ULTIMISSIMA 01:50

GUANTANAMO,OBAMA AUTORIZZA PROCESSI

- Usa, cancellato blocco attività carcere

Pubblicità
5/6/2007

L'arte di sedurre... in kimono

La moda scopre il japan style

Il colletto tirato indietro fino a scoprire tutta la nuca, considerata punto focale dell'erotismo giapponese, l'obi, la cintura, stretta più basso in vita e con un fiocco leggermente inclinato... Piccoli dettagli, ben chiari a chi conosce il codice del kimono, che fanno parte della seducente arte della vestizione di una geisha e che affascinano sempre più le donne occidentali. L'"orient style" detta infatti sempre più tendenza e dopo i sabot con la pianta in paglia, i futon ordinati sui tatami, le composizioni di "scrittura" floreale e le candele istoriate di ideogrammi, arriva la moda del kimono.

Christian Dior foto AFP

Kyoto del resto ha già oltre 40 "geisha studio" dove, per una spesa tra i 7.000 e i 35.000 yen, una donna occidentale può fingere per un giorno di essere una geisha. I clienti sono oltre 70.000 l'anno, tra cui molti stranieri: in un'ora e mezza si è truccati e vestiti in modo credibile.
Dallo schermo di “Memorie di una geisha” quindi alla moda. Abiti di seta, essenze al gelsomino, rossetti laccati e cipria per una pelle di porcellana, invadono vetrine di boutique e centri commerciali delle principali città europee e americane. I sociologi parlano di un ritorno allo wabi-sabi più puro, la filosofia orientale che elogia l'imperfezione e si rifà alla semplicità e alla natura. E il kimono ne è il simbolo più affascinante.
Da indumento tipico della tradizione classica nipponica ad abito prettamente utilizzato per le cerimonie e le occasioni più formali, questo sensuale e misterioso abbigliamento delle geishe, si fa largo anche sul panorama italiano.

E sono molti i negozi e le associazioni che hanno fatto della passione verso il Giappone e il mondo orientale una vera e propria missione, andando incontro alle richieste di appassionati e curiosi, il cui nuovo grido di battaglia passa per la cultura e gli stili nipponici.
Tra questi il negozio 'Ikiya' a Treviso e l'associazione culturale 'Versoriente' a Roma, che hanno organizzato alcune giornate dedicate alla dimostrazione del complesso modo di indossare il kimono. Professionisti e studiosi dell'arte di assistere le gheishe hanno impartito lezioni nell'indossare il prezioso abito che, un tempo motivo di orgoglio e riconoscimento sociale, prevede una particolare cura nell'essere portato.
Il successo è stato superiore ad ogni aspettativa e altre giornate dedicate a questa antica arte della vestizione "japan style" sono già in programma.

Gong Li foto AFP

L'identikit del cultore di kimoni è prevalentemente donna, di un'età compresa tra i 20 e i 60-70 anni. Molti sono studenti di Studi orientali e ragazzi che si avvicinano alla cultura giapponese attraverso manga e cartoni. Altre persone, sui 35-40 anni sono spinti dalla curiosità e c'è anche una buona fascia di signore sui 50-60 anni, di classe medio alta, affascinate dall'Oriente, anche a livello visivo.

La tendenza che si sta affermando è quella di indossare il kimono come vestaglia da notte, in modo più occidentalizzato. "Oltre al kimono, vanno tantissimo anche gli 'haori", spiega Elisabetta Grosso, titolare di Ikiya, "giacchette in seta che sono molto richieste, insieme a zoccoletti, ventagli e borse". La pregiata seta giapponese, talvolta ricoperta di ricami e disegni ornamentali che portano con sè significati e simboli tramandati nel tempo, richiede, per giri di nastri e alte cinture, dette 'obi', una particolare cura.

"Il kimono non si indossa sulla pelle nuda", spiega Arianna Di Pietro, archeologa e yamatologa, responsabile area Giappone per Versoriente. !Si tratta di stoffe caratterizzate da una particolare lavorazione, ricamate a rilievo, che si cerca di non lavare mai. Per questo si indossa un 'sottokimono' intimo o una vestaglietta piu' corta o un sopra e un sotto giacchettina con gonnellina. Sopra questo primo 'strato' si indossa il kimono, che non deve toccare neanche il collo. La difficoltà sta proprio in questo, perchè va chiuso come una vestaglia, non deve lasciare spazio, al massimo si lascia scoperta la nuca". 

Poi si aggiusta la lunghezza addosso, si rimbocca in vita e si fissa con i nastri, perchè la misura è standard. Con una fascia a cintura di 35-40 centrimetri, detta 'obi', il kimono va legato molto stretto, e l'obi deve essere girato in vita più volte, con nodi molto particolari. Da soli non ci si riesce ad indossarlo, è necessario almeno una, se non due persone che ti vestono. Deve essere come un tubo, e non deve sottolineare le forme del corpo. Per l'estate c'è la variante 'yukata', che anzichè in seta è di cotone, e si può lavare. E' usato molto durante le feste estive che organizzano lungo i fiumi con fuochi d'artificio magari durante le sagre.

Uno yukata nuovo costa intorno ai 70 euro, mentre per i kimono di seta ci sono due mercati: un abito nuovo meno di 200-300 euro non si trova, e per gli abiti da cerimonia, ricamati e in ottime condizione, si arriva anche a 2mila euro. Si tratta di abiti fatti su misura, di seta giapponese, che è morbida al tatto ma fatta da una trama fitta".

"Ogni kimono ha una sua funzione nel contesto sociale giapponese", racconta Marco Meccarelli, presidente di 'Versoriente' e cultore della materia all'Università La Sapienza, "la lunghezza delle maniche rispecchia l'importanza dell'evento. Il kimono con una manica più lunga viene indossato per una ricorrenza più importante, per esempio quando si compiono 18 annio al matrimonio".
Anche il tipo di fantasia cambia a seconda della ricorrenza per la quale va indossato l'abito, quello matrimoniale solitamente raffigura uccelli legati alla longevità e alla buona fortuna, in altri casi si usa raffigurare sugli abiti simboli dei casali delle famiglie appartenenza, richiamandosi a anche al significato di casta. Ci sono varie tecniche di realizzazione, e alla seta può essere aggiunta una decorazione. La vestizione comprende una serie di elementi che vengono indossati, dei quali il kimono rappresenta l'ultimo 'strato'. Molte volte il valore del kimono dipende dal posto da cui proviene, così come dal tipo di fantasia, che diventa linguaggio visivo e di riconoscimento.
Oggi più che il kimono, utilizzato solo in occasioni particolari, stanno emergendo in realtà alcuni stili di look giapponese fatti di abiti indossati a strati che si richiamano alla vestizione del kimono e ad un'arte, antica e misteriosa, della seduzione, tanto lontana dai clamori e dall'ostentazione del corpo tipiche del mondo occidentale.