Circa 5mila visite gratuite in programma, in media 10 al giorno, e 150 ospedali coinvolti in tutta Italia. Si comincia lunedì 15 marzo, in occasione della Settimana nazionale della tiroide, una maxi-campagna ideata per sensibilizzare i cittadini sull'importanza di controlli medici regolari per individuare eventuali alterazioni alla tiroide. Il problema è molto diffuso nel Paese: sono circa 6 milioni gli italiani, soprattutto giovani donne, con patologie a questa ghiandola endocrina.

In occasione dell'iniziativa, che continua fino al 19 marzo, è possibile sottoporsi a una visita medica gratuita rivolgendosi a una struttura che aderisce all'iniziativa: per conoscere l'elenco delle strutture convenzionate è attivo il numero verde 800-199894. Per le visite non è necessaria l'impegnativa del medico curante. I cittadini possono sottoporsi a una visita a carico del Servizio sanitario nazionale, anche durante il resto dell'anno, con il pagamento del normale ticket. "Le visite contribuiranno a far emergere disturbi e malattie della ghiandola che spesso non vengono riconosciuti poiché asintomatici o con manifestazioni comuni ad altre patologie", spiega in una nota Paolo Miccoli, direttore del Dipartimento di chirurgia generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana. Esistono alcuni precisi campanelli d'allarme che non devono essere ignorati. Se la tiroide funziona poco (ipotiroidismo) si riscontrano difficolta' di concentrazione, umore variabile, intolleranza al freddo, improvviso aumento di peso; invece se la ghiandola è troppo attiva (ipertiroidismo) irritabilità e nervosismo, insonnia, intolleranza al caldo, perdita di peso corporeo, gozzo.
Nell'edizione 2009 della Settimana, il 30% dei pazienti esaminati, quasi 2 mila persone, presentava alterazioni delle ghiandola tiroidea che non sapeva di avere. In oltre la metà dei casi (53%) sono stati prescritti ulteriori approfondimenti, quasi un quinto delle persone sono state indirizzate verso una terapia farmacologica, per l'8% si è rivelato necessario un intervento; 11 i tumori scoperti e 7 i noduli sospetti.

La prevenzione, spiega Aldo Pinchera, ordinario di endocrinologia all'università di Pisa, "passa attraverso una regolare assunzione di iodio, utilizzando il sale iodato al posto di quello comune". La maggior parte delle malattie della tiroide viene curata con terapie mediche e solo un piccola parte richiede l'intervento del chirurgo. In più, la prevenzione riveste un ruolo fondamentale nel contenimento delle malattie tiroidee.
La settimana, che si chiuderà il 19 marzo, è promossa dal Club delle Uec, l'associazione delle Unità di endocrinochirurgia italiane, e dall'Ait (Associazione italiana della tiroide), con il patrocinio del ministero della Salute, della Simg (Societa' italiana di medicina generale) e di Cittadinanzattiva. Partecipano circa 150 ospedali, tra cui alcune strutture di riferimento a livello nazionale, a partire dal Policlinico "A. Gemelli" di Roma, presso cui saranno impegnate l'Unità Operativa di Chirurgia Endocrina, diretta dal professor Rocco Bellantone, Delegato Italiano ESES, European Society of Endocrine Surgeons, e l'Unita' Operativa di Endocrinologia, diretta dal professor Alfredo Pontecorvi, Segretario della Società Italiana di Endocrinologia.

Ultimo aggiornamento ore 16:56
