Cellulari ad alta quota? Ora si può
Via alla sperimentazione sugli aerei
Addio ai voli lunghi, noiosi e senza contatti con i propri cari. A breve, infatti, gli Usa saranno il primo Paese a consentire l'uso dei telefoni cellulari privati sugli aerei. A ruota arriveranno Francia e Gran Bretagna. E l'Italia? L'Ente per l'aviazione civile è al lavoro per presentare le linee guida agli operatori entro fine anno. Poi, dopo una breve sperimentazione, sarà dato il via libera alle compagnie.

Una buona notizia soprattutto per gli indaffaratissimi uomini d'affari, ma anche per tutti gli amanti della chiacchiera. Un po' meno per chi vedeva nelle lunghe traversate oceaniche una sorta di oasi, lontana da squilli, suonerie e pettegolezzi. Alla faccia, poi, dei tanto sventolati motivi di sicurezza e delle interferenze con le apparecchiature di bordo. Il motivo? E' presto spiegato. Alle spalle della libertà di parole c'è un affare da miliardi di euro. Per la precisione, due miliardi per la sola Europa, con 100 milioni di utenti previsti entro il 2010. Quanto ci costerà chiamare ad alta quota? Tre dollari al minuto.
Non sarà così semplice, tuttavia, perché i rischi, quelli reali, ci sono. Eccome. "Prendiamo un volo con trecento passeggeri - ha spiegato Daniele Carrabba, direttore centrale della regolazione tecnica dell'Enac - Se solo la metà dovesse decidere di parlare al cellulare nello stesso momento, sarebbe un inferno". Insomma, il numero delle persone che potranno telefonare contemporaneamente sarà limitato, così come i decibel complessivi da non superare. Senza dimenticare che il cellulare dovrà rimanere spento sia in fase di decollo che di atterraggio. E buon viaggio a tutti...
