Com'erano belli i seni al vento
Il topless? Un mito in via d'estinzione
Sulle spiagge è sempre più raro, c'è ancora qualche maschietto d'altri tempi che aguzza la vista accompagnato dal solito bacchettone che borbotta, non è più di moda, anche se sono molte ancora le donne che lo utilizzerebbero volentieri per mostrare così il proprio lato migliore.
E' il topless, scelta di libertà o tendenza, moda in via d'estinzione, che fa discutere da quattro decenni, da quando nel 1964 la modella statunitense Tony Lee Shelley diede scandalo presentandosi in riva al lago Michigan con un paio di pantaloncini sgambati e due bretelle praticamente invisibili.

Da poco il bikini era stato definitivamente sdoganato dall'opinione pubblica e l'ombelico in vista non offendeva più il comune senso del pudore. Il momento giusto per tornare a scandalizzare i benpensanti e a rallegrare tutti gli altri.
Fu lo stilista tedesco californiano Rudi Genreich a lanciare in modo "ufficiale" il topless, all'interno di un suo percorso creativo di ricerca che lo porta a studiare e progettare forme nuove, consacrando così il topless come nuovo feticcio dell'estate in tutto il mondo. Quelli immessi sul mercato, almeno negli Usa, non andarono certo a ruba, oltretutto scomodi per nuotare e anche per prendere il sole: se ne vendettero solo alcune centinaia. Ma lo scandalo fu enorme.
Nel 1965 il peccaminoso indumento sbarca in Europa.
Erano gli anni di Mary Quant e della minigonna, della rivoluzione sessuale e dell'emancipazione delle donne.
Ogni paese attutì il colpo a suo modo, censurando più o meno lo scandaloso costume.
Ful la Francia il paese più tollerante e anche il più trasgressivo. A Saint Tropez il topless celebra il suo trionfo mondano, tra grandi feste, bagni notturni, amori estivi e nuovi modi di vivere la spiaggia e Brigitte Bardot diventa la sua testimonial più illustre.
Seguita a ruota da Jane Fonda che si lascia immortalare in soli slip a bordo piscina.

La strada per il topless "democratico", alla portata di tutte, è definitivamente spianata, chiunque può costruirselo da sola, basta lasciare nel cassetto la parte sopra del costume. Insomma non solo vip, ragazze copertina, pin-up da calendario e starlette a caccia di pubblicità.
Il topless diventa simbolo dell'affermazione di indipendenza e libertà. A seno nudo le donne di tutto il mondo combattono la loro battaglia per la parità. Il resto è storia recente, tra mode e tendenze, che vanno e vengono, seni rifatti e siliconati, nomi blasonati e paparazzate.
Ma anche multe, arresti, divieti e censure. E sulle spiagge ogg a prevalere è l'indifferenza, qualcuno si gira, se un esemplare di ragazza in topless passeggia noncurante sul bagnasciuga, i più non lo notano neppure. I seni al vento? Troppo inflazionati, se ne vedono ormai d'appertutto e in tutte le salse. Peccato, ci viene da dire, forse era meglio quando qualcuno gridava allo scandalo e le mamme mettevano un amano sugli occhi dei propri bambini. la sensazione è che qualcosa sia andato perduto e che l'imperante globalizzazione stia contaminando anche la nostra capacità di emozionarci, di fronte ad un bel seno nudo.
