Far ritornare le donne "fatali" come lo erano un tempo le pin up. E' questo l'obiettivo dell'Ecole de Dolls di Parigi, la nuova scuola per ragazze, che, proprio al modello di seduzione anni '50, si ispira, nei suoi corsi di bondage, l'arte erotica di legare e farsi legare.
E' una 'maitresse' d'eccezione, Miss Daisy, specialista venuta direttamente da San Francisco, a tenere il primo atelier su questa particolare pratica erotica, dal titolo 'Introduzione alla pratica del legare' che comincia con uno show.
I corsi, che sono partiti in questi giorni, riguardano tutte quelle attività sessuali 'sadomaso' basate sulle costrizioni fisiche realizzate con legature, corsetti, corde, cappucci, bavagli.

Bondage significa alla lettera "schiavitù" e in un certo senso lo è. Solo che schiavo e dominatore scelgono volontariamene i propri ruoli.
Antica pratica di origini giapponesi, il bondage, sta appassionando sempre più gli amanti di ogni parte del mondo, Italia compresa. Eventi, libri e esposizioni all’insegna di questa secolare arte orientale sono infatti sempre più all'ordine del giorno anche nel nostro Paese, dove corsi di bondage sono stati già organizzati.
Nato in Giappone come tecnica usata dai samurai per assicurarsi che i prigionieri fossero immobilizzati in posizioni non pericolose ma umilianti, il bondage si è evoluto ed è diventato un piacere sensuale. Legare o farsi legare crea sensazioni nuove in entrambi i partner creando un rapporto ancora più profondo e solido.
Il bondage svolge contemporaneamente due funzioni: quella di immobilizzare l'altra persona e quella di creare sul suo corpo una serie di trame e figure con corde, fasce, foulard, che acquisiscono anche un valore estetico: a seconda dello stile e delle preferenze personali si può scegliere di dare prevalenza a l'una o l'altra.

Louise de Ville, ballerina erotica che vive a Parigi, è la 'cavia' di questa prima dimostrazione di erotismo 'burlesco': "si vuole dimostrare che si può legare o farsi legare senza che questa pratica sia dolorosa o coercitiva, anzi la corda valorizza i glutei", ha spiegato Louise al quotidiano Liberation che dedica un articolo sul suo sito internet all'inaugurazione della scuola.
"Il bondage rimodella il corpo della donna accentuandone le forme", ha osservato lo psicanalista Jean-Pierre Bourgeron. Secondo lui le donne legate hanno seni più sporgenti, la vita disegnata, il busto è proiettato in avanti quando le braccia sono tenute dietro e le cosce sono più formose. E' il contrario della donna piatta, androgina". Per Bourgeron "la donna legata si sente valorizzata, ultra-femminilizzata".
Per Louise de Ville il bondage va di pari passo con la liberazione della donna: "portare i tacchi a spillo è un atto di forza. Non ha nulla a che vedere con il mito della donna oggetto. Bisogna rivalutare la femminilità".
Insegnante di giorno, ballerina erotica di notte, per Louise, che è membro dell'associazione Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali, trans) il bondage è "un gioco". Si tratta di giocare con il sesso in modo ironico, burlesco appunto dal nome degli show delle pin-up americane degli anni '50: Lili St.Cyr, Dixie Evans, Blaze Starr, Tempest Storm, e soprattutto Bettie Page, l'idolo di Louise de Ville, la pin up del Tennessee, con la frangetta nera e il rossetto rosso rosso.