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23/4/2009

Mario Furlan: "Donne, basta paura"

L'esperto insegna come difendersi

Giorno dopo giorno i fatti di cronaca ci mostrano un quadro di violenze in continua escalation: le strade delle città italiane sono sempre più spesso lo scenario di stupri, rapine e violenze. A subire il maggior numero di aggressioni sono le donne, per le quali reagire è sempre difficile. Per offrire a tutti, ma a loro in particolare, uno strumento in più per affrontare con più serenità difficoltà e ansie è uscito per Sperling & Kupfer un manuale pratico di "Istruzioni per l'uso". L'autore è Mario Furlan, fondatore dei City Angels, istruttore di arti marziali e noto ai lettori di Tgcom per il suo blog Lifecoach.

Il libro si intitola “Donne basta paura”, e contiene una serie di suggerimenti per nascondere la loro vulnerabilità e costruire dentro di sé un valido sistema di allarme antiaggressione. Uno strumento di autodifesa che non si basa sulla forza fisica ma sull'atteggiamento mentale, e quindi può essere applicato da chiunque. Abbiamo intervistato l’autore che ci ha spiegato i retroscena di quello che in Italia è il primo pratico strumento "letterario" di difesa per le donne.

Come è nata l’idea di scrivere questo libro?
E’ un libro di cui si sentiva la necessità in Italia. Sugli scaffali delle nostre librerie infatti si trovano decine e decine di manuali che si propongono di insegnare a difendersi, spiegando mosse complesse e poco praticabili senza la supervisione di una guida. Il mio invece vuole essere un forte ausilio psicologico, prima di tutto, e poi nelle ultime pagine spiego anche qualche basilare e semplice mossa di autodifesa.

La mia esperienza come City Angel e come lifecoach mi ha portato infatti a capire che le donne hanno bisogno di un manuale comportamentale su come fronteggiare la paura e le situazioni di pericolo. Anche una cintura nera di karate infatti se non sa come comportarsi sarà protagonista di atti di violenza.

In “Donne basta paura” spieghi dettagliatamente le situazioni più a rischio per le donne, e dai utili consigli su come fronteggiarle. Quando una donna deve sentirsi in pericolo? 
Qualsiasi circostanza in cui sia distratta e non si renda conto dell’ambiente circostante. Come spiego nel libro è importante stare sempre in codice giallo, costantemente allerta, mai in codice bianco, tipico di chi è completamente distratto. Un'altra cosa basilare è non mostrarsi mai impaurite perché l’aggressore è mosso da un istinto animalesco che gli fa capire immediatamente se la “preda” ha paura e questo non fa altro che aumentare la sua violenza.

In qualità di istruttore di arti marziali puoi dirci alcuni consigli pratici?
La cosa basilare è la postura. Bisogna assumere innanzi tutto il "portamento del vincente", ovvero ben eretto, facendo passi lunghi e decisi. Il portamento ideale è quello con le spalle allargate e l'ombelico in avanti. Altra cosa importante è lo sguardo. Chi ha paura tende ad abbassarlo di fronte agli altri e non c'è cosa più sbagliata. Uno sguardo fiero ed un sorriso sereno sono già un valido deterrente per l'aggressore.Come scrivo nel libro infatti: chi si fa pecora, il lupo se lo mangia. Al termine del libro infine consiglio alle lettrici di non limitarsi alla lettura, ma di iscriversi ad un corso di autodifesa perchè i pochi colpi che illustro nelle ultime pagine non bastano.

Nel libro parli della “lezione di Tucidide”. Vuoi spiegare ai nostri lettori di cosa si tratta?
Ho trovato che le ragioni delle aggressioni siano descritte dettagliatamente nella “Guerra del Peloponneso” dello storico greco Tucidide, che arriva alla conclusione che la guerra è mossa da tre fattori: l’onore, l’interesse e la paura. Ecco io credo che valga la stessa cosa per gli aggressori: attaccano per spavalderia, oppure per "professione", cioè per ottenere un risultato, come accade nel caso degli scippatori, o amcora per reagire alla loro paura. In strada è fondamentale non essere vittime mentalmente perché altrimenti in un attimo si diventa vittime del tutto.

Cos’è la paura per te?
La paura è un dono del corpo per fronteggiare le situazioni di emergenza. Ed è proprio per questo che è fondamentale tramutare la paura da nemica in amica. In parole povere credo sia l’adrenalina del proprio corpo che aiuta a diventare più forti. Bisogna però saper far convergere questa forza in qualcosa di positivo.

Il tuo libro spiega in maniera molto pratica come difendersi. Al di là dei consigli pratici però cosa vorresti che facessero le amministrazioni comunali per la sicurezza dei propri cittadini?
Ho sotto gli occhi Milano più delle altre città e devo dire che l’amministrazione qui sta facendo un bel lavoro. Da tempo sono stati istituiti i servizi di taxi rosa e di bus notturni per le donne. Tra breve inoltre entrerà in funzione il servizio di scorta effettuato dai volontari City Angels. Inoltre sistemi di illuminazione notturna, massiccia presenza sul territorio delle forze dell’ordine stanno aiutando le donne a fronteggiare i pericoli che vengono dalla criminalità. Non è vero che la situazione sicurezza è peggiorata negli ultimi anni. E’ solo aumentata notevolmente la percezione di insicurezza nell’opinione pubblica.

Quanto della tua esperienza come City Angel è presente in queste pagine?
Tantissima. Posso dire che se non avessi intrapreso l’avventura dei City Angels, fondando 15 anni fa l’organizzazione, non avrei mai scritto un libro così. E’ la mia esperienza sulla strada che mi ha dato la possibilità di conoscere così bene la situazione, le vittime e gli aggressori. Probabilmente mi sarei ridotto semplicemente a scrivere un manuale di autodifesa come tutti gli altri. Mentre invece nel libro, così come nei corsi che tengo, è fondamentale insegnare alle donne come camminare, come rispondere alle richieste di un estraneo, come reagire ad una aggressione. Poi dopo aver imparato a prendere consapevolezza di sé e delle proprie paure, si possono insegnare alcune semplici mosse di autodifesa.

 

Chiara Besana


Mario Furlan
“Donne basta paura”
Sperling & Kupfer, Pagg.173, 17 euro


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