Dominii: la beffa di "Eurostar.eu"
Apparterrà a un'azienda di diamanti
Prime beffe elettroniche per i dominii ".eu". Digitando eurostar.eu, infatti, i cybernauti non si troveranno di fronte al sito dedicato al treno che corre nel cuore del vecchio continente, ma bensì a quello di un commerciante di diamanti belga che ha preceduto di sei minuti la richiesta delle ferrovie francesi, belghe e inglesi. La vicenda in realtà risale a gennaio, ma è tornata d'attualità in occasione del lancio ufficiale del suffisso internet europeo avvenuto con toni trionfalistici a Bruxelles da parte della commissaria Viviane Reding.

Sull'esito delle diatriba "Eurostar.eu", anche il tribunale del Commercio di Parigi, al quale avevano fatto ricorso le ferrovie, non ha potuto far altro che sancire il pieno diritto del titolare di "Eurostar Diamond Traders NV" di mantenere il sito. Anche sul Web, chi pirmo arriva, meglio alloggia. E così niente da fare per le ferrovie francesi Sncf e i suoi partner, che hanno fatto richiesta di registrazione il 7 dicembre (quando era possibile farlo soltanto per le aziende e non ancora per i privati) ma ben 6 minuti dopo il commerciante di preziosi.
Per recuperare il prezioso indirizzo Web, l'unica soluzione possibile, a questo punto, potrebbe essere una congrua offerta economica al rapidissimo belga affinché ceda il suo marchio online e rinunci all'utilizzo dell'url "eurostar.eu". Anche su internet il tempo è denaro.
