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13/7/2007

Malta, dolce come il miele

Sole e arte nel cuore del Mediterraneo

Settemila anni di storia al centro del Mediterraneo. L’arcipelago di Malta è un piccolo paradiso tra sole e mare, alla portata di tutti. Oltre all’isola principale, il cui nome deriva da “Melita”, l’isola del miele così chiamata per il colore dorato della pietra con cui sono realizzate le sue abitazioni, i circa 400mila abitanti di questa repubblica nata nel 1974 sono divisi tra Gozo e Comino. Arrivare qui significa immergersi in una realtà multietnica e ricca di fascino, divisa tra le bellezze della natura, la sua storia, ma anche la frenesia di un Paese popoloso e giovanile, che adora fare festa.

Gli Upper Barracca Gardens (foto gasp)

Il cuore della vita maltese, entrata a far parte dell’UE nel 2004 dopo l’indipendenza ottenuta nel 1964 e che dal 1° gennaio 2008 adotterà la moneta unica, è Valletta, capitale amministrativa, ma anche economica e culturale, dove la commistione tra le influenze inglesi, francesi, italiane e arabe è più forte. Situata su una penisola circondata da antiche mura di protezione, la città vive attorno alla via pedonale principale, Triq Ir-Republika. Alla sua estremità si trova il Forte di Sant’Elmo, primo baluardo di difesa contro gli attacchi che venivano dal mare. Appena fuori dalla porta principale si apre uno dei punti più frequentati, ovvero la Fontana dei Tritoni attorno alla quale si radunano i coloratissimi e caratteristici autobus di linea.

Ma è per la co-Cattedrale di St John che migliaia di turisti vengono a Valletta. Questa splendida chiesa conventuale è stata costruita per volere dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni tra il 1573 e il 1577 durante il regno del Gran Maestro Jean de la Cassiere. Barocca sia nella struttura che nelle sculture, ospita alcune delle più belle opere di Mattia Preti e soprattutto di Michelangelo Merisi, il Caravaggio. Di quest’ultimo spiccano la “Decollazione di San Giovanni Battista e il “San Jérome”, realizzate durante il suo soggiorno a Malta, dove arrivò esattamente 400 anni fa.

Da non perdere anche il panorama che si apre davanti a chi raggiunge gli Upper Barracca Gardens. Questi giardini, realizzati intorno alla metà del 1600 per garantire ai Cavalieri un luogo tranquillo dove riposarsi, occupano lo spazio più alto dei bastioni difensivi di San Pietro e Paolo. Da qui si può ammirare il Grand Harbour in tutta la sua imponenza e ampiezza.

La Grotta Blu (foto gasp)

Prima di Valletta, però, la capitale di Malta durante il periodo dei Cavalieri, ma anche colonia romana, era stata Mdina. Soprannominata la Città Silente, è ricca di chiese e palazzi storici. Situata nell’entroterra ovest dell’isola, Mdina è considerata tra i più ragguardevoli esempi di cittadella medioevale ancora abitata (gli abitanti attuali sono circa 800) e vanta un fascino incomparabile. Il suo dedalo di vie tortuose, circondate da mura, porta davanti all’elegante facciata barocca della cattedrale dei Santi Pietro e Paolo.

Non lontano da Mdina si trova uno dei luoghi più affascinanti dell’intero arcipelago: i templi megalitici di Hagar Qim, risalenti circa al 3.200 avanti Cristo. Vennero portati alla luce durante alcuni scavi nel 1839 e si trovano in cima a una collina affacciata sul mare davanti all’isoletta di Filfla. In particolare, le parti più importanti dei templi di Hagar Qim sono un altare decorato, due altari minori e alcune piccole statue rappresentanti la “Dea dell’Abbondanza”, quest’ultima conservata nel Museo Nazionale di Archeologia a Valletta.

Ma se i templi sono il segno tangibile della mano dell’uomo, la natura ha realizzato a poca distanza un’opera altrettanto affascinante e sicuramente ancora più maestosa. Si tratta della Grotta Blu, una formazione rocciosa a forma di arco che si tuffa nel mare e incornicia uno degli angoli più visitati e paradisiaci di tutta Malta.

Alberto Gasparri