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1/7/2008

I-Doser, la droga diventa virtuale

La dose si scarica dal web

Lo "sballo" del futuro virtuale. Dalle sostanze naturali a quelle sintetiche, fino alla deriva attuale: le sostanze virtuali o cyber-droghe. Non fantascienza, ma realt gi da qualche anno.
Il fenomeno si chiama I-Doser ed nato negli Stati Uniti e sta sbancando in Europa, dove ha attecchito soprattutto in Spagna, per poi diffondersi in modo rapido anche negli altri paesi. Italia compresa.

L'allarme stato lanciato dal GAT il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, che ha scoperto la novit nei blog e nei forum dove i giovani si scambiano informazioni.
Le community online, infatti, sono i luoghi di spaccio della cyber-droga, che riproduce gli effetti delle sostanze tradizionali, ma ovviamente diversa per la modalit di somministrazione. Non va n ingerita, n inalata, tantomeno fumata. Basta scaricare il software I-Doser, rilassarsi e indossare le cuffie.

Le nuove cyber droghe, infatti, sono normali file in mp3. "Agiscono sulle onde a bassa frequenza - ci spiega il colonnello del GAT Umberto Rapetto - soprattutto quelle che vanno dai 3 ai 30 hertz, ossia le frequenze della fascia di lavoro del cervello.
L'orecchio assorbe questi suoni che non riesce a distinguere e che, nella maggior parte dei casi, sono mescolati a musiche psichedeliche".

Proprio perch gioca con diverse lunghezze d'onda e perch fatto di suoni impercettibili, se ascoltati da un solo orecchio, i file non producono alcun effetto. Di qui la necessit delle cuffie.

Come qualsiasi mp3, i file droganti sono recuperabili attraverso i programmi peer to peer o in alcuni siti appositamente creati per diffondere l'I-Doser.
Lo spaccio virtuale segue gli stessi meccanismi di quello convenzionale. "L'I-Doser all'inizio viene regalato come una dose tradizionale, scaricare i file quindi gratuito. Dopo, per procurarsela bisogna pagare dai 5 ai 10 euro", dice il colonnello Rapetto. "E su questo si pu immaginare anche una speculazione del crimine organizzato, sebbene ci sia una fondamentale differenza rispetto alle droghe tradizionali: le dosi virtuali sono utilizzabili pi volte".
E ancora diversamente dal mercato convenzionale delle droghe, non esistono divieti per l'I-Doser, che dunque legale in quanto non regolamentato.

Per ora non stato accertato quali danni possa arrecare la cyber- droga, n se dia dipendenza. "Il fenomeno agli albori", afferma Rapetto. "Chi diffonde i file sostiene che non ci siano effetti collaterali, che le dosi provocano delle semplici sbornie, ma bene che a stabilirlo siano i medici".
Poi il colonello mette in guardia: "L'I-Doser potrebbe diventare un nuovo fenomeno sociale. Ora non siamo in grado di dire quali ripercussioni possa avere su chi ne fa uso, ma se dovesse avere gli effetti degli stupefacenti, la cosa potrebbe diventare pericolosa. E allora necessario il coinvolgimento di tutte le realt competenti, dai ricercatori agli psicologi".

La fabbrica delle emozioni artificiali che ha sfornato distruzioni sintetiche come LSD, extasy e crack, con l'I-Doser sfida il terzo millennio.
E gli utenti in cerca della loro dose di sballo virtuale non mancano.

 

Viviana Pentangelo