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21/11/2009

Riapre rinnovato il GAM di Torino

Una finestra aperta sul mondo dell'arte

GAM - GALLERIA CIVICA D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Via Magenta, 31 Torino

Una finestra aperta sul mondo dell'arte

Si è aperta una nuova stagione della GAM, dopo due mesi di chiusura, con il riallestimento delle Collezioni in quattro aree tematiche e un nuovo direttore:Danilo Eccher.

"Appena arrivato mi sono reso conto che un patrimonio vasto come quello della GAM, con quasi quarantacinquemila opere dalla fine del '700 a oggi, doveva divenire una grande risorsa, una sorta di giacimento a cui attingere. Di lì è nata l' idea di un''impaginazione di tipo tematico, per cui si è seguito un percorso assai complesso, coinvolgendo otto facoltà universitarie e otto studiosi insieme allo staff della GAM", dichiara Eccher, da febbraio neo-direttore, dopo le precedenti esperienze nei musei di Trento e Bologna e al Macro di Roma.

Il GAM si rinnova completamente nel segno della modernità. La nuova direzione con un grande lavoro di squadra propone una totale rivisitazione degli spazi: i primi due piani ripropongono la rilettura della collezione, tra le più ricche d'Italia con le sue 45.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni, fotografie, a cui si aggiungono un ricco patrimonio di disegni e incisioni e una tra le più importanti collezioni europee di film e video d'artista. Suddivisa  in tre aree che rappresentano tre diversi livelli di sapere: un primo livello teorico (scelta delle temi secondo un criterio che coinvolge distinte discipline), un secondo storico-teorico (analisi delle stesse tematiche in chiave storico-artistica) e un terzo di struttura visiva (scelta delle opere e loro allestimento). 

Quattro i docenti chiamati a fornire al Museo i primi temi di lavoro con una presentazione di un tema e di un relativo testo che a seconda della propria disciplina fosse in grado di analizzarne le singole sfacettature. Il professor Antonio Schizzerotto (Ordinario di Sociologia dell'Università degli Studi di Trento) ha scelto il tema dell' Infanzia, il Professor Roberto Grandi (Prorettore alle Relazioni Internazionali dell'Università di Bologna) il Genere (nel senso di format, ripetizione, una serie di codici), il professor Pietro Montani (docente di Estetica alla Sapienza di Roma) la Specularità e il professor Giorgio Ficara (ordinario di Letteratura Italiana all'Università di Torino) la Veduta. Quattro storici dell'Arte: Ester Coen, Michele Dantini, Maria Teresa Roberto e Carlo Sisi ne hanno affrontato le implicazioni e gli sviluppi in realzione alla storia dell'arte, riassunti in un testo critico che ha fatto da cerniera tra il primo ed il terzo livello. Il direttore Danilo Eccher con lo staff scientifico:Riccardo Passoni, Virginia Bertone e Elena Volpato, sulla base del lavoro svolto, hanno operato la selezione delle opere e l'allestimento.

Il risultato finale è il rinnovamento del GAM che nei due piani propone la collezione riletta alla luce dei quattro temi: Genere, Veduta, Specularità e Infanzia, con opere che vanno da Canova a Pistoletto. Un prologo dedicato all' 800 ed ognuna delle sezioni presenta un colore diverso alle pareti ed è per tutte previsto un percorso didattico, con schede e didascalie sala per sala.

La Veduta inizia con i delicati medaglioni e ovali di Giovanni Battista De Gubernatis, per proseguire con vari paesaggi, da Pietro Bagetti e Massimo d' Azeglio, si va dagli  alberi di Fontanesi, Merz e Penone alle nature morte di Morandi di fronte alla Scultura A di Melotti; poi la materia diviene protagonista come in  Alberto Burri, nele Compenetrazioni iridescenti di Balla, i Concetti spaziali di Fontana, la Superficie bianca di Castellani e Achrome di Manzoni e Cy Twombly.

Il Genere che fa riferimento alla serialità, parte da metà ' 800 con  Enrico Gamba, i Funerali di Tiziano, per proseguire poi con le saghe napoleoniche di Giacomo Spalla e Amedeo Lavy e le lapidi di Salvo.

L' Infanzia è rappresentata dalle Tavole illustrate della rivista Il Mondo elegante, in raffronto con i piccoli soggetti agresti delle acqueforti di Celestino Turretti, dei ritratti di Fattori, Mafai, Casorati, delle fotografie di Mimmo Jodice, del Battesimo di Donghi e degli adolescenti di Botto & Bruno, dalle splendide sculture di Medardo Rosso e da Pinot Gallizio.

La Specularità ci riporta a Fontanesi e Pellizza da Volpedo, il maschiele e il femminile dei ritratti di Modigliani e di Casorati,  le opere-installazioni di Kounellis, Anselmo e Sol Lewitt, illustrate poi dal La religione di Innocenzo Spinazzi avvicinata al La deriva del vaso di Cucchi, per passare poi all' Identikit di Giulio Paolini e alla Living Sculpture di Marisa Merz.

L'area didattica raddoppia con dotazioni di rilievo e risulta essere la più grande d'Italia: Una sala del piano terra è dedicata alle attività per le scuole e un'apertura sul giardino per il relax dei bambini, oltre una parte della libreria destinata ai ragazzi. Nel seminterrato invece un'area adibita alle attività per il pubblico adulto (incontri, dibattiti, workshop e conferenze).  

Al primo piano toviamo una Wunderkammer per l' esposizione della grafica.Tra gli spazi di nuova concezione che qualificano il nuovo allestimento della GAM, la Wunderkammer intende collegarsi idealmente alla tradizione delle raccolte d'arte e di oggetti preziosi che un tempo arricchivano le dimore aristocratiche con una presenza quasi segreta. La fragilità dei supporti e dei materiali che si espongono in questa "camera delle meraviglie" al primo piano (disegni, acquerelli, stampe) rendono necessaria una rotazione periodica, sottolineando così l'eccezionalità della presenza di queste opere tra le collezioni visitabili dal pubblico. Inaugura il progetto, curato da Virginia Bertone, una mostra che invita a scoprire dodici raffinatissimi disegni a penna e acquerelli del celebre artista bolognese Pietro Giacomo Palmieri  (1737-1804) che ebbe un ruolo di primo piano nello stimolare un precoce gusto per il collezionismo di disegni nella Torino di fine Settecento. I fogli esposti ritraggono scene pastorali e paesaggi svelando un disegno che si ispira alla tradizione emiliana e olandese del Seicento e spesso sfocia in virtuose imitazioni dell'incisione. Questa prima iniziativa dedicata ai disegni dell'Ottocento anticipa di qualche settimana la presentazione al pubblico dei due volumi che raccolgono i frutti del lavoro di schedatura dell'intero patrimonio di grafica ottocentesca della GAM

Il piano subway (Gam underground project) è riservata alle mostre periodiche di Arte Contemporanea. 'E un luogo di ricerca dove analisi e sperimentazione intrecciano i loro cammini. Non è una project room, ma un vero e proprio spazio museale che la GAM mette a disposizione per l'espressione e lo studio dell'arte contemporanea attraverso un ciclo di mostre personali e collettive e una collana di cataloghi e libri d'artista. Il ciclo espositivo è curato da Elena Volpato e nasce con l'intento di indagare l'arte attuale nella sua relazione con la cultura del secolo passato, con la ambigua forza dell'influenza modernista, che sia di ascendenza razionalista o più esplicitamente visionaria e surreale. Inaugura con Ian Kiaer, artista nato a Londra nel 1971, di cui si presenta per la prima volta il lavoro complessivo, e alla Videoteca. Un ampio locale nel seminterrato offre agli utenti un ambiente confortevole per la conoscenza e lo studio del patrimonio di video, film d'artista e documentari presenti in uno degli archivi più completi d'Europa. Uno spazio della videoteca sarà destinato a mostre di installazioni video dal patrimonio del museo, presentazione di nuove acquisizioni e anteprime.

Qui troviamo anche il Teatro della performance, a cura di Eccher, dedicata alla struttura scenica prodotta dai maggior esponenti della ricerca performativa che hanno operato tra la fine degli anni '50 ad oggi, presenti lavori che vanno da Kazuo Shiraga del Gruppo Gutai, presente a Torino nel '59, a Hermann Nitsch, Michelangelo Pistoletto, Marina Abramovic, Paul McCarthy e John Bock fino a Gilbert & George, che proprio alla GAM realizzarono la loro prima performance italiana nel 1970. All' ingresso "La Grande sfera di giornali " realizzata tra il 1966 e il 2009 da Michelangelo Pistoletto, presente anche con l'opera "Orchestra di stracci". Marina Abramovic è stata la prima artista presente ad incontrare il pubblico il giorno dell'inaugurazione.

La scelta della rivisitazione tematica consente interessanti raffronti e di poter esporre anche opere che diversamente non avrebbero potuto esser viste facendo parte di quelle considerate "minori" e normalmente in deposito, consentendone la rotazione, la creazione di percorsi espositivi che facciano dialogare l’Antico e il Contemporaneo, svecchiando la concezione classica di Museo.

La soluzione di raddoppiare o più lo spazio, al di là dei problemi di costo e di disponibilità di cubature, non risolverebbe il problema princiaple che è quello della godibilitò delle opere che è data oltre che dall'inquadramento, dalla possibilità del raffronto.

Una scelta da seguire e che porta alla vitalità di un museo, unita alla disponibilità di ristorazione e di acquisto nel bookshop. Una concezione che va nella direzione intrapresa dai principali musei internazionali ed è in tal senso la prima in Italia.

Infatti Eccher afferma "Non è un' idea inedita, la Tate Modern è stata la prima a procedere in questo modo alla fine degli anni '90, poi sono arrivati altri musei, dal Moma di New York al Reina Sofia di Madrid. Ma il caso nostro, fatte le debite proporzioni, è diverso, perché estendiamo il percorso all'800. Inoltre, le scelte tematiche provengono da discipline diverse dalla storia dell' arte. E' un progetto museografico originale e ambizioso, che unifica gli spazi per le esposizioni temporanee e per le collezioni permanenti, come secondo me è giusto che sia in un museo di oggi, e prevede ogni anno nuovi allestimenti a tema, con opere che saranno esposte a rotazione"

La Regione Piemonte è sicuramente quella che meglio e di più ha investito in Cultura sapendo mettere in pratica quel dialogo fra istituzioni pubbliche e private, strutture museali, fondazioni ...

Un plauso particolare va sicuramente alla Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea - CRT, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, fondata nel 2000, che ha sostenuto e sostiene per il riallestimento del museo e per tutte le mostre del GAM 2009 con un investimento straordinario che ha riguarda anche l'acquisizione di nuove opere.

Gianni E. A. Marussi

Le collezioni

 Il pubblico si troverà a ripercorrere le sale della GAM con l'impressione di visitare un museo nuovo, riorganizzato secondo un progetto museografico che pone come essenziale l'integrazione e il dialogo tra le opere, che facciano parte delle collezioni permanenti o che si inseriscano nelle mostre temporanee. La suddivisione in ordine cronologico del percorso, che fino ad oggi ha caratterizzato una delle raccolte di arte moderna e contemporanea con la storica divisione in due piani dedicati all'Ottocento e al Novecento, viene sostituita da un ordinamento tematico, che permette al visitatore di riscoprire i capolavori e di analizzarli attraverso una nuova visione. Si potrebbe dire attraverso quattro nuove visioni, dettate dalle suggestioni offerte da altrettanti studiosi di discipline diverse dalla storia dell'arte. In questo modo non sarà più lo sguardo che insegue l'opera, ma l'opera che insegue lo sguardo. Secondo un disegno di riallestimenti periodici, ogni anno saranno coinvolti esperti provenienti dalle più prestigiose università italiane, che penseranno 4 nuovi temi per dar vita a percorsi lungo i quali le opere saranno collocate. Questo favorisce una fruizione molto ampia del patrimonio: attraverso il sistema di rotazione saranno infatti accessibili capolavori visti magari di rado, per problemi di spazio o di conservazione, e ogni volta troveranno una collocazione e una luce diversa, perché messi in rapporto con opere di altre epoche storiche e di altra natura artistica. La grande novità della nuova GAM è che con questo sistema viene riconsiderata la distinzione tra allestimento permanente e temporaneo, ancor più sottolineata dalla disposizione degli spazi espositivi. La sala mostre dedicata alle grandi esposizioni di carattere storico viene infatti pensata per accogliere il pubblico che visita il museo nella sua globalità, quindi inserita nella manica corta al primo piano, in continuità con le gallerie tematiche dedicate alle collezioni. Sempre al primo piano inoltre una piccola sala denominata Wunderkammer è la "camera delle meraviglie" dedicata a gioielli artistici del patrimonio GAM che molto raramente sono stati ammirati: disegni, acquerelli, grafiche, incisioni dell'Ottocento e del Novecento, per i quali è appena terminato un grande lavoro di catalogazione e schedatura, che saranno presentati con periodicità.
Ma un museo di Arte Moderna e Contemporanea è anche votato all'analisi e allo studio delle nuove generazioni di artisti e al dibattito culturale che ne deriva (l'installazione di Maurizio Nannucci posta alla sommità della GAM che recita ALL ART HAS BEEN CONTEMPORARY è quasi un "memento") per questo la ricerca e la sperimentazione dei nostri giorni trovano spazio attraverso GAM Underground Project. Le sale del seminterrato diventano un laboratorio nel quale giovani artisti già conosciuti a livello internazionale si confrontano con uno spazio istituzionale, portando avanti la propria sperimentazione e mostrandola al pubblico grazie a un ciclo di mostre personali e tematiche.
Anche i Servizi educativi e la Videoteca GAM trovano nuovi spazi.

La GAM infine si presenta con una nuova veste grafica: la comunicazione del museo, che comprende i manifesti, le locandine, gli inviti, i depliant e la grafica di sala, è stata affidata, dopo un'attenta selezione, a labxyz, uno studio di giovani creativi che hanno ripensato l'immagine coordinata secondo un criterio innovativo e al passo con i tempi.

Ultimo aggiornamento ore 13:18


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