Il canyoning in Sudafrica diventa kloofing: il tradizionale “torrentismo” passa la palla al kloof, “gola” o “burrone” in sudafricano, luogo dove è stato concepito questo nuovo sport estremo che del canyoning è figlio, ma che è molto più rischioso e adrenalinico, fatto solo per esperti e veri appassionati.
Si tratta infatti di discendere in una ripida gola o burrone, utilizzando diversi mezzi che permettano di compiere l’impresa. Il kloofing, infatti, include qualsiasi tipo di operazione atto a superare un dislivello: saltare da una roccia all’altra, o dall’alto verso il basso, inerpicarsi con mani e piedi, scalare, nuotare, scendere a corda doppia, perfino scivolare sul sedere o spanciando nell’acqua, muniti di corde o meno, a seconda della necessità e dei dislivelli.
Strano ma vero, nella maggior parte dei casi la discesa è la parte più facile, mentre la difficoltà principale consiste nel raggiungere il punto di partenza, quindi di effettuare la risalita, normalmente molto più complicata della discesa. Chi si cimenta in un’impresa di kloofing raggiunge prima o poi un punto di non ritorno, ovvero un punto dove è impossibile decidere di tornare indietro e l’unica alternativa che resta è proseguire, saltando o iniziando la discesa, fidandosi dell’abilità dei maestri esperti e dei supporti messi da loro a disposizione! Nervi saldi e ottima capacità di movimento dunque, per arrampicarsi lungo gole e burroni, come novelli Superman o lanciatissime Catwoman.

L’emozione che si prova scendendo a corda doppia lungo anfratti scivolosi e umidi, o tuffandosi a perpendicolo in specchi d’acqua limpidi e cristallini, è impagabile. Partendo da un buon livello di arrampicata, tutto sommato, anche i neofiti possono cimentarsi in questa nuova impresa: esistono infatti per il kloofing, diversi livelli di abilità ed esperienza. Certo, in taluni casi è indispensabile la familiarità con la discesa a corda doppia, le scalate e i tuffi mentre in altri non è richiesta alcuna abilità in particolare, ma solo coraggio e determinazione nel provare emozioni nuove.
È tuttavia consigliabile affrontare il kloofing soltanto se non esistono problemi di vertigini o se si gode una buona forma fisica e si sa nuotare. Senza una buona esperienza come kloofer, è opportuno chiedere l’aiuto di tour operator professionali, piuttosto che affidarsi a locali fai da te, che potrebbero non tener conto delle reali condizioni fisiche e performance del turista, così come possono sottovalutare le avverse condizioni climatiche.
Il paesaggio vario del Sudafrica offre moltissime opportunità per praticare il kloofing: in particolare nel Western Cape, la Suicide Gorge (“Gola dei Suicidi”: il nome è tutto un programma!) ubicata tra i monti Riviersonderend vicino a Grabouw, è una delle più famose. Il nome non scoraggi: a dispetto dell’appellativo, è un percorso fattibile, formato da splendidi salti nell’acqua, tuffi, arrampicate in sicurezza, che divertono e fanno salire l’adrenalina a mille.
Anche Die Hel, dal rassicurante nome “l’inferno” non deve terrorizzare chi ha già familiarità con la corda: questa località si trova tra i monti Groot Winterhoek nella stessa provincia ed è uno specchio d’acqua con una cascata spettacolare, circondato da altissimi dirupi, raggiungibile percorrendo un sentiero lungo 15 km.
Altre località del Western Cape dove è possibile praticare kloofing in sicurezza sono lungo il fiume Ratel vicino alla città di Porterville, a Baviaanskloof sul fiume Bobbejaans, nel Kamikaze Kanyon sul fiume Steenbras (certo la toponomastica proprio non aiuta a tranquillizzare i neofiti, ma fa parte del gioco!) e infine lungo il fiume Nuy a Montagu. Un’alternativa particolarmente suggestiva è il fiume Storms nel Parco nazionale Tsitsikamma lungo la Garden Route.
Anche nel Parco nazionale uKhahlamba-Drakensberg, nel KwaZulu-Natal, ci sono buoni percorsi di kloofing, come la Ndedema Gorge, che offre anche l’opportunità di ammirare l’arte rupestre delle vicine grotte, e la Mzimkhulu Pipeline. Un altro sito eccellente è il fiume Mfongozi vicino a Eshowe.
Nel Magaliesberg, all’interno della Provincia del North West, il Mountain Climbing Club del Sudafrica gestisce due frequentati siti famosi per il kloofing: Tonquani e Grootkloof, che offrono l’opportunità (solo agli esperti) di praticare questo sport senza guide.
A nord, il fiume Sabie nei pressi dell’omonima città nello Mpumalanga, è un luogo interessante per il kloofing, così come Sekororo sul fiume Olifants al confine tra Mpumalanga e Limpopo.
Normalmente un’escursione di kloofing richiede una giornata; interessanti sono i pacchetti di due giornate dove si dorme all’aperto o comuqnue in campi base organizzati dagli operatori. Un’esperienza unica e tutta sudafricana che immerge letteralmente nella natura.
U. Lacatena
Info: www.southafrica.net
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