La prima sensazione appena sbarcati a Mauritius è quella di una delicata forma di armonia. Cosa che detta così può sembrare un po' retorica, ma il miscuglio di razze e culture si respira veramente da subito, e dà al visitatore la piacevole percezione di qualcosa di bello.
Passato il colonialismo (la lingua ufficiale è l'inglese, ma la più usata è il francese), finita la fase delle tensioni etniche, Mauritius sembra aver trovato uno stabile equilibrio che se da un lato riesce a fondere le diverse tradizioni (creando un metis del quale i mauriziani vanno fieri), dall'altro lascia un ampio margine di mantenimento delle proprie radici agli indù, ai creoli, ai cinesi e agli europei, ossia le quattro "grandi famiglie" etno-culturali che popolano l'isola.

Certo, vi preciseranno che non è tutto oro quello che luccica, che qualche ruggine tra i gruppi è dura a morire, ma è proprio il primo impatto che è forte, l'attraversare una strada e vedere, in poco meno di un chilometro, una moschea, una chiesa cristiana, un tempietto indù e una pagoda cinese, a far pensare che qui, in fatto di tolleranza e accettazione del diverso, sono un po' più avanti rispetto al resto del mondo.
Questo è un elemento fondamentale per capire Mauritius, per andare oltre quella che può essere la semplice ricerca di una vacanza fatta di sole, mare e natura, elementi che tra l'altro sono presenti in abbondanza e che non deludono, anzi.
Così piccola, così grande
L'isola ha un'estensione pari a quella della Val d'Aosta, ma può dare l'impressione di essere più grande, che le distanze tra un punto e l'altro siano maggiori, come se le strade fossero state costruite per dare la possibilità di vedere più cose possibili. E' bello perdersi gironzolando tra la costa e l'interno, passare dalle spiagge alle immersioni nel verde vivo del cuore dell'isola.
Onda su onda
I nostri appunti di viaggio partono proprio dalla costa, dalla Blue Bay, a sud-est di Mauritius, in quelle che le guide definiscono una delle lagune più belle dell'isola. Bellezza sperimentata con gli occhi e mare provato con immenso piacere: il luogo vale tutto quello che di buono si può leggere, e chi volesse una vacanza di solo relax può trovare le migliori strutture per un soggiorno da servito e riverito.
Più a nord ovest c'è Flic en Flac, una località che, al di là del nome buffo, è un tratto di spiaggia molto amato dai mauriziani, che lo colonizzano nei fine settimana per i loro pic-nic. Ma c'è spazio per tutti, e in alcuni tratti gli appassionati di immersioni possono avere parecchie soddisfazioni. Un po' più a sud si può fare il bagno "sovrastati" dal Le Morne Brabant, l'imponente roccia che domina la penisoletta di Le Morne. La spiaggia al tramonto è qualcosa davanti alla quale ci si scioglie senza rendersene conto.
Ultimo aggiornamento ore 11:44
