La coppia funziona? Merito del DNA
Il partner ideale ha geni differenti
Come deve essere il partner ideale? Non necessariamente troppo simile a noi, ma avere quel giusto “tasso di differenza” da consentire a lui e lei di rappresentare le due classiche “mezze mele”. E quello che la saggezza popolare ha sempre saputo, ora è confermato anche dalla scienza, che ancora una volta tira in ballo, nella chimica della coppia, la grande regia della genetica. Insomma, un coppia funziona meglio se i due partner hanno un corredi geni e cromosomi ben diverso uno dall’altro.

Come rivela uno studio, pubblicato sulla rivista “Psychological science”, ci sarebbe un legame tra i criteri di selezione del partner e una serie di geni legati alle funzioni immunitarie. In parole semplici, quanto più è dissimile da noi il corredo di genotipi del potenziale partner, tanto maggiore sarà la nostra propensione per lui. Come si legge nella ricerca, i vertebrati e gli uomini preferiscono accoppiarsi con soggetti che hanno maggiore diversità in un certo gruppo di geni. In termini scientifici questi geni appartengono ai genotipi del Complesso maggiore di istocompatibilita' o Mhc (Major Histocompatibility Complex); in termini più comprensibili si tratta dei geni responsabili, tra l’altro, del rigetto nel caso di trapianti di organi. Questa scelta, che ci fa preferire chi è diverso da noi rispetto a chi ci è più simile, aiuta in effetti ad evitare l'accoppiamento con consanguinei, e a rafforzare il sistema immunitario dei figli che nasceranno. Nella ricerca, gli esperti hanno verificato anche se la somiglianza di Mhc tra coppie innamorate permette di pronosticare l'esito di una loro relazione sessuale. Come spiega Christine Garver-Apgar, autrice dello studio, ''più cresce la proporzione di genotipi condivisi dalla coppia e più diminuisce la risposta sessuale delle donne ai loro partner, aumenta il loro numero di relazioni sessuali fuori dalla coppia, così come l'attrazione per altri uomini rispetto al partner originale, soprattutto durante il periodo fertile del ciclo”. Dunque, ancora una volta sembra che l’amore romantico sia costretto a segnare il passo davanti alle fredde realtà della biochimica. Chissà se Cupido, prima di scoccare le sue frecce, consulta l’analisi completa del DNA dei due potenziali compagni o se conserva la sua indole dispettosa e imprevedibile anche nel Terzo Millennio.

