Tremate, tremate le streghe son tornate, anzi non se ne sono mai andate. E in occasione della festa di Halloween diventano persino motivo d'orgoglio e d'attrazione turistiche per i tanti borghi e paesi italiani, che possono vantarsi di aver dato i natali almeno ad una di loro o che a loro dedicano, ormai per tradizione, ogni anno una festa ad hoc.
Come Corinaldo in provincia di Ancona, dove, anche quest'anno, per la decima edizione, si festeggia Halloween, per 6 giorni di seguito, dal 26 al 31 ottobre, con una strepitosa “Festa delle Streghe”. Un "carnevale d’autunno” dove i sogni prendono corpo, dove una zucca illuminata scarrozza i desideri più segreti e le paure più intime dei visitatori, dove ogni moderna Cenerentola di oggi sceglie se trasformarsi in principessa o principe, rospo o regina. O magari in “strega del terzo millennio”.
Magre, in carne, alte, basse, andamento da modella o anche da calciatore, italiane, non italiane, donne, persino uomini! Nella notte del 29 ottobre a Corinaldo sfileranno infatti le aspiranti Miss Strega 2007. Unica virtù richiesta: la fantasia. La "la caccia" alla Strega del Terzo Millennio è ufficialmnete aperta.

Nessuno lo può negare del resto, negli ultimi anni queste figure, a cui tutto o quasi è concesso a dispetto delle leggi della fisica e di quelle dei tribunali, stanno vivendo un vero e proprio ritorno di fiamma. A partire dal mondo dell’intrattenimento per bambini, tra Witches, Winx, Moony Witcher, Harry Potter, e altre piccole streghe e maghetti di contorno che spopolano in libri, film, giochi di ruolo e cartoon.
Ma non si tratta di un fenomeno limitato ai piccoli e alla dimensione ludica: nei paesi di lingua inglese, e non solo, sono sempre più numerosi alcuni serissimi movimenti pseudoreligiosi, definiti neopagani, che si rifanno a sette stregonesche del passato, per lo più di stampo celtico o anglosassone, in risposta a un forte bisogno di trascendenza e al desiderio di manipolare una realtà evidentemente sentita come insoddisfacente.
Hollywood, dal canto suo, ha saputo, come sempre, trasformare anche questo fenomeno in un affare redditizio con la Walt Disney in prima fila. Le streghe? Naturalmente niente a che fare con vecchiette brutte e cattive, odiate e perseguitate, bensì giovani e bellissime, magari solo un po'perfide. Del resti rendendo le streghe più graziose e amabili, si può coinvolgere un pubblico più numeroso, che include donne e bambini. Da "Biancaneve e i 7 nani", dove compare una strega fantasticamente bella, altera, superba e affascinante che si chiama Grimilde alla Strega Malefica, di nome e di fatto, della "Bella addormentata nel bosco", targata 1959. Una Dark Lady coi fiocchi, eterea e vibrante nel suo mantello viola e nero. E poi c'è Maga Magò de "La spada nella roccia", buffa e maldestra, fra le streghe hollywoodiane fors la più brutta, ma anche la più simpatica.
Anche il contorto regista David Lynch deve aver amato molto la strega buona, tanto da farne apparire una nel suo "Cuore selvaggio" del 1990.
Con il passare degli anni e delle mode le streghe al cinema sono sempre più belle, conturbanti e sofisticate. A lanciare questo “modo d’essere” è Veronica Lake in "Ho sposato una strega", sempre del ’42.
Nel 1980, gli italiani Castellano e Pipolo ne fanno un remake intitolandolo "Mia moglie è una strega", con Eleonora Giorgi ed Helmut Berger nel ruolo del diavolo. E via così tra filmetti e filmoni.
Il boom è scoppiato alla fine degli anni ’90, legato particolarmente al fenomeno new age, ma la presenza seriale delle baby streghe in tv e nei fumetti risale agli anni ’60: è una teen ager liceale Sabrina, la strega comparsa nel 1962 nella celebre collana degli "Archie Comics" e trasposta a cartoni animati nel 1969, riscuotendo un enorme successo. Sempre in quel periodo spopolano i telefilm di "Vita da strega" (1964) con Elisabeth Montgomery e "Strega per amore" (1965) con Barbara Eden e Larry Hagman.

Con questi prodotti d’intrattenimento la dimensione della strega si sposta sempre più in un ambiente famigliare e casalingo, con fattucchiere tutte carinissime, tenere, bionde e con gli occhi azzurri. Questa formula, opportunamente adattata agli anni ’90, è il segreto del successo di "Streghe", telefilm nato nel 1998 in America e molto famoso anche in Italia.
Insomma altro che personaggi temibili da evitare.
Le streghe sono state completamente riabilitate agli occhi della gente. Complice un bombardamento mediatico e letterario che ne ha definitivamente decretrato l'assoluzione.
E' passato molto tempo da quegli anni '70 durante i quali al grido di “Tremate, tremate, le streghe son tornate!” le manifestazioni femministe rivendicavano il loro ruolo di donne libere, consapevoli di sé, pronte a rivendicare con le unghie e coi denti diritti che dovrebbero essere sacrosanti quali l’autodeterminazione e la gestione del proprio corpo. Quello che, in fondo, le streghe facevano già da secoli: erano per lo più donne sole, libere, autosufficienti, che non avevano bisogno di un uomo che le sostenesse e desse un senso alla loro esistenza. In Italia il processo di riabilitazione delle streghe passa anche dalla tradizione.
A Varallo ad esempio, piccolo comune del savonese, una targa ricorda l'ultima strega uccisa in Italia, vissuta proprio lì dove la donna fu trucidata il 22 gennaio del 1828. Lei, la malcapitata si chiamava, così racconta la leggenda, Margherita Guglielmini, poi conosciuta come Stri'a Gatina. Si trattava di un'anziana vedova che viveva sola con la figlia, bollata come strega perchè eccentrica e diversa dagli altri. Accusata di aver lanciato un maleficio ad alcuni uomini del posto, venne per vendetta barbaramente uccisa. L'ennesima "strega" vittima di un Inquisizione che si è protratta nei secoli e che solo nel Seicento, aveva condannato in tutta Europa 60mila donne.
A Triora,in provincia di Trento, da molti conosciuto come il "paese delle streghe", alla Santa Inquisizione è dedicata una delle sezioni del Museo Etnografico e della stregoneria. Qui, infatti, nel 1855 un gruppo di inquisitori mandati da Genova denunciò 200 persone e torturò 30 donne, mandandone a morte una quindicina. Ogni quattro anni il Museo organizza anche un convegno sulla stregoneria, con esperti e studiosi del settore, anche stranieri, che affrontano un aspetto dell'argomento. Piu' ludico e folkloristico, invece, è l'appuntamento che si tiene ogni anno durante l'ultima domenica di agosto con "Strigora", un'intera giornata dedicata alle streghe con mercatini, bancarelle, gruppi teatrali e cartomanti.
Ma il percorso a ritroso nel tempo sulle tracce delle streghe che furono perseguitate porta dritti in Campania, a Benevento. "Il noce di Benevento è un luogo emblematico per la stregoneria" spiega l'antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani, docente di discipline emoetnoantropologiche all'Università "La Sapienza" di Roma. Per tradizione è qui che le donne si riunivano per il loro sabba e adoravano il diavolo nelle sembianze di un caprone. Nell'immaginario collettivo le zone boscose, le selve, sono da sempre legate all'idea del demoniaco: le stesse radici degli alberi evocano il passaggio verso il mondo degli inferi. Oggi Benevento punta molto su questa sua tradizione e sulle sue streghe, come Matteuccia, bruciata nel 1428, o Bellezza Orsini, accusata nel 1883 di malefici e venefici, e ha imparato a valorizzarla trasformandola in un'attrazione turistica. Con tanto di "Locanda delle streghe" e annesso menù, rigorosamente a base di erbe e verdure. Come la famosa "zuppa delle streghe", preparata con origano, maggiorana, menta, cumino, ortica, patate, pule', peperoncino e cardone.
Un'altra zona che potremmo definire "del demoniaco" è Torino, perchè molto vicina alla Francia, dove il culto della stregoneria è molto diffuso. E poi anche la zona del Polesine, considerata luogo di apparizione di spiriti e streghe. Ma sono tanti i paesi italiani che ricordano i loro processi alle streghe: Salussola, nel biellese, dove nel 1470 venne accusata di stregoneria una certa Giovanna, moglie di Antoniotto Monduro di Miagliano; Poschiavo, in provincia di Sondrio, dove nel 1697 venne uccisa Caterina Ross. Altro paese noto per le sue passate frequentazioni con le "seguaci del maligno" è Baselice, sempre nel beneventano; e poi c'è Fiano Romano, vicino Roma.