoni, mestoloni, cavalieri d’Italia, alzavole, pivieri e aironi grigi. Grande attenzione è stata posta alle creature marine, creando una “no-fishing zone” di 8 chilometri intorno all’isola per proteggere tartarughe, dugonghi e delfini, intervenendo anche sulle rotte di navigazione per mitigare l’impatto del traffico marittimo sulle specie che si nutrono di alghe.

E’ stato sviluppato inoltre un importante piano di sostenibilità energetica volto alla protezione dell’ecosistema, al quale si aggiungono ulteriori accorgimenti per minimizzare lo spreco ed utilizzare quanto più possibile materiali riciclati e già esistenti. Visitare la riserva permette di incontrare, conoscere e fotografare da vicino la ricca fauna autoctona, in un contesto naturalistico autentico, gestito nel rispetto della cultura e delle tradizioni locali, garantendo al contempo un significativo sostegno economico alla regione di Al Gharbia e ai suoi abitanti, offrendo maggiore occupazione, istruzione e opportunità di investimento.

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