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4/8/2006

Cresce lo Spam made in Italy

Italia all'ottavo posto nel mondo

In sei mesi l'Italia scala cinque posizioni nella classifica dei 12 Paesi che si sono distinti per produzione di spam tra aprile e giugno 2006: passa infatti dal 13° posto, con l'1,59% di spam globale prodotto, all'8° posto, 3%. Questo è quanto rilevato da Sophos nel corso delle analisi dei messaggi ricevuti dalla rete globale di trappole per lo spam.
Nonostante l'introduzione della legge Can-Spam, gli Usa continuano a possedere il primo posto della classifica, con un 23,2% seguiti da Cina (compreso Hong Kong) con il 20%, Corea del sud con il 7,5% e la Francia con il 5,2%. L’Italia precede di poco Germania (2,5%) e Gran Bretagna (1,8%).


Secondo Sophos la maggioranza dello spam proviene da computer zombie (ovvero compromessi da Trojan, worm e virus controllati dagli hacker) e che il fenomeno dello spamming ha avuto nuovi sviluppi nel corso del 2006, con un significativo incremento di e-mail contenenti grafica anziché testo, dal 18,2% di gennaio al 35,9% di giugno. Questi messaggi possono infatti eludere i filtri antispam basati sull'analisi del contenuto testuale. Le immagini sono utilizzate anche in e-mail fraudolente di tipo azionario che tentano operazioni di pump-and-dump, allo scopo di gonfiare i prezzi delle azioni per permettere facili guadagni agli spammer; tali mail costituiscono il 15% dello spam.


Scoperto poi un tariffario russo dello spamming: nonostante la Russia non compaia in classifica, gli spammer locali detenevano il controllo di reti di pc zombie, con un tariffario che offriva la distribuzione di messaggi a undici milioni di indirizzi e-mail russi alla cifra di 500 dollari, e a un milione di indirizzi in qualsiasi Paese per 50 dollari.
(www.smaunews.it)