Ue: bocciati brevetti sui software
No definitivo dell'Europarlamento
Il Parlamento europeo ha respinto la controversa direttiva sulla brevettabilità dei software. La proposta, frutto di un accordo tra Consiglio e Commissione europei, è stata bocciata con 648 voti contrari 14 a favore e 18 astenuti. La direttiva, sostenuta dalle grandi industrie, prevedeva un sistema di brevetti per proteggere le invenzioni generali alla base dello sviluppo dei programmi informatici.

Trattandosi di una co-decisione in seconda lettura, il no dei deputati ueropei fa ripartire da zero la procedura. "Si è arrivati a questo voto con posizioni diverse, ma c'è una collera collettiva e unanime per l'attitudine della Commissione e del Consiglio che hanno mostrato totale disprezzo e sarcasmo nei confronti delle scelte fatte dal Parlamento europeo in prima lettura", ha detto il deputato socialista francese relatore del progetto.
A favore del provvedimento restrittivo e di un modello all'americana si erano schierati i giganti delle tlc e gli amministratori di Alcatel, Philips, Nokia, Ericsson e Siemens. Di diverso avviso invece Richard Stallman, presidente della Apache Software Foundation, il mondo delle piccole software-house, dell'open source e degli sviluppatori, convinti che i brevetti sui programmi informatici rappresentano soltanto una barriera per lo sviluppo tecnologico dell'Europa e un modo per creare degli inevitabili monopoli nell'hi-tech.
Nello specifico, i soggeti contrari ai brevetti temevano di essere incriminati per le idee contenute nei software che sviluppano e usano quotidianamente per lavorare e per dar vita a nuovi applicativi. Pericolo scampato grazie al no dell'Ue e alla decisione di bocciare definitivamente l'idea della brevettabilità degli applicativi. Le software-house tirano un sospiro di sollievo: il copyright proteggerà l'intero programma, ma non le idee che lo compongono.
