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13/1/2010

Leonardo a Roma dopo Milano

A Palazzo Venezia il San Giovanni

Il San Giovanni Battista di Leonardo fa tappa dopo Palazzo Marino a Milano (180 mila visitatori nel mese di dicembre) anche a Roma a Palazzo Venezia.
L’esposizione, sotto l' Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Ministero degli Affari Esteri, tramite l' Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, si inquadra nell’accordo di partenariato instaurato tra Eni e Louvre.

Il San Giovanni Battista è una delle opere più enigmatiche di Leonardo da Vinci e segna il culmine della sua produzione pittorica. Quadro che talune fonti affermano esser stato commissionato nel 1505 dal fiorentino Giovanni Benci, dopo che lo stesso era rimasto affascinato dal risultato ottenuto da Leonardo nel ritrarre sua moglie Ginevra nel 1474 (collezione National Gallery, Washington).

Ci sono fondate ragioni per credere che esso sia il suo ultimo dipinto e che rappresenti una intera vita di ricerche sulla tecnica dello sfumato e sugli effetti di luce. Si trovava già  terminato nello studio di Leonardo, nel 1517, a Cloux in Francia, dove il maestro trascorse gli ultimi anni della sua vita. Questo dato ci permette di comprendere l’importanza dell’opera dalla quale il maestro per lungo tempo non volle separarsi. In Italia giunse solo una volta, sempre a Milano, nel 1939, in occasione di una mostra dedicata a Leonardo stesso, evento di grande rilevanza anche in considerazione della delicatezza del momento storico che l’Europa stava attraversando e da allora non è più tornata in Italia.

Il quadro è esposto dal 1° al 31 gennaio 2010 a Palazzo Venezia, nel contesto della mostra “Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d’Europa”, proposta dal Comitato di San Floriano insieme con l’ Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e con il Polo Museale Romano. La mostra dispiega il racconto dell’affascinante e complesso intreccio tra la storia dell’Europa e dei suoi popoli e duemila anni di storia della santità cristiana in una rassegna a cura di Don Alessio Geretti. Cento opere di artisti come van Eyck, Memling, Mantegna, Del Sarto, van Dyck, Tiziano, Veronese, El Greco, Guercino, Caravaggio, Murillo, Tiepolo, provenienti dai maggiori musei europei. Tra tavole medioevali e dipinti imponenti, preziosi diademi e codici miniati, da un lato presentano conversioni e persecuzioni, battesimi e battaglie che hanno congiunto la vicenda dei popoli europei al cristianesimo, e dall’altro dischiudono le porte regali di una ideale iconostasi dove si congiungono fede e bellezza, visibile e invisibile, temporale e spirituale.

Per l’eccezionalità dell’evento, la mostra è gratuita per tutti i visitatori, dal 1° gennaio sino al termine.

Il San Giovanni Battista di Leonardo è esposto in una speciale teca e consente il confronto con i capolavori di Andrea del Sarto, Tiziano e Caravaggio, dedicati al medesimo santo. Si dà il massimo risalto ad un’opera così preziosa e seducente consentendo di cogliere l’originalità del genio leonardesco e la sua fedeltà ad un codice simbolico condiviso.

L’esposizione del capolavoro leonardesco è inoltre corredata da un video con immagini scientifiche dell’opera e una sua ampia descrizione è inserita nelle audio-guide della mostra per coinvolgere i visitatori in un percorso didattico-scientifico d’eccellenza.

Eni, nell’ambito del progetto EniScuola, darà inoltre l’opportunità alle scuole romane, così come è avvenuto a Milano, di poter assistere all’esposizione con speciali supporti didattici e artistici.

 

Gianni E.A. Marussi

Leonardo, San Giovanni Battista

SAN GIOVANNI BATTISTA
Olio su tavola, cm 69 x 57
Parigi, Louvre

Il dipinto raffigura San Giovanni Battista giovane, cioè senza né barba né baffi, come si è soliti vederlo ritratto. L’iconografia del Battista giovane è particolarmente legata a Firenze dove il santo era patrono della città. Si presume che sia stato commissionato da Giovanni Benci, marito della donna ritratta da Leonardo nella Ginevra Benci della National Gallery di Washington. La tavola molto probabilmente risale al periodo compreso tra il secondo soggiorno fiorentino e l’ultimo milanese, tra il 1505 ed il 1510. La sua prima menzione documentaria si ha da parte di Antonio De Beatis, segretario del cardinale Luigi d’Aragona, che scrive di averlo visto nel 1517 nello studio di Leonardo, a Cloux. In seguito un discepolo di Leonardo, soprannominato Salaì, pseudonimo di Gian Giacomo Caprotti, riporta il dipinto a Milano. Dopo la morte del discepolo il quadro torna in Francia per poi passare in Inghilterra. Verso il 1630 è citato a Londra nelle raccolte di re Carlo I, che furono messe all’asta nel 1649, dopo la sua esecuzione capitale. Fu quindi acquistato dai francesi Cruso e Térence, giunse nella raccolta di Everhard Jabach, collezionista tedesco che, tra il 1662 e il 1671, contribuì alla costituzione dei fondi del Louvre. Questi, infatti, vendette il quadro agli agenti di Luigi XIV probabilmente tra il 1660 ed il 1662, dalle raccolte del quale passò definitivamente al museo parigino.
Il soggetto raffigurato, avvolto da un’ombra morbida, presenta nel volto l’espressione di una bellezza ideale, ambigua ed indeterminata. Nonostante il dipinto rappresenti un soggetto sacro, ed abbia una funzione devozionale, l’originalità della sua iconografia ha spinto la critica moderna ad interpretazioni psicoanalitiche e persino erotiche.
Nella rappresentazione grafica dei capelli, morbidamente inanellati, Leonardo utilizza la tecnica da lui impiegata nei disegni-studio su vortici e spirali del moto d’acqua. Nel dipinto l’uso dello sfumato diventa più profondo e avvolgente, con particolari effetti chiaroscurali ottenuti attraverso una serie di velature, che Leonardo usa per definire le parti in ombra del corpo del Battista. Per lui la pittura è filosofia e, nello svolgimento stilistico della sua arte, essa è un atto di creazione, un linguaggio più appropriato con cui comunicare al destinatario la conoscenza nel mondo sensibile.
Il San Giovanni Battista di Leonardo è un quadro che raffigura l’uomo e la natura e oltre a questo cerca di dipingere ciò che non può essere raffigurato, grazie a suggestioni culturali che in esso sono sottintese e che oggi il nostro occhio non sa più leggere.
Leonardo cerca di rappresentare oltre al visibile, anche una serie di altre suggestioni, offrendo una rappresentazione ai limiti del reale.

Allestimento: Arch. Cesare Mari

Catalogo: Skira

Orari:

tutti i giorni – dalle 10.00 alle 20.00
venerdì e sabato – dalle 10.00 alle 22.00
LUNEDI' CHIUSO

Informazioni e Prenotazioni:
199 50 51 50 per informazioni, prenotazione e visite guidate

Prenotazione per gruppi:
06 955 57 514 esclusivamente per prenotazione visite guidate (orari numero telefono: da lunedì a venerdì 10-13 e 15-18, il sabato 10-13, domenica chiuso, negli altri orari si può lasciare un messaggio sulla segreteria telefonica)

Uffici stampa:
Ufficio stampa mostra
Mondomostre
ufficiostampa@mondomostre.it
Ufficio stampa ENI
ufficio.stampa@eni.com


Palazzo di Venezia
Via del Plebiscito, 118
Roma
 
http://www.ilpotereelagrazia.it


Ultimo aggiornamento ore 13:02


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