Playboy, e adesso: vita nuova
Tornano i Playboy Clubs
Sono passati vent'anni da quando l'ultimo Playboy Club americano, quello di Lansing nel Michigan, chiuse i battenti. Era il 1986. Il 6 ottobre a Las Vegas le conigliette torneranno a intrattenere i clienti in un nuovo locale che verrà inaugurato al Palms Casino Resort. E a firmare il new style del nuovo locale e delle "divise" sexy delle playmate c'è un italiano: Roberto Cavalli.

Nel nuovo locale di Las Vegas non ci saranno solo il Playboy Club e un Casinò bensì anche un megastore, e poi The Moon un nightclub con un soffitto apribile e la Sky Villa di Hefner stesso, ovvero una suite di migliaia di metri quadrati a due piani comprensiva di palestra, sauna e media room. Per i clienti una Jacuzzi con pareti di cristallo e otto letti rotanti. Per provare almeno una volta il cosiddetto Hugh Hefner "way of life and feeling".
In occasione della festa di inaugurazione del Club le conigliette indosseranno le nuove uniformi disegnate dallo stilista fiorentino. Il Payboy Bunny Costume by Roberto Cavalli rappresenta il primo significativo ''restyling'' dal 1960, l'anno del debutto al Playboy Club di Chicago. Da allora, infatti, poche modifiche per il capo di vestiario che rappresenta un vero cult dell'erotismo internazionale e che fu la prima uniforme ad ottenere la registrazione dall'Ufficio Brevetti degli Stati Uniti e dall'Ufficio Trademark.
Il nuovo Bunny Costume reinterpretato da Roberto Cavalli verrà presentato accanto a quello tradizionale, segnando un distacco ''stilistico-temporale'' dal look soft vintage del passato a quello più aggressivo ed ammiccante del domani. Una rivisitazione, quella dello stilista fiorentino, che rientra nell'attuale strategia adottata dal brand della famiglia Hefner, per la quale la parola d'ordine è "rinnovare".
"Roberto Cavalli è stato il designer perfetto per reinterpretare la magia del design originale, celebrare la bellezza delle donne e la loro sensuialità oltre che per rappresentare un nuovo lifestyle", ha detto Christie Hefner, figlia di Hugh.
Roberto Cavalli risponde: ''Aggiornare un'icona con la mia sensibilità di stilista è stata una sfida''.

La storia dei Night Club Playboy inizia poco dopo l'inizio delle pubblicazioni della più famosa rivista pornografica del mondo, nel 1960 a Chicago. E' qui che comparve la prima e storica uniforme delle conigliette, un abito unico con collare, cuffietta, orecchie da coniglio e cintura di cotone, che fa parte ora della collezione permanente del Chicago Historical Society e del Smithsonian e indossato da oltre 25 mila donne dalla bellezza mozzafiato.
Da allora l'immagine della coniglietta divenne il simbolo inequivocabile di una rivoluzione sessuale senza precedenti. L'icona di una cultura pop che ha ispirato artisti e scrittori, registi e designer.
Tra gli anni '60 e '70 il fenomeno Playboy Club rappresentò inoltre una vera e propria rivoluzione nell'entertainment per adulti. Da New York alle Bahamas i Club Playboy spopolarono impiegando oltre 25 mila conigliette e raccimolando oltre un milione di membri.
Ma le cose cominciarono a cambiare già agli inizi degli anni '80. Il femminismo e i contenuti "erotici" troppo espliciti dei locali di Hugh Hefner portarono alle prime "censure".
In Europa il veto sui locali che portavano il marchio del coniglietto scattò nel 1981 quando il governo di Margaret Thatcher revocò le licenze per i casinò. Nel 1986 chiuse l'ultimo club rimasto in America e nel '91 l'ultimo in assoluto, quello di Manila.
Per Playboy ha inizio un periodo di difficoltà e contraccolpi, che si protrae fino ai gioni nostri. Di recente la fastosa villa e la collezione d'arte di Playboy rischiano di andare all'asta, mentre i video hard sotto il marchio del coniglietto non entusiasmano più gli spettatori.
Per di più gli investitori sono tiepidi di fronte alle prospettive di rilancio annunciate da Christie Hefner, presidente del gruppo e figlia del fondatore della rivista Hugh Hefner.
Come scrive il Wall street journal, nemmeno le idee di trasmettere su un canale satellitare o di distribuire video on demand sembrano riscaldare il mercato.
Il mensile Playboy naviga del resto da tempo in cattive acque: i suoi conti sono in rosso nonostante tre milioni di copie vendute e la concorrenza online e sul cartaceo di altre riviste per soli uomini, come FHM e Maxim è diventata sempre più accanita. La rivista deve scontare inoltre forti restrizioni nella diffusione: la sua pubblicazione è proibita nella Cina comunista e in molti paesi del mondo musulmano, come l'Arabia Saudita e la Malesia. Eppure il logo del coniglietto resiste,
E da un paio di anni sembra che Mister Hefner abbia trovato la chiave di volta per superare definitivamente il momento di empasse economica attraversato.
Un nuovo sito Internet, la pubblicità, i videogiochi e il ritorno dei Playboy Clubs sono un chiaro messaggio di rinnovamento

