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28/6/2007

"Savoir vivre" da spiaggia

No ai cellulari e al topless

In spiaggia sì, ma con un po' di bon ton. Insomma, insieme a creme solari e teli da mare quest'anno, sotto l'ombrellone, sarebbe opportuno portare anche un po' di garbo e tanto self-control. Incriminati cellulari, rifiuti, giochi rumorosi sul bagnasciuga, cicche di sigarette sparse sulla battigia, apparecchi radiofonici ad alto volume... E mentre vip e signore del jet-set "fuggono" dai litorali italiani, dove "mancano le regole elementari della buona educazione e del saper vivere", Telefono Blu e il Sib, il sindacato degli stabilimenti balneari stilano il decalogo per l'estate 2007.

In particolare il decalogo del Sib consiglia di non sostare o lasciare indumenti sulla battigia, destinata esclusivamente al passaggio, di depositare carte e rifiuti negli appositi cestini, gettare le cicche nei portacenere, non sulla sabbia. E' buona norma tra l'altro, si legge sempre, nel decalogo, usare apparecchi radio solo con le cuffie o a basso volume, conversare a bassa voce e posizionare la suoneria del telefonino al minimo, giocare a palla o praticare sport solo negli spazi allestiti, ma soprattutto si consiglia a turisti e bagnanti di non portare via sabbia o conchiglie come souvenir. Perchè con il tempo, denuncia il Sib, l'ecosistema marino potrebbe venire irrimediabilmente compromesso. 
 
"Norme di assoluto buon senso, un galateo, elementare, da rispettare", spiega Natalia Strozzi, affascinante e giovane principessa di origine russa, discendente dalla 'Gioconda'. "Quello che manca oggi nelle spiagge italiane è il buon gusto, la riservatezza, la discrezione. Non sempre si può fare ciò che si vuole o si desidera in spiaggia. Baci appassionati, effusioni. E' come se mancassero le regole elementari del vivere, della buona educazione".
Le fa eco Tiziana Rocca, nota pr, autrice di libri sul bon ton, moglie del regista Giulio Base e mamma di tre bambini."Quello che manca oggi nelle spiaggie italiane è la buona educazione. Il rispetto nei confronti degli altri, sembra non esista ormai più. La privacy? Ormai un optional nel nostro Paese. Imporrei il divieto assoluto, per esempio, di mangiare sotto gli ombrelloni, il 'vibratore' sui cellulari e costringerei a raccogliere le cicche che i fumatori accaniti gettano per terra."

Il principe Carlo Giovannelli (la nonna fu dama di compagnia della regina Elena di Savoia) è molto più severo. "Basta con i topless e i nudi integrali, soprattutto quando ad esibirlo sono signore di una certa età", e aggiunge, "bisogna coprirsi. Lunghi caftani, molto chic, parei o eleganti t-shirt con pantaloncini per gli uomini. Al bando il trucco, i rossi troppo accesi, il rimmel volgarissimi con l'abbronzatura, ma anche i gioielli. Permesse solo le perle, si nutrono e si rigenerano nell'acqua".
E in quanto all'abbigliamento da spiaggia non ha dubbi nemmeno Marina Ripa di Meana, "consiglierei alle gentili signore di indossare sulla spiaggia abiti controcorrente nei confronti di una moda slabbrata, che celebra pance al vento e nudità. Abiti lunghi e colorati, possibilmente in seta. Occhiali scurissimi, fondamentali, e ombrelli per difendersi dal sole."

Ecco invece il decalogo fatto di “bon ton” per una vacanza consapevole, senza rischi e di quieto vivere stilato dall'associazione Telefono Blu.

1) L’accesso:  L’utilizzo delle spiagge, anche se demaniali, è consentito a tutti. I bagnanti hanno il diritto di entrare gratis e raggiungere il mare per la via più breve. Nessuna norma può impedire l’accesso al mare in qualunque periodo dell’anno. I gestori possono pretendere il pagamento per i soli servizi, a tariffe trasparenti.
2) La sosta: Non è vietato fermarsi sulla battigia, ma non si possono piazzare ombrelloni e sedie, o comunque intralciare il passeggio.
3) Giochi sulla sabbia: Racchettoni e pallone sono banditi in riva al mare. Qualsiasi gioco che possa disturbare i bagnanti è vietato.
4) Bagnanti quattrozampe: Non è consentito portare animali sulla spiaggia e, qualora lo fosse, occorre tenerli al guinzaglio ed evitare che facciano i propri bisogni. C’è posto anche per loro solo nelle prime ore del giorno e sulle spiagge libere.
5) Discoteca on the beach: La musica a tutto volume arreca disturbo. La radio è “off” e il chiasso non rientra certo tra le buone maniere.
6) Corsa “travolgente”: Il tuffo con la rincorsa può rivelarsi pericolosa, a rischio di investire qualche bagnante.
7) La spazzatura:  I rifiuti devono essere conferiti negli appositi cassonetti o, comunque, portati via. È compito del Comune ripulire le spiagge e, se questo non avviene, Telefono Blu invita a segnalalo.
8) I predoni del mare:  Stelle marine, granchi e pesciolini devono restare nel loro habitat naturale: gli equilibri sono già abbastanza a rischio.
9) Le bandiere:  Prima di fare il bagno è importante accertarsi che non ci sia alcun segnale di pericolo. Ogni 100 metri, poi, deve esserci un bagnino.
10) Pagamenti:  Per la cabina deve essere rilasciata una ricevuta fiscale.
E infine qualcosa che riguarda le barriere architettoniche, tutti gli stabilimenti devono avere accessi per i diversamente abili. Qualora ne fossero sprovvisti denunciarlo a Telefono Blu e Telefono H.