Jacintha è certamente una delle più grandi cantanti jazz viventi, originale il fatto che non sia una cantante professionista nel senso stretto del termine. Laureata “magna cum laude” in letteratura inglese a Singapore, ha studiato scrittura creativa ad Harvard, e si occupa principalmente di teatro. Dei suoi tredici album non tutti pubblicati in occidente, ho deciso di recensire per primo questo registrato per il mercato asiatico e per la maggior parte cantato in mandarino. Perché? Soltanto perché è bellissimo ed inciso in maniera assolutamente spettacolare, una qualità, una trasparenza da lasciare senza fiato, l’atmosfera è assolutamente magica ed al buio, in impianti audio di alto livello, la cantate si materializza letteralmente nella stanza, una esperienza da provare.
Il perché di questo suono straordinario è presto detto, la registrazione è avvenuta presso gli Audioplex Recording Studios su uno Studer 24 completamente analogico, usando i famosi microfoni a valvole Neumann ed in particolar modo la voce della cantante, è stata ripresa con lo storico e ormai leggendario Neumann U-49. “Love Flows like a river” è il primo album della nuova etichetta la Harmony Records specializzata per il mercato asiatico, volendo iniziare in maniera speciale hanno chiesto a Jacintha di registrare un album in mandarino, lei ha accettato di buon grado, direi fortunatamente per noi appassionati, che possiamo godere del risultato.
Non tutte le canzoni sono cantate in mandarino, tra i brani c’è una fantastica, emozionante versione di “Moonriver” nella quale il pianoforte ha tante di quelle armoniche in più, che sembra non averlo mai ascoltato prima; da notare anche “Bengwan solo” e ascoltate l’armonica in “River of no return”. Questo è un album che esplora il tema dell’amore, con le sue piene e con le sue secche, con le sue risalite e le sue cascate, con i suoi giri e le sue curve, scorrendo esattamente come un fiume, ed in fondo come la vita.
Giuseppe Candiano