I colori del vivere sano
Ecco "Il codice segreto della salute"
E' la tavola il luogo ideale per ricominciare, con il piede giusto, la vita di tutti i giorni, dopo il rientro dalle vacanze. Il periodo estivo rappresenta infatti per molti un periodo di rilassamento, dove il livello di attenzione verso gli sgarri alimentari si abbassa notevolemente. Il risultato è quasi sempre qualche chiletto in più, dovuto ad una alimentazione poco controllata e spesso disordinata, come i tempi e i ritmi vacanzieri. Per correre ai ripari, prima che sia troppo tardi, qualche saggio consiglio arriva dal "Codice segreto della salute", vero e proprio prontuario del viver bene di Henry Chenot, psicologo, studioso di medicina cinese, psicologia bioenergetica e naturopatia.

Per Chenot, fondatore dell'Espace Henry Chenot al Grand Hotel Palace di Merano, dove si recano oltre 3 mila persone l'anno con circa un 50% di fedelissimi, che vi ritornano da oltre vent'anni, l'alimentazione è il banco di prova su cui si misura la capacità di conoscersi e di volersi bene.
Le sue regole non riguardano soltanto quali cibi mangiare e quali evitare, ma anche quando consumarli. Mai dopo le 20 ad esempio: perchè a quell'ora il fisico entra nella fase della rigenerazione. Mangiare male e fuori orario è una delle principali ragioni dell'invecchiamento, oltre che dello stress e dell'ansia.
La dieta proposta da Chenot suddivide gli individui in gruppi e per ciascuno indica gli alimenti consigliati e quelli da evitare, con ritrovati naturali contro l'accumulo di tossine: gli antiossidanti ricavati dai cibi e le tisane di erbe purificanti. Per ogni corpo un colore, per ogni colore una regola alimentare. Cinque sono i colori fondamentali (verde, rosso, giallo, bianco e grigio) come cinque sono gli elementi per l'antica sapienza cinese (legno, fuoco, terra, metallo e acqua). Solo se ogni corpo riconoscerà il proprio colore, troverà la dieta che lo riporterà alla salute originaria.
Ciascuno può fare, attraverso la classificazione delle cinque differenti tipologie cui tutte le persone posso essere ricondotte, un'analisi specifica del proprio stato di salute, e "rispondere" di conseguenza all'invecchiamento, all'inquinamento organico, allo stress, con una determinata dieta, e con il rispetto dei personali ritmi biologici.
L'appartenenza all'uno o all'altro di questi gruppi condiziona la risposta di ogni organismo a determinati alimenti, alle conseguenze dell'invecchiamento e dell'inquinamento organico, allo stress.
Da qui inizia un percorso mirato a ottimizzare il potenziale di salute.

L'intossicazione, cioè il sovraccumulo di sostanze nocive e tossine, è il nostro nemico quotidiano, spiega Henry Chenot, "dovuto all'inquinamento dell'aria, dell'acqua, allo stress della vita, all'abuso di farmaci, alla scarsa attività fisica, all'alimentazione rapida e distratta, ai cibi inquinati con metodi di coltivazione o di allevamento a base di pesticidi e antibiotici. L'accumulo di tossine si riscontra soprattutto dai quarant'anni anni in poi.
Ma si può rimediare, proprio partendo dalle caratteristiche dell'individuo, dei suoi geni e dal livello di intossicazione, si delinea il regime alimentare antiossidante anche secondo i principi della medicina tradizionale cinese.
Escluso il digiuno come metodo per disintossicarsi, proposto da molti guru della purificazione corporea estrema.
È la somministrazione di antiossidanti invece il segreto della innovativa dieta disintossicante. La depurazione passa attraverso la lotta ai radicali liberi, perché con l'età l'organismo produce sempre meno difese endogene, come il glutatione, principale antiossidante naturale. Gli alimenti alla base della dieta depurante sono soia, pesce di acqua fredda come sgombro e salmone, moderate quantità di vino rosso di ottima qualità, tè verde e tè nero, erbe aromatiche come rosmarino, basilico, cumino. Frutta colorata perché ricca di vitamine, verdure come broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavoli, cipolla, aglio, soia, uva e bacche e siero di latte. Questo sembra essere particolarmente ricco di cistina, aminoacido in grado di favorire la sintesi del prezioso glutatione da parte dell'organismo, come dimostrato all'università canadese di Mc Gilles, a Montreal. Infine la dieta depurativa prevede di bere molta acqua e tisane non zuccherate, fino a due litri e mezzo al giorno.
Tutto questo ha un nome che Chenot ha coniato ex novo: "biontologia", un concetto nuovo di scienza della salute, che tiene conto dei cambiamenti che il corpo subisce, partendo da una visione olistica dell'uomo.
Esiste infatti sempre una lettura analogica fra sintomatologia corporea ed evidente conflittualità a livello psicologico. Sulla base della “teoria dei 5 elementi” della medicina cinese, ad esempio, ai polmoni e ai reni corrispondono i rapporti dell’uomo con il suo ambiente; al fegato sono correlate le scelte e le valutazioni; al cuore è associata l’affettività ed allo stomaco è correlata la ricerca dell’equilibrio fra arrendevolezza e aggressività.
Allo stesso modo vanno considerati gli aspetti relativi alla postura, all’incedere, al modo di atteggiarsi e di proporsi della persona: le emozioni trattenute e non vissute, la mancanza di una vera vita affettiva e l’impossibilità oggettiva di scaricare le proprie tensioni e frustrazioni, determinano lo strutturarsi di forti tensioni alle fasce muscolari, sia superficialmente sia in profondità, nell’organismo.
Ma per tornare a tavola ecco uno dei tanti consigli di Chenot su come cominciare a depurarsi a tavola:
Cosa mangiare per tre giorni
Colazione
Un bicchiere centrifugato di mela e uno di carota; 1 tazza di caffè d'orzo.
Pranzo
Un frutto di stagione; poca verdura cruda, condita con un cucchiaino di olio extravergine di oliva e aceto di mele o succo di limone; 60 grammi di riso, integrale o semintegrale, condito con sugo di verdure a piacere.
Cena
Verdura cotta, possibilmente alla griglia o al vapore; 60 grammi di riso integrale o semintegrale. Il riso si può preparare in insalata, come risotto alle verdure, come ripieno nelle verdure, con olio, prezzemolo, al pomodoro o 40 grammi di riso nella minestra di verdure
