Vìolato server di posta dell'Fbi
Hacker legge e-mail degli agenti
Altra tegola hi-tech per l'Fbi. Stando a quanto riferito dal settimanale Newsweek, l'agenzia federale americana sarebbe stata costretta a chiudere provvisoriamente il suo sito Internet a causa di un hacker che ha violato il blindatissimo sistema di posta elettronica usato dagli agenti.

Tecnicamente parlando, secondo quanto dichiarato dal Bureau, l'intrusione sarebbe avvenuta un'area del network informatico Fbi riservata ai messaggi "non classificati" e non riguardanti, in ogni caso, le indagini più delicate in corso. Ma sulla veridicità del fatto pare non vi siano comunque smentite. A poco sarebbero servite password e firewall appositamente allestiti per proteggere il server di posta.
Stupendo anche gli esperti informatici dell'agenzia, infatti, il pirata informatico avrebbe violato tutte le barriere ritenute finora sufficienti a bloccare l'attività di qualsiasi hacker. "E' stata una grossa sorpresa per tutti noi", ha dichiarato un funzionario dell'Fbi. Nel frattempo, sulla scia dell'intrusione, il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha diramato un ammonimento alle agenzie del settore invitando ad essere molto cauti nella scelta delle passwords, evitando i riferimenti facili come date di nascita e nomi dei figli.
Dopo il fallimento del software "Virtual Case File", ambizoso programma costato oltre 170 milioni di dollari dedicato alla condivisione di archivi tra le agenzie, l'Fbi registra un altro fiasco tecnologico. Il mito del Bureau si incrina sempre più.
