Se l’Egitto è la culla di una preziosa civiltà del passato che ancora oggi restituisce dalle viscere della sua terra inestimabili tesori paragonabili a quello di Tutankamon, Alessandria, splendida città affacciata sul Mediterraneo, è la custode della sua memoria.
Tutto passa per la sua biblioteca, è tutto già scritto nei libri che custodisce nella pancia, giù, accanto alle macchine che servivano per il calco dei caratteri greci, islamici, cirillici… Qui sono contemplate e custodite tutte le lingue del mondo: un unico contenitore che oggi da sette anni fa rivivere l’antica biblioteca ellenistica voluta dai Tolomei, grazie anche a un’ingente opera di digitalizzazione di papiri, manoscritti, documenti, libri.
Il trait d’union tra passato e presente, o meglio, tra passato e futuro, è stato voluto qualche tempo fa con il preciso obiettivo di creare un ponte tra il sapere alessandrino, quando la biblioteca era punto di riferimento della cultura mondiale, e il sapere attuale.
È nata così, dallo studio del gruppo norvegese Snohetta, questa enorme struttura che guarda al mare e che sembra sorgere dal mare; voluta nello stesso quartiere dove si trovava la sua rispettabile antenata (il quartiere di Silsila), si compone di diverse parti che appartengono a un unico grande progetto: diffondere e rendere condivisibile lo scibile umano. Per questo motivo il complesso ruota attorno all’allegoria del sole, che tutto illumina e diffonde. Ra, il dio del sole, è simboleggiato dall’enorme cilindro di cemento e cristallo, sezionato in diagonale, a forma di disco solare.
La struttura circolare dell’edificio simboleggia la conoscenza del mondo; per tetto, l’immagine di un microchip che indica che questa istituzione non si occupa solo di conservare libri, ma è impegnata nello scambio di informazioni con il mondo. Più in là, all’esterno, si trova una semisfera che rappresenta la terra, satellite del sole. La passerella aerea che conduce dalla biblioteca all’Università di Alessandria simboleggia l’unione necessaria tra passato e futuro.
All’esterno, la struttura si presenta in granito grigio di Assuan, la pietra dei faraoni: non ha finestre e reca incise le lettere di tutti gli alfabeti del mondo, incluse le pitture rupestri e i geroglifici.
Ma c’è un’altra meraviglia che colpisce il visitatore in arrivo davanti alla biblioteca: le finestre che affacciano al mare, quasi fossero lunghe ciglia femminili: sotto di loro è la sala lettura che, grazie all’inclinazione di 16 gradi verso il Mediterraneo e alla combinazione di vetro e alluminio, controlla la luce del sole che filtra all’interno, aprendo e chiudendo le palpebre a seconda della quantità dei raggi solari di cui gli utenti hanno bisogno per leggere. Illuminata dalla luce naturale, non è esposta mai direttamente alla luce del sole, condizione ideale sia per lo studio sia per la conservazione dei libri. All’esterno proietta i suoi raggi verso il mar Mediterraneo, monito dell’antico faro, i cui resti sono ancora visibili nel luogo della rada del porto.
Le dimensioni della struttura della biblioteca sono imponenti: 33 metri di altezza con 11 livelli, di cui 4 sotto il livello della strada; più di 85.000 mq utili. La sala lettura occupa una superficie di 20.000 mq, accoglie 3000 utenti di cui 600 con postazioni pc. Le scrivanie sono sistemate tra un centinaio di colonne di cemento bianco, alte fino a 16 metri, di 70 centimetri di diametro, con capitelli che rappresentano l’antico fiore di loto egizio, il simbolo del Paese.
All’interno, due musei, un centro congressi, sale per mostre temporanee e permanenti, un laboratorio di conservazione e restauro, un centro di formazione. Manoscritti, libri rari, carte geografiche: ogni cosa trova posto sugli scaffali dell’edificio; una raccolta che annovera oltre 8 milioni di volumi, insieme con strumenti multimediali e audiovisivi, cui si aggiungono gli “scaffali virtuali” dove sono stati digitalizzati migliaia di testi antichi e moderni.
Inoltre, chi si reca in visita alla biblioteca (di piacere o per studio) può donare un proprio libro che sarà archiviato con tanto di nome e cognome del benefattore. Perché il fine ultimo è sempre quello di fare della biblioteca il collettore universale del sapere.
E, lettori cari e aspiranti scrittori, se nessuno è disposto a pubblicare il vostro libro che avete appena scritto, presto sarà in funzione la stampante per libri più rapida della storia: circa 5 euro per 20 minuti di stampa, posto che il libro sia di più o meno 200 pagine.
Considerato che un ingresso annuale in biblioteca costa a uno studente 30 lire egiziane, ovvero 3 euro e 70 centesimi, può essere un investimento da fare… e i vostri pronipoti troveranno negli scaffali il vostro libro catalogato, con tanto di autografo!
U. Lacatena
Sito ufficiale della Biblioteca di Alessandria
www.bibalex.org
Info
Ufficio turistico egiziano
Tel. 06 4874219
