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5/11/2009

"Vietnam mon amour" mc2gallery MI

La prima volta di 4 artisti vietnamiti

“Vietnam mon amour”

Tiffany Chung, Loan Nguyen,
Trong Gia Nguyen, Do Hoang Tuong

 

In collaborazione con

Galerie Quynh, Ho Chi Minh City Viet Nam
Galerie Eshter Woerdehoff, Paris
Alpi Viet Nam, Ho Chi Minh City Viet Nam
Vietnamonamour Restaurant,Milano

mc2gallery presenta per la prima volta una  collettiva di 4 artisti vietnamiti:

Due fotografe (Tiffany Chung, 1969 e Loan Nguyen, 1977) un artista concettuale (Trong Gia Nguyen,1971) che usa installazioni e video, ed un pittore (Do Hoang Tuong, 1960)
4 artisti eterogenei nel loro fare arte, accomunati solo dal loro paese di provenienza: il Viet Nam. Un paese antico, splendido,dalle tradizioni millenarie e da un recente passato doloroso che ancora oggi crea qualche tabù, nel parlarne. I nostri ricordi più vicini della storia del Viet Nam sono filtrati dalla cinematografia americana e dalle famose foto dei grandi reporter (pensiamo alla foto della bambina nuda bruciata dal Napalm che corre verso l’obiettivo di Kim Phuc – Vietnam 1972). Immagini legate indissolubilmente al conflitto che ha travolto migliaia di vite, da entrambe le parti, lasciando profonde ferite oggi ancora non del tutto sanate, che aleggiano come fantasma sulle politiche estere recenti della grande America. Ricordi ben lontani dalla realtà odierna, almeno nelle grandi città come Sai Gòn (Ho Chi Minh City) che sta vivendo l’esplosione di una contemporaneità inimmaginabile, che il Viet Nam ha raggiunto – e sta continuando a grandi passi - dopo la politica di apertura detta пi m¿i (= rinnovo) iniziata nel 1986.
In mostra, gli artisti hanno un’età compresa tra i 32 e i 42 anni. Alcuni di loro hanno studiato in USA  e sono cittadini americani, tornati in Viet Nam anche per la prima volta (come Trong Gia Nguyen) o stabilitisi lì da qualche anno (come Tiffany Chung). Altri, come Do Hoang Tuong, sono nati in VietNam e vivono in Viet Nam. Non a caso,la forza della sua pittura ne testimonia in qualche modo l’aspetto meno “internazionale” rispetto agli altri artisti, ma per questo forse il più forte e viscerale di tutti, con la sua pittura “di pancia”, dal sapore baconiano... i più giovani invece, hanno studiato in Usa (Tiffany Chung, Trong Gia Nguyen) o in Svizzera (Loan Nguyen) e ciò ha permesso una formazione inevitabilmente internazionale che si riflette nella scelta dei supporti: fotografie, video, installazioni.
Le eterogenee tematiche sono accomunate, tuttavia,  da una volontà di capire e indagare, in qualche modo, gli sviluppi o le tradizioni di un paese d’origine, il loro, tra i più belli e devastati al mondo, dove il peso del ricordo e della Storia segna e ha segnato generazioni intere, compresi loro, eredi involontari di quel Viet Nam filo americano costretto alla fuga dopo la caduta di Saigon il 30 Aprile 1975... Giai Phong!

Claudio Composti

 

Mentre attraversi i quattro cortili della vecchia Milano che ti portano in un mondo senza tempo, ti viene in mente il classico immaginario rappresentativo del mondo vietnamita che spazia dalle immagini di guerra a quelle dell'artigianato.

Si dischiude invece un mondo molto vicino al nostro. Si va dalle istallazioni pop di Trong Gia Nguyen sulla incomunicabilità: un'ultima cena con il lungo tavolo spezzato a metà, piatti con un cibo sempre uguale, composti da una scrittura in salsa, che ricorda lo spaghetto, in dodici lingue diverse, a raccontare un non-dialogo surreale. L'artista poi, torna alle origini, con chicchi di riso, ognuno scritto con parole che compongono un capitolo di un romanzo di Mark Twain "Le avventure di Huckleberry Finn" la cui rappresentazione scultorea di Charles Ray del "Ragazzo con rana", troneggia a Venezia a Punta della Dogana. Passi poi alle tenere immagini riflesse nel plexiglass e delicate di Tiffany Chung, che in altri lavori ripropone costruzioni fiorite di immagini della sua terra dall'alto, rappresentazione grafiche del territorio violato da costruzioni insensate, nel crescere frenetico degli agglomerati urbani o mutazioni genetiche, dalle forme di muschi cangerogeni. Le fotografie di Loan Nguyen raccontano spazi di solitudine e meditazione, immagini come tanti haiku; Do Hoang Tuong ci descrive corpi baconiani e silenti, con grande forza espressiva.

Un Vietnam visto un pò con gli occhi smarriti e increduli, che oscillano tra il ricordo di tradizioni millenarie, miste alle ferite che ancora bruciano della guerra e di un paese in crescita frenetica.

 

Gianni E. A. Marussi

Termine mostra 20 Novembre 2009

Ingresso libero

mc2 gallery
Viale Col di Lana 8 – 4° cortile
20123 Milano

Tel fax +39 02 87280910  -
mc2gallery@gmail.com - www.mc2gallery.com

Ultimo aggiornamento ore 22:32


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