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16/10/2006

Raffreddore: passa dalle maniglie

Virus attivo sugli oggetti per 18 ore

Il raffreddore è la più comune delle malattie virali tipiche di questa stagione. Basta uno sbalzo di temperatura o un colpo di tosse di un collega d’ufficio o del vicino di posto sull’autobus per trasmettere l’infezione. Non solo: il virus, oltre che attraverso l’aria, si trasmette anche attraverso le superfici con cui la persona ammalata è venuta a contatto. Secondo uno studio, una persona raffreddata riesce a contaminare il 35% delle superfici che tocca con virus che restano attivi anche per 18 ore.

Sono questi i risultati emersi da una ricerca coordinata dall’Università della Virginia e presentata alla Conferenza sugli agenti antimicrobici a San Francisco, in California. La ricerca è stata effettuata su sollecitazione delle autorità sanitarie statunitensi, dopo aver constatato che le banali malattie da raffreddamento causano negli Stati Uniti la perdita di 20 milioni di giornate lavorative all’anno e di 21 milioni di giorni di scuola. Fra gli sponsor dello studio figura tra l’altro anche una delle più grandi case produttrici di salviette disinfettanti.

Lo studio è stato effettuato in un albergo, chiedendo la collaborazione dei clienti. All’ingresso nell’hotel gli ospiti sono stati sottoposti a un tampone per riconoscere i soggetti contagiati dai rinovirus. In seguito, dopo la partenza del cliente, sono state esaminate accuratamente le stanze in cui aveva soggiornato, dopo aver conteggiato tra l’altro dall’esterno, quante volte era stata accesa la luce, utilizzato il telecomando e così via. Al termine dello studio, sono state compilate le graduatorie degli oggetti più “infetti”. Le superfici più “a rischio”, ossia quelle che trasmettono i contagi con maggiore frequenza, sono le maniglie delle porte e le penne per scrivere, seguiti da interruttori della luce, telecomandi, rubinetti e telefoni. Più innocua, invece, a sorpresa dei ricercatori, la superficie della toilette.