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20/9/2005

Tutti pazzi per Dracula

E adesso arriva anche un musical

Il volto aquilino, la pelle bianchissima, la predilizione per l'oscurità e per il sangue, "pallido come il chiarore lunare e con un sorriso affascinante", come lo descrive il suo padre letterario, lo scrittore irlandese Bram Stocker. Ecco a voi il principe di Valacchia Vlad Tepes, in arte Dracula, eroe nazionale della Transilvania, coraggioso condottiero che nel 1463 liberò la Romania dai Turchi, ma anche e soprattutto re di tutti i vampiri. Il suo mito non cessa ancora oggi di raccogliere adepti in tutto il mondo. Dal turismo nel suo regno in Transilvania, ai siti internet. Dalla filmografia alla bibliografia. E adesso anche un musical.

Dracula piace, affascina, intriga. I turisti fanno la fila per visitare i luoghi dove visse e venne sepolto il principe dei vampiri, sulle montagne di Birgau dove troneggia il castello di Dracula, in cui molti turisti decidono di festeggiare il capodanno o anche vacanze di una o più settimane, al castello di Bran, luogo di sosta del vampiro. O a Sighisoara, dove c'è la fortezza medioevale e la casa d'infanzia del conte. Si può cenare nella stessa casa, poco lontano dalla quale si trova il luogo in cui venivano eretti i patiboli e i pali per punire i malfattori. Un boom di turisti si registra poi ogni anno al monastero di Snagov, nelle vicinanze di Bucarest, luogo di sepoltura del re dei vampiri. Tanti anche i vacanzieri di Tirgoviste, la capitale durante il regno di Dracula, dove si possono visitare le rovine del Palazzo Reale e la Torre di Chindia.

Innalzato a vero e proprio re del mistero la sua leggenda nasce da una vicenda storica vera: quando il principe uccideva i turchi nei combattimenti, li impalava, con un metodo che aveva imparato dagli stessi orientali. Li impalava così bene che non morivano all'istante, ma perdevano molto sangue. E narrano che il conte davanti a queste immagini terribili, facesse tranquillamente colazione davanti a loro. Il nome Dracula, che in turco significa "il sanguinario", nasce invece dal padre padre Vlad II Dracul.

In Romania tuttavia non esiste una tradizione del vampiro, magari racchiusa in canti popolari come non esiste una ricorrenza nazionale che lo ricordi. Esistono solo i luoghi che la sua leggenda e la sua storia hanno reso popolari. 
 
Il mito del vampiro viaggia anche in rete. Molti sono i siti internet a lui dedicati, come "Dracula online", il sito per gli appassionati del conte Vlad e dei vampiri. Un viaggio a ritroso nelle fredde regioni dei Carpazi da percorrere con un semplice clic. In "vampiri.it" sono esposte tutte le foto riguardanti i luoghi di Dracula, dalla casa d'infanzia al castello dove fu fatto prigioniero ai tanti ritratti di Vlad. Ma non mancano neanche i blog di chi si sente un vampiro alle prime armi. Dei veri e propri diari dove scambiarsi foto e pensieri sul mito del conte pallido dal profilo crudele.

 Impazzano infine le community dove scambiarsi fantasie draculesche diventa il tema all'ordine del giorno insieme agli altri re dell'orrore. Infine quando si parla di Dracula su internet compare inevitabilmente via etere la rivista Horror Magazine che ha dedicato pagine e pagine al re dei vampiri per eccellenza. Spopolano infine siti come Vampiri.net, Bourbon-street.com, Dracula.it, Vampangel. it.

E non poteva mancare il musical, che arriva a fine febbraio al Gran Teatro di Roma. Protagonista dell'opera rock, scritta da Vincenso Incenso, musicata dal gruppo P.F.M.(il cui disco uscirà a fine anno prima dello spettacolo) e diretta dalla regia di Alfredo Arias, sarà Vittorio Matteucci. Un attore abituato a fare la parte del "cattivo", avendo interpretato Frollo in "Notre Dame de Paris" e Scarpia nella "Tosca" di Lucio Dalla. 

Ma perchè la leggenda di Dracula spopola sempre di più nei media e su internet? Si tratta di uno stereotipo classico della letteratura, e come avviene in altre storie attraverso le azioni e le visioni piu' terrificanti c'è la catarsi, alla mostruosità si contrappone l'estrema bellezza. Dracula e la sua sposa perduta come la bella e la bestia o il gobbo di Notre dame ed Esmeralda. Tanti anche gli studiosi e gli appassionati che hanno posto il conte Dracula al centro di dibattiti e ricerche, tanto che ne è nata una vera e propria associazione culturale, la "Società Transilvana di Dracula", un'associazione internazionale (Stati Uniti, Canada, Giappone, Romania e Italia) che raccoglie oltre un migliaio di docenti universitari, scrittori e appassionati del "mito del vampiro" in tutto il mondo, organizza convegni e promuove studi nel Transylvanian Journal: Dracula and Vampire Studies, oltre a avantare la più grande biblioteca mondiale in tema di vampiri.

 In Italia sono una decina gli intellettuali di Dracula, tra loro il sociologo Massimo Introvigne che nel '94 scrisse un libro dedicato al principe della Valacchia, "La stirpe di Dracula", che si interroga su quale sia l'origine e la provenienza della leggenda di Dracula. 
 Si dibatte da lungo tempo infatti se la provenienza della leggenda sia sciamanica, indiana o siberiana. Quello che appare più probabile è a portare la leggenda in Europa siano stati i rom dall'Asia. La figura di Dracula in Romania non è infatti legata a quella del vampiro ma ha una matrice storica. Fino al '91 inoltre il libro leggenda di Bram Stoker era vietato e solo nel dopo Ceauseascu, nel '92 quando ci fu il primo congresso della società transilvana a Bucarest, anche se qualcuno ancora tuonava contro il libro, si iniziò a parlare oltre che della figura storica di Dracula, anche della leggenda.

E dopo Disneyland sta per nascere un "Dracula land", ossia un ampio centro turistico con attrazioni di vario genere. E con un unico ed incontrastato protagonista, il re della Valacchia.