“Poesia” è il secondo album su etichetta CAM Jazz di uno dei migliori pianisti delle ultime generazioni di jazzisti d’oltre Atlantico. E visti gli ottimi risultati di “Unicity”, registrato e pubblicato nel 2006, Edward Simon ha pensato bene di fare il bis chiamando a sé ancora una volta John Patitucci e Brian Blade, musicisti che non hanno bisogno di molte presentazioni. Entrambi componenti del formidabile quartetto di Wayne Shorter, Patitucci e Blade costituiscono una sezione ritmica di lusso fornendo a Ed Simon l’adeguato supporto e nel contempo interagendo al meglio con lo strumento del leader. Il primo incontro fra i tre risale al 2003, durante l’incisione di “Songs, Stories and Spirituals”, album intestato al bassista.

“In quell’occasione accadde qualcosa che mi porto ancora dentro”, ricorderà tempo dopo il pianista di origine venezuelana, “La nostra intesa si rivelò straordinaria e promisi a me stesso che prima o poi avrei fatto un disco con questo trio”. “La musica sia di John che di Brian possiede un elemento di mistero che rende estremamente piacevole suonare con loro e stare ad ascoltarli. Brian mi assomiglia in quanto più introverso, mentre John è più estroverso.
La sinergia che si è creata tra noi ci permette di tirare fuori il meglio l’uno dall’altro. Io tendo ad essere controllato e John mi spinge ad osare di più. Brian è un batterista molto espressivo, talvolta esplosivo, ma anche attento agli aspetti più riflessivi della musica”. I dischi sono adesso diventati due e “Poesia” mette ancora più in luce l’interplay maturato nel corso del tempo da questo eccellente trio, tra i migliori attualmente in circolazione. “Poesia” include principalmente composizioni dello stesso Edward Simon. Fanno eccezione Winter e Roby, ambedue recanti il sigillo di Patitucci, che episodicamente imbraccia anche il basso elettrico, e Giant Steps di John Coltrane, un classico della letteratura jazzistica che Simon e compagni rileggono in maniera talmente personale che ci vuole un po’ prima di riconoscerne il tema.
Del pianista sono quindi My Love For You, delicata performance solitaria presente in due take poste significativamente all’inizio e alla fine del CD; e poi, One For J.P., dove il dedicatario si ritaglia un pregevole assolo allo strumento elettrico, Intention, contrassegnata dal dinamico drumming di Blade, Triumph, altro brano in cui Patitucci suona il basso elettrico, e infine, certo non ultima per bellezza, la title track, autentico concentrato di purezza melodica.
Nato nel 1969 a Cardòn, in Venezuela, Edward Simon si è messo in luce a partire dalla fine degli anni Ottanta suonando con Greg Osby, Bobby Watson, Kevin Eubanks, Jerry Gonzales, Herbie Mann e Paquito D’Rivera. Nel 1994 ha iniziato a collaborare con il trombettista Terence Blanchard e successivamente con David Binney, assieme al quale ha registrato due album, “Afinidad” e “Fiestas De Agosto”. Grazie al suo variegato background, Edward Simon ha una profonda conoscenza e padronanza sia del lessico jazzistico, sia del vasto patrimonio delle musiche latine.
Conosciuto inizialmente per la sua militanza a fianco di Chick Corea, John Patitucci eccelle sia al contrabbasso che al basso elettrico e ha suonato anche con Michael Brecker, Herbie Hancock, Wynton Marsalis, Roy Haynes e tanti altri. Richiestissimo in virtù della sua versatilità è pure Brian Blade, nel cui curriculum si rintracciano anche partecipazioni a dischi di Bob Dylan, Joni Mitchell e Daniel Lanois.
