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14/9/2007

Le stoffe? Facciamole strane

Tute di granchio e tappezzerie jeans

Sperimentare, mescolare, osare nuove combinazioni di materiali, fondendo fibre naturali con quelle chimiche e artificiali: sono queste le tendenze per la prossima stagione che emergono da Milano Unica, il Salone del tessile di Milano. E le stranezze e le curiosità non mancano davvero: si va dalle tute per lo sport realizzate con gusci di granchio, alla tappezzeria per la casa di tessuto jeans, ai giubbotti di fibra di bambù o stoffe ricavate dalla soia. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Tanti gli esempi esposti, organizzati secondo tre tematiche musicali, adagio, andante e allegro, a seconda del grado di sperimentazione e eccesso. Si va da filati e sete essenziali e morbidi, sui toni del bianco, a tessuti con stampe e motivi vegetali, la cui consistenza richiama al tatto la sensazione di foglie e cortecce, con venature e irregolarità in rilievo. Per concludere con articoli decisamente estremi e non per tutti, come simil-pellicce rosa o tessuti plastici che, a prima vista, sembrano più adatti a una moquette che a un vestito.

Uno dei prodotti più curiosi è senz’altro la fibra di “crabion”, un filato realizzato a partire dal guscio dei granchi e usato per produrre vestiti dedicati allo sport. Alla vista e al tatto il tessuto sembra normalissimo, ma ha una serie di caratteristiche che lo rendono ottimo per i capi destinati all’attività sportiva: ''Il chitosano - spiegano dalla TexClubTec, un'associazione di 120 aziende tessili impegnate nell'innovazione - cioè il prodotto contenuto nel carapace da cui si ottiene poi il crabion, è altamente antibatterico e contrasta quindi i cattivi odori della sudorazione. Inoltre è biodegradabile al 100%, emostatico e anallergico”. L’interrogativo sorge però spontaneo: dopo le foche uccise per le pellicce e i coccodrilli abbattuti per farne scarpe e borsette, non sarà ora il turno dei  granchi come vittime sacrificali per il nostro abbigliamento? ''In realtà – risponde Aldo Tempesti, presidente di TexCLubTec - al momento non esiste un allevamento di granchi creato appositamente per questo scopo, anzi si ricicla, utilizzando i prodotti di scarto dell'industria alimentare”. 

Nelle case torna di moda la tappezzeria, ma sotto forme completamente svecchiate e reinventate, persino in versione denim. La tendenza prescrive infatti l’uso di tessuti inconsueti, movimentati da ricami, rilievi e decorazioni di vario genere, come un vero vestito che riveste la casa: ecco dunque la tappezzeria-jeans, realizzata in tessuto denim e applicazioni ricamate con motivi floreali, o un parato di velluto con un motivo grafico inciso al laser, o ancora un tessuto con il classico teschio da bandiera pirata realizzato con piccoli cristalli swarovski.

La soia, dopo aver conquistato il mercato alimentare, si trasforma anche in tessuto. con un filato che ha consistenza e qualità simili al cotone. Ottenuta dal seme, la fibra di soia è soffice, delicata e più resistente di seta e cotone. Inoltre assorbe il colore con una resa eccellente e una lavorazione semplice: per questo il lanificio Reda di Biella ha deciso di lanciare sul mercato, dopo un anno di lavoro, una collezione di tessuti in misto lana e soia. Tra le altre caratteristiche, la soia vanta una traspirabilità addirittura superiore al cotone: per questo è molto adatta ai capi da indossare durante la stagione estiva. 

Tra le altre innovazioni esposte, spicca un giubbino dotato di un sistema interno di tubicini con un liquido che riscalda o rinfresca a seconda delle situazioni. O un tessuto fatto con il bambù, anche questo altamente anallergico, e poi un giubbotto che protegge dalle onde elettromagnetiche, una maglia ignifuga usata dai piloti di F1 e un filato di cotone e fibra d'argento, termostatico e anallergico.