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18/6/2009

Venezia In-Finitum Palazzo Fortuny

“M’illumino d’immenso”

A Venezia nella sede prestigiosa di Palazzo Fortuny si è inaugurata la mostra In-Finitum.Resterà aperta al pubblico dal 6 giugno al 15 novembre 2009, in Campo San Beneto (San Marco) 3958.

M’illumino
d’immenso”
Giuseppe Ungaretti, 1933

Immaginate di essere trasportati in un’antica quadreria, sospesi in uno spazio senza tempo ed essere condotti solo dalle emozioni, per stanze dove le opere d’arte che spaziano dall’antico Egitto all’Arte Contemporanea passando per Leonardo, Mantegna, Michelangelo, Piero della Francesca, Brueghel il Vecchio, Canova,  solo per citarne alcuni, vi si presentano nel lungo viaggio verso l’assoluto. Compagni di viaggio anche immagini di soli e costellazioni, nebulose.

I curatori volutamente non hanno messo didascalie alle opere perchè il filo conduttore è emozionale, ma un ricco catalogo, dopo la mostra ve ne darà conto nelle tavole commentate.

“Questo sogno ha un vantaggio rispetto a molti altri”, recita un neon bianco caldo di Joseph Kosuth.

Si è trasportati infatti come in un sogno alla scoperta dell’universo a noi esterno ma anche di quello che regna dentro di noi. Una sorta di viaggio spirituale alla scoperta dell’infinito, ma anche dell’incompiuto, dell’incompleto, di ciò che deve ancor prender forma e di mondi infiniti.

Nelle tante offerte culturali, sei solo quelle organizzate dai Musei Civici Veneziani, sbocciate con l’inaugurazione della 53. Esposizione d’Arte e che vede Venezia come una sorta di Capitale dell’arte, IN-FINITUM è a mio avviso la mostra più importante. Una mostra immensa, colta, seducente. Del resto anche due anni fa con Artempo era stato realizzato uno degli eventi più intensi.

Palazzo Fortuny, uno degli undici tra i più importanti Musei Civici Veneziani,  è un edificio di tre piani in cui si sviluppa la mostra, oltre a quello terreno.

Antico palazzo gotico appartenuto alla famiglia Pesaro, fu acquistato da Marià Fortuny i de Madrazo, italianizzato poi in Mariano Fortuny, per farne la propria dimora e atelier di fotografia, scenografia e scenotecnica, creazione di tessili, pittura; di tutte queste funzioni esso conserva ambienti e strutture, tappezzerie, collezioni: dalla raccolta dei dipinti, ai preziosi tessuti che rivestono interamente le pareti, alle celebri lampade, tutto testimonia la geniale ispirazione dell’artista, il suo eclettico lavoro – tra sperimentazione, innovazione, qualità altissima di risultato - la sua presenza sulla scena intellettuale e artistica a cavallo tra ‘800 e ‘900.


Il palazzo fu donato al Comune da Henriette, vedova di Mariano, nel 1956. Le collezioni museali sono costituite da un ricco fondo di opere e materiali che ben rappresentano i diversi esiti della ricerca dell'artista, ordinati per grandi argomenti di particolare rilievo: la pittura, la luce, la fotografia, il tessile e i grandi abiti.

Palazzo Fortuny, piano terra

La mostra completa e conclude uno straordinario ciclo espositivo ideato da Axel Vervoordt e iniziato a Venezia nel 2007 con Artempo: Where time becomes art - che indagava il rapporto tra arte, tempo e il loro mostrarsi, attraverso differenti secoli, luoghi, tendenze e linguaggi espressivi - e proseguito nel 2008 a Parigi con Academia: Qui es-tu? basata sulla trasmissione della conoscenza e della saggezza e sulla perpetua necessità della condizione umana del porsi domande e cercare risposte.

Elemento comune alle tre mostre – oltre a un impatto emotivo e allestitivo di intensa suggestione - è l’indagine sulle innumerevoli possibilità di relazione e collegamento tra espressioni artistiche di epoche e culture differenti , e, in ultima analisi, con il senso stesso della vita.

L’infinito
Indagare sul concetto di “infinito” significa intraprendere un viaggio spirituale. L’anelito alla perfezione, alla compiutezza è al tempo stesso, per l’uomo, confronto costante con i propri limiti, con l’inarrivabile. E contemporaneamente l’infinito è anche il non- finito, il non completo, il vuoto o, ancora, il contenitore del tutto. L’infinito come percorso senza fine verso la completezza, la conoscenza e l’illuminazione ha ispirato artisti, scienziati e letterati fin dagli albori dell’età dell’uomo. Le loro scoperte, testimonianze, impressioni artistiche e pensieri costituiscono un altro segmento della mostra In-finitum

Gli artisti in mostra
Molti sono gli artisti che si sono misurati con il tema dell’infinito, interpretandolo secondo concetti e rappresentazioni proprie della cultura di appartenenza.
In mostra sono presenti, tra le altre, opere di Molti sono gli artisti che si sono misurati con il tema dell’infinito, interpretandolo secondo concetti e rappresentazioni proprie della cultura di appartenenza.
In mostra saranno presenti, tra le altre, opere di Giovanni Anselmo, Natvar Bhavsar, Pierre Bonnard, Berlinde de Bruyckere, Michael Borremans, Alberto Burri, Alexander Calder, Paul Cézanne, Antonio Canova, Eugène Delacroix, Ray & Charles Eames, Lucio Fontana, Adam Fuss, Giuseppe Gabellone, Francesco Hayez, Ann-Veronica Janssens, Anish Kapoor, Anselm Kiefer, Kimsooja, Yves Klein, Piero Manzoni, Brice Marden, Fausto Melotti, Mario Merz, Joan Mirò, Tatsuo Miyajima, Vic Muniz, Renato Nicolodi, Roman Opalka, Palagio Pelagi, Pablo Picasso, Otto Piene, Giovanni Battista Piranesi, Guido Reni, Gerhard Richter, George Romney, Thomas Ruff, Kazuo Shiraga, Ettore Spaletti, Vassilikis Takis, Diana Thater, Dirk Van De Len, Jef Verheyen, Rik Wouters, Gilberto Zorio … ma molteplici, quasi infiniti, saranno gli stimoli, gli accostamenti, le interazioni con esiti diversi del pensiero e del fare artistico di tutti i tempi e i continenti. … ma molteplici, quasi infiniti, saranno gli stimoli, gli accostamenti, le interazioni con esiti diversi del pensiero e del fare artistico di tutti i tempi e i continenti.


I curatori
Musei Civici Veneziani, Axel Vervoordt, Daniela Ferretti, Giandomenico Romanelli e Francesco Poli,  con il contributo di pensiero di molti amici colleghi.

La musica
La trilogia si conclude e si completa anche per quel che riguarda la produzione musicale: in occasione di In-finitum, Mireille Capelle ha realizzato un nuova composizione, Sunyata., che si aggiunge ad Annello di se scritta per Artempo: Where Time Becomes Art e Naga per Academia: Qui es-tu?.

Il catalogo
(MER Paper Kunsthalle, Ghent in collaborazione con Skira per la distribuzione in Italia) è pubblicato in edizione italiana, inglese e francese. È curato da Axel Vervoordt, con saggi di Francesco Poli, Giandomenico Romanelli, Eddi De Wolf e Norbert Jocks e un dialogo tra Axel Vervoordt e Tatsuro Miki. Il progetto grafico è dello Studio Luc Derycke. Un’edizione in brossura con saggi e immagini è uscito all’apertura della mostra; l’edizione cartonata con immagini in situ, alla fine di giugno. A fine mostra, e quindi all’ideale conclusione della trilogia, sarà disponibile un’edizione speciale in cofanetto, a tiratura limitata, con i tre Artempo: Where Time Becomes Art, Academia: Qui es-tu? e In-finitum i cd con le composizioni di Mireille Capelle.

 

 

Gianni E. A. Marussi


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