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19/5/2008

Malati di tecnostress

Ecco come combatterlo

Ore al computer con lo sguardo fisso allo schermo, cellulari che squillano in continuazione, posta elettronica bollente e informazioni da gestire a ritmi frenetici. Che stress! Anzi che tecnostress.
Tra le "malattie" di ultima generazione, quelle del terzo millennio per intenderci legate alle nuove professioni "tecnologiche", questa è sicuramente la più diffusa.
Si tratta di un problema che, secondo una ricerca su 'Le professioni più tecnostressanti', condotta dalla onlus Netdipendenza e presentata alla Fiera Milano City, all'interno di 'Media 2.0', vede particolarmente a rischio gli operatori dell'information and communication technology, i giornalisti web, gli analisti finanziari.
Tra i sintomi più seri ci possono essere stanchezza cronica, ansia, disturbi del sonno, alterazioni del comportamento e addirittura problemi cardiocircolatori.
Lo studio, realizzato tra dicembre 2007 e aprile 2008, ha preso in considerazione un campione di 200 operatori delle 10 categorie ritenute più a rischio, tra le quali operatori Ict , giornalisti, analisti finanziari, informatici, top manager, ip manager, sviluppatori web, pubblicitari, analisti contabili e operatori call center.

A tutti è stato chiesto di indicare quanto tempo trascorrono con pc e telefonino di nuova generazione. La maggior parte degli intervistati (soprattutto quelli nelle prime sei professioni in classifica), così è emerso dall'indagine, passa davanti allo schermo dalle 9 alle 12,5 ore al giorno. In cima alla lista delle 'vittime della tecnologia' si sono così posizionati gli operatori Ict: passano una media di 12,5 ore al giorno 'incollati' ai videoterminali, stressati soprattutto "dall'alto numero di informazioni da gestire, spesso a ritmi incalzanti".
Ormai pensionata la vecchia macchina per scrivere, al secondo posto troviamo i giornalisti, che trascorrono fino a 12,1 ore davanti a schermi di vario tipo (dalla tv, al pc). Un gruppo di tecnostressati 'doc'.
Al terzo posto gli analisti finanziari. "Nel nostro lavoro ci sono operatori che alle sette del mattino sono già connessi a internet per controllare l'andamento dei titoli azionari o cercare notizie nei bilanci aziendali", confessa Franco Biscaretti, segretario dell'Aiaf (Associazione italiana degli analisti finanziari), "e sono in tanti a trascorre fino a 10-11 ore al giorno tra pc e blackberry, ormai diventato indispensabile in questo lavoro". Le altre professioni esaminate hanno in comune un potenziale rischio di tecnostress, legato proprio all'uso eccessivo delle nuove tecnologie.
E una buona notizia arriva dalla situazione degli operatori dei call center, piazzatisi all'ultimo posto. "Pur essendo nel recente passato considerati ad alto tasso di tecnostress", - ricorda Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza onlus e autore della ricerca, condotta in collaborazione con Assoexpo, Wireless e Pierre Communication, "la loro situazione lavorativa sembra migliorata". Tanto che in media passano 'solo' 6,6 ore tra computer e cellulare, o smartphone.

I possibili antidoti per prevenire i malanni da tecnostress? Il 72% dice di puntare sull'effetto rilassante legato alle attività sportive, dalla corsa, al nuoto, alle arti marziali. Mentre il 28% preferisce concedersi momenti di pausa da dedicate ad attività olistiche come la meditazione, lo yoga o il training autogeno. E proprio pensando ai benefici dell'attività fisica, Di Frenna propone un rimedio ai tecnostressati d'Italia. "Li invitiamo tutti alla mini-maratona 'Run for tecnostress', che si svolgerà il prossimo 14 settembre a Bracciano, alle porte di Roma. Oppure possono creare un gruppo di runner attraverso il nostro social network 'run for tecnostress' - conclude il responsabile della ricerca - per spegnere finalmente pc e telefonino e darsi appuntamento per qualche pomeriggio all'aria aperta".

E tra le buone notizie c'è anche uno studio condotto dal dipartimento di Fisiopatologia delle Molinette di Torino su 169 dipendenti del Comune di Torino, su come ridurre il mal di testa in ufficio. Esercizi posturali eseguiti ogni due-tre ore sul posto di lavoro e esercizi di rilassamento di 10-15 minuti da eseguire una o due volte al giorno a casa, accompagandoli da impacchi caldi su guance, collo e spalle consentirebbero di ridurre oltre il 40% la cefalea e il dolore cervicale e di dimezzare la quantità di analgesici. Questi i risultati della ricerca che mostra chiaramente come interventi sul luogo di lavoro possono ridurre cefalea e il dolore a collo e spalle.