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27/1/2004

Marte,prime immagini di Opportunity

Pasadena,entusiasmo tra gli scienziati

La sonda spaziale Opportunity ha inviato la sua prima cartolina da Marte, mostrando le pendici color rosso mattone del cratere di venti metri di diametro in cui è scesa. Al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, gli scienziati sono al settimo cielo per le potenzialità esplorative di Opportunity, che si trova agli antipodi del sito in cui é atterrata la gemella Spirit. La Nasa ha annunciato che la sonda muoverà i primi passi tra 10-14 giorni.

"Abbiamo fatto centro da 150 milioni di chilometri di distanza. Siamo dentro un cratere di venti metri di diametro", ha commentato esultante Steve Squyers della Cornell University, uno degli scienziati dell'equipe della Nasa. Anche l'esperto Jim Bell ha espresso commenti entusiastici durante un briefing al Jet Propulsion Laboratory: "Essere in grado di utilizzare queste rocce incredibili é come trovare il Santo Graal".

Opportunity e' arrivata su Marte domenica mattina e ha cominciato a trasmettere immagini a 360 gradi del cratere di una ventina di metri di diametro in cui si trova, posto a un chilometro e mezzo di distanza da un cratere sette volte più grande avvistato durante la manovra di atterraggio. Secondo la Nasa, l'analisi delle rocce permetterà di scoprire dati preziosi sulla storia del Pianeta Rosso. Nelle foto trasmesse a terra si vedono a breve distanza larghe lastre rocciose: per gli esperti si tratta dei primi esempi di roccia vergine mai vista su Marte, una vera e propria "miniera d'oro" per i geologi. Il suolo circostante è marrone-grigiastro e fatto di ciottoli, mentre la superficie su cui è atterrata la sonda appare morbida, quasi polverosa, e di un vivido colore rossastro.

L'area offre grandi possibilità di esplorazione agli scienziati americani, che avevano scelto la regione perché ricca di ematite, un minerale che sulla Terra usualmente si riscontra in presenza di acqua. L'obiettivo era quindi far atterrare Opportunity in un luogo dove sarebbe stato possibile esaminare lo strato superficiale di ematite e anche le rocce sottostanti. Il cratere in cui è sceso il robot sembra aver esaudito i desideri della Nasa: "Se fossimo arrivati in un luogo migliore non avrei retto il colpo", ha commentato Doug Ming, che segue il lavoro delle sonde dal Johnson Space Center di Houston.

Analizzando con la strumentazione di Opportunity le rocce e il suolo del piccolo cratere, gli scienziati potranno valutare quale delle teorie sulla formazione dell'ematite marziana sia più valida, e cioé se si sia formata in un lago o in ambiente vulcanico. Il calendario di lavoro della sonda è già fitto: tra un paio di settimane, il robot si metterà in moto per esaminare il suolo circostante e i lastroni di roccia limitrofi.

Se tutto procederà secondo i piani, Opportunity potrebbe anche abbandonare la sua dimora per dare un'occhiata nei dintorni, prima di dirigersi verso il cratere maggiore. I dati trasmessi nei giorni scorsi al satellite di collegamento Mars Odyssey  hanno rivelato che il robot "è in ottima salute", come ha confermato Arthur Amador del Jet Propulsion Laboratory.