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2/5/2006

Onimusha: poker e nuova vita

Addio Samonosuke, benvenuto Soki

Sono passati 16 anni da quando Nobunaga è stato sconfitto, 16 anni di relativa pace e armonia. 16 anni senza genma a scorrazzare liberi per le lande del Giappone, ora amministrate saggiamente dal reggente Hideyoshi Toyotomi. Certo, tutto bene fino a quando in cielo compare una strana stella…

Di solito quando un gioco arriva al quarto capitolo le cose cominciano ad essere un po’ ripetitive: i mostri sono sempre quelli, le meccaniche di gioco pure, i personaggi non parliamone… Non è questo il caso di Onimusha Dawn of Dreams, anzi, pare che la parola d’ordine degli sviluppatori della Capcom, stavolta, sia stata “rinnovamento”. Intanto, Samanosuke è andato in pensione e il suo posto è stato preso dal misterioso Soki, uomo (si fa per dire) di poche parole e di molta azione, come si addice a un guerriero giapponese del sedicesimo secolo. Al suo fianco altri quattro nuovi personaggi: la veloce ed agile ninja Akane, il monaco Tenkai, il silenzioso Roberto e la esplosiva (letteralmente, visto che come armamentario usa fucili e bombe) Ohatsu.

Innovazione mica da niente, visto che non solo potremo portarci uno dei quattro in missione come “spalla” con la possibilità di impartirgli semplici ordini (attacca, difendi, segui), ma potremo anche passare a controllare l’uno o l’altro personaggio a seconda del momento e della strategia scelta per affrontare la missione stessa. Controllare entrambi i personaggi è fondamentale anche per trovare bonus nascosti e strade alternative per proseguire nella storia, sfruttando le caratteristiche di ognuno di loro: Akane, piccola e leggera, può sfruttare passaggi in cui gli altri non passerebbero mai, Tenki può parlare con i morti (che dispensano oggetti e/o consigli per proseguire), Roberto grazie alla sua forza può spostare oggetti e liberare passaggi, Ohatsu ha un rampino per arrampicarsi e così via.

Anche il gameplay è totalmente cambiato: in primo luogo finalmente si sono decisi a modificare l’impostazione delle inquadrature, che se in Resident Evil poteva anche andare bene, in un gioco come Onimusha rendeva i combattimenti abbastanza fastidiosi. Quindi, telecamere libere e totale gestione delle stesse da parte del giocatore. Oltre a questo, la novità forse più interessante è che Capcom ha inserito in questo capitolo molte caratteristiche da GdR, come i punti esperienza che ci permetteranno di potenziare non solo le armi e le armature (come già nei capitoli precedenti) ma le stesse capacità del personaggio, una quindicina di abilità tra attacco, difesa e poteri magici. Tutto ciò, condito da decine di armi, potenziamenti, oggetti più o meno rari da acquistare o da trovare risolvendo puzzle, e da una grafica sostanzialmente inappuntabile.

Un bel lavoro, insomma? Diciamo un buon inizio, perché “rinnovamento” non significa necessariamente “rinnovamento in meglio”: le telecamere, per quanto gestibili, non sempre rispondono al meglio, le combinazioni dei tasti sono spesso discutibili (soprattutto nelle combo di Soki, ideate forse per gente dotata di un paio di pollici aggiuntivi), e i numerosissimi combattimenti si riducono a pigiare in modo ossessivo e febbrile i soliti tre tasti delle combo. Se a questo si aggiungono boss di fine livello belli da vedere ma noiosi da sconfiggere, e una rigiocabilità data dal solo sfizio di trovare tutto il trovabile (anche se bisogna ammettere che ci sono dei bonus da sbloccare molto divertenti), ci si trova davanti a un gioco carino, certo, ma non certo esaltante. Per appassionati della serie.

ONIMUSHA 4: DAWN OF DREAMS
Piattaforma: Playstation 2
Genere: taglia e affetta nel medioevo nipponico
Prezzo: 49 euro