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4/5/2007

Coppia: "Cara oggi dormo da solo"

Dividere il letto turba il sonno

A letto, meglio soli che male accompagnati. Uno studio condotto dall'Università di Vienna sostiene infatti che dormire accanto a qualcuno riduce le capacità mentali, specie quella degli uomini.

A prescindere se si faccia sesso o meno, anche il solo dividere il letto con qualcuno è un'esperienza impegnativa. Ci si trova spesso a dover combattere tutte le notti con chi ha il vizio di tirare le lenzuola dalla propria parte, oppure con chi ama dormire al centro del letto e confina il partner al bordo del materasso, o con chi si agita per tutta la notte, magari parlando nel sonno. E ci sono poi quelli che russano, quelli che litigano per la temperatura nella stanza, per il volume della televisione e l'orario della sveglia mattutina o, infine, sull'opportunità di far dormire il gatto ai piedi del letto. Tutto questo non permette il completo rilasssamento e questo influenza lo stato mentale del giorno dopo, soprattutto negli uomini. Le donne invece, avendo, secondo gli studiosi austriaci, il sonno più pesante, sarebbero portate ad essere meno turbate dalla presenza di qualcuno accanto.

La ricerca ha coinvolto 16 persone non sposate, tra i 20 e i 30 anni, che hanno dormito per 10 notti da sole e 10 notti in coppia. Tutti gli uomini hanno dichiarato di aver ripostao meglio in due, ma i test cognitivi  cui sono stati sottoposti indicavano il contrario, cosa che invece non è accaduta alle donne. Una spiegazione scientifica ad un dato di fatto universalmente noto: dormire abbraccicati con il proprio partner è un piacere tutto femminile, e poco apprezzato dagli uomini. In genere infatti, il maschio medio preferisce dormire "lontano" dalla propria compagna, venendo spesso accusato di insensibilità. Ora la scienza viene in aiuto di tutti quegli uomini che vorrebbero dormire occupando da soli ogni centimetro quadrato del materasso.

E sui pregi e difetti del dormire insieme, attività "scontata" in una coppia, un professore di sociologia dell'Università del Minnesota, Paul Rosenblatt, ha deciso di scrivere un libro "Two in a Bed: The Social System of Couple Bed Sharing".
Tra le teorie elaborate dal dottor Rosenblatt ad esempio quella che attribuisce alla condivisione del letto un effetto terapeutico nelle coppie che hanno subito un lutto, perchè aiuta a dialogare con il proprio dolore. In molti casi, infatti, trascorrere la notte vicini, abbracciati a chi si ama, dà conforto e dona un senso di benessere, e questa intimità spesso favorisce il dialogo che permette di "metabolizzare" la sofferenza.
In ogni caso, conclude il sociologo americano, dormire accanto al partner rimane un'esperienza alla quale, nonostante i molti inconvenienti, difficilmente una coppia rinuncia. Un momento di intimità, rassicurante, in cui spesso si salvano persinoi matrimoni. Perchè è il letto in fondo il nido in cui la coppia ritrova la giusta privacy e riconquista la propria dimensione.