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18/10/2006

Elogio delle tette...al naturale

Il grande libro del seno

In molti la chiamano "l'ossessione americana" per le "big tits", le "tettone", ma a cadere vittime del fascino ipnotico di un bel seno sono in fondo tutti gli uomini, in ogni parte del mondo. Era il 1972 quando Philip Roth pubblicò il suo memorabile elogio del seno, "Sono un seno", scriveva, "una ghiandola mammaria disconnessa da ogni altra forma umana...di quelle che possono apparire solo nei sogni", traducendo così quel fanatismo made in Usa per le pin-up maggiorate, condiviso, tra gli anni Cinquanta e Settanta, da tutta l'America al maschile.

Carmen Castro, foto tratte dal sito www.taschen.com

A questa "ossessione" Dian Hanson dedica un libro, edito dalla storica casa editrice Taschen, "The big book of Breasts", Il grande libro del seno", oltre quattrocento pagine che ripercorrono cinquanta anni di passioni per il cosiddetto "seno da maggiorata", attraverso altrettanti anni di fotografie di nudi.
Già la "confezione", con un reggiseno di plastica e finto merletto applicato sulla copertina, invita all'acquisto. Quando poi, una volta "slacciato" il reggiseno si apre il libro, il contenuto non deluderà.

La Hanson, guru dell'editoria per adulti e che per Taschen cura la sezione erotica, non è certo nuova in questo settore. Per 25 anni ha lavorato per magazine eortici, dal Puritan Magazine nel 1976 a Juggs. Nel 1987 con "Leg Show" pubblica un'opera feticista tra le più vendute al mondo, ma è anche l'autrice di "The History of Men’s Magazines", "Storia dei giornali per soli uomini,  in sei volumi, sempre edito da Taschen.

Protagoniste indiscusse di "The big book of Brests" sono leggendarie maggiorate, da Kitten Natividad e Uschi Digard (star dei film di Russ Meyer) a Tempest Storm, la più famosa diva di burlesque, a Candy Barr, spogliarellista che finì in prigione per aver sparato a uno dei suoi mariti e che i fidanzati amava pescarli fra gangster e mafiosi.
Le foto, tra le più belle e provocanti che siano mai state fatte, arrivano tutte dall'archivio privato di un misterioso collezionista che si firma A.R.S. e vive vendendo "scandalosi" giornali vintage sul sito yesterdaygirls.com.

Foto tratte dal sito www.taschen.com

Si tratta della più completa retrospettiva di bellezze al naturale, pin-up dalle curve generose e prorompenti, tutte "come mamma le ha fatte", provenienti da un'epoca in cui il silicone veniva usato solo come isolante e non per modellare i corpi umani.

Dian accompagna il lettore nei segreti di questa ossessione, per la quale gli americani hanno anche inventato uno slogan ("thanks for the mammaries", letteralmente "grazie per le mammelle"), un gioco di parole al posto del consueto "thanks for the memories", grazie per le memorie.

Oltre alle foto l'autrice offre anche una storicizzazione di questa passione erotica, partendo da prima della Rivoluzione francese, quando le donne della classe media e alta dovevano avere seni piccoli e non allattavano i bambini, ma assumevano domestiche per farlo. Per arrivare alla "sessualizzazione" del seno, non più mezzo utile per "nutrire la nazione" ma elemento decoratico ed erotico. Con un occhio di riguardo per il dopoguerra americano, quando nei seni prorompenti delle pin-up disegnate o di celluloide, gli uomini videro la speranza della rinascita.

Un elogio del seno quindi, reso ancor più incisivo dall'eloquente sottotitolo, "Say no to silicone: The greatest natural breasts of our times", ovvero "No al silicone: i più bei e grandi seni al naturale dei nostri tempi".
A confermare, che, anche nel tempo del "tutto rifatto", il look "natural" torna a prevalere su quello "artificial", perchè è in natura che si ha sempre il meglio.