Giovani, un popolo di tatuati
La bellezza tra piercing e botox
Il corpo come una tela su cui disegnare, incidere, imprimere un segno di appartenenza. Insomma come uno strumento di rappresentazione del sè. E' questa la filosofia che sta alla base del “body tuning”, ovvero la tendenza che si propone di modificare, anzi letteralmente “accordare”, il proprio corpo in maniera sostanziale, attraverso il ricorso a tatuaggi, piercing, scarnificazioni. Secondo una ricerca effettuata dalla società HI Europe, e citata nel VII Rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza di Telefono Azzurro ed Eurispes, il 49% i giovani americani, il 21% dei britannici e il 16% degli italiani sotto i 30 anni a indossare un tatuaggio.

Lo studio rivela inoltre che nel nostro Paese sono oltre 6.000 i ragazzi e le ragazze sotto i 18 anni che hanno fatto richiesta di iniezioni di botox, collagene, peeling chimici e dermo-abrasioni, mentre in Europa il dato è almeno dieci volte maggiore. "I significati che i giovani attribuiscono al tatuaggio riguardano la sensualità, l'anticonformismo, la capacità di essere più attrattivi nei confronti del prossimo e una spiccata spiritualità”, si legge nel Rapporto.
I più interessati al piercing,sono i più giovani e in particolare le donne. ma gli esperti sottolineano che si tratta di una scelta che può presentare rischi per la salute, Il pericolo principale è quello di contrarre infezioni, soprattutto perché, nonostante recenti disposizioni legislative, l'attività è spesso praticata in maniera artigianale e in luoghi che non garantiscono adeguate condizioni di igiene. I maggiori rischi sono quelli di contrarre virus a trasmissione ematica quali epatiti e Aids, ma anche da contaminazione da batteri quali lo Staphylococcus spp e gli Streptococcus spp. Ci sono poi alcune zone del corpo in cui il piercing può causare dolore intenso, perdite di sangue, contaminazioni da batteri. I rischi clinici sono molteplici e sono per lo più associati all'area del corpo nel quale il piercing è collocato: l'inserimento di gioielli, anelli, barrette metalliche nei genitali e nei capezzoli, ad esempio, può mutilarne irrimediabilmente la funzionalità e, negli adolescenti, costituire un serio problema per il futuro sviluppo sessuale. Anche i tatuaggi temporanei a base di henné non sono mettono al riparo da rischi per la salute e possono dare origine a reazioni allergiche soprattutto se praticati su adolescenti e bambini.

Alla base della ricerca di modificare il proprio aspetto c’è la dismorfofobia, ossia la paura di di non avere un aspetto gradevole e quindi di non piacere. Secondo il Rapporto Telefono Azzurro-Eurispes il problema “riguarda sopratutto gli adolescenti di entrambi i sessi. L'adolescente dismorfofobico vive il gruppo dei pari come luogo di perenne confronto, riferimento della misura del proprio valore sviluppando una profonda dipendenza dai giudizi espressi dai propri coetanei.” Dalla distorsione della percezione di sé possono derivare comportamenti eccessivi e addirittura psicotici: ad esempio, negli Stati Uniti è diffusissimo tra le teenegers l'uso eccessivo di botox, tanto che tra il New Yorker Observer parla di una generazione di ragazzine “botox-babies”.
E per essere belli e di aspetto piacevole un fattore estetico a cui i giovani attribuiscono un notevole peso c’è l’abbronzatura: secondo il rapporto di Telefono Azzurro-Eurispes, il 67,1% dei ragazzi, è dell'idea che essere abbronzati d'estate sia importante. La percentuale di quanti considerano la tintarella addirittura "molto importante" è decisamente elevata, e pari al 33%, con una prevalenza di ragazze. Circa un quinto degli intervistati ritiene invece che la tintarella estiva conti poco, mentre l'11,6% non le attribuisce alcun peso.

