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12/3/2008

Sesso, come Dio comanda

E 13 minuti sotto le lenzuola sono ok

Il sesso raccoglie la sua ennesima benedizione. Sdoganato ormai in quasi tutti i paesi del mondo e in quasi tutte le sue variabili, si guadagna anche il beneplacito della Chiesa Anglicana. E mentre in Olanda è stata da poco messa a punto una bozza di regolamento, che dovrebbe entrare in vigore dopo l'estate, e che autorizza ad appartarsi in un giardino pubblico e lasciarsi andare a libere effusioni, dal petting al rapporto sessuale completo senza pericolo di essere perseguibili legalmente, in Gran Bretagna la Chiesa Anglicana pubblica un vademecum anti-divorzio ad uso delle coppie, nel quale il sesso viene annoverato tra le priorità della vita e  dove si invita apertamente i sudditi di Sua Maestà a non avere complessi nell'intimità della camera da letto.
Intanto dall'Australia arriva un'altra bella notizia per coloro che non vantano prestazioni da record sotto le lenzuola.

Uno studio pubblicato nell'International Journal of Sexual Medicine e a cui fa riferimento il sito http://www.theaustralian.news.com.au/ smentisce infatti il preconcetto secondo cui, per essere appagante e di qualità, un rapporto sessuale debba durare molto tempo. Tutt'altro.

Secondo Eric Corty del Behrend College in Erie, Pennsylvania, che ha guidato il pool di ricercatori americani e canadesi, infatti, il modello dell'uomo macho che regge per ore e ore a letto, ha un pene molto grosso e ha erezioni da record, è poco realistico. L'obiettivo dello studio è stato proprio ridimensionare queste false aspettative. Il rapporto ottimale è quello che dura tra i 7 e i 13 minuti. 13 è la durata desiderabile, ma persino un rapporto di 3 minuti è accettabile e adeguato. Troppo breve invece uno che ne dura meno di 3. E troppo lungo un rapporto oltre i 13 minuti, che diventa addirittura "stancante" oltre la mezz'ora. Naturalmente nel conteggio non sono considerati coccole e preliminari vari. E naturalmente non ci sono regole ferree a cui attenersi, nè un cronometro da sistemare sul comodino. Ogni coppia ha esigenze e desideri diversi nell'intimità, ci sono alcune donne per le quali il traguardo dei 7 minuti è più che sifficiente e uomini che invece non concepiscono il sesso se non da maratoneta. Quindi per ognuno vale più che altro la regola generale che la durata ideale è quella che permette ad entrambi i partner di divertirsi e di provare piacere.

Come, tra le righe, afferma anche il vademecum della Chiesa Anglicana, intitolato "Growing Together" (crescere assieme), che così descrive il sesso, "Lungi dall'essere volgare, il sesso è qualcosa di santo e di meraviglioso e deve essere celebrato. Come ogni altra abilità, va imparato e il compito di una coppia è di essere il maestro l'uno dell'altro".
Un vicario sposato da 39 anni, Andrew Body, ha scritto le 120 pagine del vademecum che incoraggia marito e moglie a parlare apertamente tra di loro dei desideri erotici, di che cosa trovano eccitante o sgradevole.   

A riprova che in alcune coppie l'educazione sessuale lascia proprio a desiderare il libretto menziona il caso di un certo Kevin e una certa Mandy. Preoccupati che dopo diciotto mesi di matrimonio non spuntasse nemmeno l'ombra di un figlio, hanno incominciato ad agitarsi e alla fine scoperto l'arcano: in un anno e mezzo, pur mettendoci tutta la buona volontà, "non avevano mai avuto un rapporto sessuale completo".
Il vademecum suggerisce agli sposi in crisi di andare senza indugi dal sessuologo e sottolinea che la convivenza di coppia può rivelarsi difficile se una persona con alle spalle una famiglia molto puritana si ritrovata sposata ad un partner proveniente da una casa "dove normale era la nudità e l'apertura nei confronti del sesso".
  
Non di soli rapporti carnali vive comunque la coppia e il vademecum della Chiesa Anglicana, il primo in assoluto di questo genere, scritto nella speranza di arginare la piaga sempre più dirompente del divorzio, dispensa in effetti a piene mani consigli di tutti i tipi. Sprona ad esempio i coniugi a migliorare la reciproca "capacità di ascolto", ad essere chiari sulla divisione dei lavori domestici e "onesti" nell'uso del denaro.
"Non vogliamo", ha spiegato il reverendo Nick Baines, vescovo di Croydon, "fermarci alla cerimonia nuziale ma interessarci anche della vita matrimoniale. Vogliamo preparare la gente alla vita ed è molto importante farlo considerando il numero delle persone che finisce per divorziare".