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11/11/2008

Picasso, Arlecchino dell’arte

Roma, una grande mostra al Vittoriano

Roma rende omaggio a Pablo Picasso, il più grande artista del Novecento, con una ricchissima esposizione al Complesso del Vittoriano: la rassegna si intitola “Picasso 1917 – 1937  L’Arlecchino dell’arte” ed è aperta  dall’11 ottobre 2008 all’8 febbraio 2009.  Più di 180 opere, tra oli, opere su carta e sculture, offrono un quadro straordinario dell’ originale ed eclettica creatività del maestro spagnolo, nel ventennio tra le due guerre mondiali. 

La produzione di Pablo Picasso è enciclopedica ed è molto difficile affrontare adeguatamente in una mostra un fenomeno che, già solo a livello quantitativo, non conosce uguali in tutta la storia dell’arte. Come tutte le esposizioni a lui dedicate, anche in questo caso ci si sofferma su un tema specifico, il periodo dal 1917 al 1937, che in un certo senso ingloba tutti gli altri poiché sottolinea la proteiforme diversità dell’artista.  E’ proprio questa diversità a distinguere maggiormente Picasso da tutti i suoi contemporanei e forse anche da qualsiasi altro artista mai esistito.

Picasso, Donna sdraiata sulla spiaggia

Yve-Alain Bois scrive: “La storia dell’arte è ricca di pittori prolifici (benché nessuno raggiunga i livelli di Picasso) ed è tutt’altro che insolito riscontrare, nella produzione ...  Il 1917, anno in cui si colloca l’inizio di questa mostra, segna una definitiva inversione di tendenza: Picasso smette di sostituire una data maniera con un’altra e non scarta più nulla, inventando stili sempre nuovi senza mai eliminare quelli precedenti. ...Di conseguenza non gli parrà affatto strano dipingere, nell’arco dello stesso mese o persino dello stesso giorno, un Arlecchino “neoclassico” e una versione cubista o magari surrealista dello stesso personaggio teatrale.”. Il titolo “Arlecchino dell’arte” vuole quindi essere una metafora. “Arlecchino può essere qualsiasi cosa desideri e Picasso, che era all’apice della sua produttività e poteva adottare contemporaneamente gli stilemi del cubismo, del neoclassicismo, del surrealismo e dell’espressionismo, aveva diverse affinità con questa maschera leggendaria”.

A testimoniare quest’interesse, la mostra presenta ben quattro diverse interpretazioni che Picasso dà di questo soggetto: il classico Arlecchino (Ritratto di Léonice Massine) del 1917 (Museu Picasso, Barcelona), lo splendido Arlecchino suonatore cubista del 1924 (The National Gallery of Art, Washington D.C.), l’Arlecchino astrattista del 1927 (The Metropolitan Museum of Art, New York) e la Testa di Arlecchino surrealista sempre del 1927 (collezione privata).

In occasione della mostra, torna per la prima volta nella capitale dal 1917 L’Italienne (Fondazione Collezione E. G. Bührle, Zurigo), allegra scomposizione cubista di una fanciulla italiana con il profilo del cupolone di San Pietro sullo sfondo, che Picasso dipinse durante il suo soggiorno romano. Nel 1925 Picasso, ormai stanco di alternare solo due stili, il cubismo e il neoclassicismo, si accostò al surrealismo e, pur senza mai legarsi al movimento, superò tuttavia i surrealisti nel realizzare il loro programma artistico, poiché sapeva meglio della maggior parte di loro come evitare la trappola di illustrare una teoria creando un’immagine.  Sempre nella seconda metà degli anni Venti, Picasso diede anche una seconda possibilità a quell’astrattismo che aveva rifiutato nel periodo di massimo sviluppo del cubismo, come testimonia, tra gli altri, un capolavoro come Due donne davanti alla finestra (1927, Museum of Fine Arts di Houston). Nei primi anni Trenta, probabilmente in reazione alle pratiche decisamente antipittoriche delle avanguardie, Picasso ricominciò a considerare Matisse un suo interlocutore, come se volesse fare di lui il nuovo rappresentante vivente della tradizione analizzando l’intenso rapporto del più anziano pittore con l’opera di Cézanne, Gauguin, van Gogh e Seurat. 

Sempre negli anni Trenta l’artista spagnolo tornò a interessarsi al ritratto, un genere che gli consentiva di adottare stili ancora più eterogenei e di passare liberamente da una maniera all’altra a seconda del suo rapporto col modello. In questo periodo Picasso si concentra sul futuro di un mondo che sembrava sprofondare rapidamente nel caos e nella brutalità (con l’ascesa di Hitler, lo stalinismo e soprattutto con la guerra spagnola).  Per molti versi il capolavoro di questi anni, Guernica, era stato lungamente preparato da una serie di quadri raffiguranti scene violente: sanguinose corride, come quelle turbinose presentate in mostra nei dipinti del Philadelphia Museum of Art e del University of Michigan Museum of Art, e donne in lacrime, come si vede nelle drammatiche tele della Fondation Beyeler di Basilea e del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

Il Picasso che emerge da questa ricchissima mostra, è un artista straordinariamente onnicomprensivo e proprio per questo è restato tanto a lungo un punto di riferimento imprescindibile per molti artisti più giovani e al tempo stesso divenne un ostacolo così difficile da superare per coloro che erano alla ricerca di uno stile originale.  Mantenere viva la tradizione continuando a trasformarla: per Picasso era questa la scelta indispensabile.

Il progetto è stato sostenuto dalla famiglia Picasso, da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei di tutto il mondo, con il prestito di opere di altissima qualità. Tra le istituzioni spiccano: National Gallery of Canada, Ottawa; Centre Pompidou, Musée national d'art moderne, Centre de création industrielle e Museo Picasso, Parigi; Museu Picasso, Barcellona e Malaga; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; Foundation Beyeler, Basilea; Kunstverein Winterthur, Winterthur; Baltimore Museum of Art, Baltimore; Philadelphia Museum of Art, Philadelphia; The Museum of Fine Arts, Houston; The Metropolitan Museum of Art e The Solomon Guggenheim Museum, New York; The National Gallery of Art, Washington D.C.

L’esposizione “Picasso 1917 – 1937  L’Arlecchino dell’arte” è a cura di Yve-Alain Bois, La mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la collaborazione del Comune di Roma - Assessorato alla Cultura e alla Comunicazione, Assessorato alla Scuola, alla Famiglia e all’Infanzia – della Provincia di Roma – Presidenza e Assessorato alle Politiche culturali - della Regione Lazio – Presidenza e Assessorato alla Cultura, allo Spettacolo e allo Sport -, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero Affari Esteri, dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. La rassegna è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.

Picasso 1917 - 1937 - L’Arlecchino dell’arte
Roma – Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
Fino a domenica 8 febbraio 2009
Ingressi: € 10,00 intero; € 7,50 ridotto