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16/5/2005

Otto giorni in paradiso

Diario di viaggio tra Tahiti e le isole

GIOVEDI' 28 APRILE - NEW YORK
La passerella d’ingresso per la Polinesia francese si stende da New York. In serata, infatti, è festa grande in un locale della città: con un party si brinda alla nuova linea aerea che da luglio collegherà la Grande Mela a Papeete, in un’atmosfera che offre i colori, i suoni e gli odori delle isole del Pacifico.
Al bancone si chiede la Hinano, la tipica birra polinesiana, o un maitai, il cocktail di Tahiti. Si smangiucchiano crostacei e costolette di agnello, immersi tra le fragranze del tiarè, il fiore delle isole. E poi le danze, vigorosa l’otea, quella degli uomini, più sinuosa l’ararima, quella femminile. E’ solo l’approccio, l’assaggio di quello che mi aspetta il giorno dopo, quando partirò per la Polinesia.

Papeete, Boulevard Pomare

VENERDI' 29 APRILE - PAPEETE
L’arrivo all’aeroporto di Papeete è una di quelle cose che non si dimenticano. Un po’ provato dalle 14 ore di volo e dal fuso (a Tahiti è tarda serata, in Italia si è giusto dodici ore avanti) vengo accolto da un terzetto che intona canzoni polinesiane a ritmo di ukulele e subito cinto da una collana di fiori.
Quella che può sembrare la solita accoglienza ai turisti in realtà altro non è che la prima testimonianza del calore di questo popolo. L’aria è calda, l’entusiasmo non manca, e, appena arrivato in hotel, sparisce pure la stanchezza. La curiosità è tanta e poco importa se c’è buio, ci scappa un giretto tra le palme e nelle spiaggette. Giusto per capire se, come dicono, il paradiso è davvero qui.

SABATO 30 APRILE - IN GIRO PER TAHITI
Dicono bene, il paradiso è davvero qui. Il panorama dalla finestra della mia camera è di quelli da lasciare senza fiato. Alte palme da cocco fanno da cornice a una laguna cristallina che si apre su un mare da favola. Immagini viste e straviste in cartolina, ma trovarsele davanti è davvero un’altra cosa.
La mattinata è dedicata al tour dell’isola con il mastodontico Bernic, la guida che mi accompagnerà in giro per Tahiti, preziosa e incontenibile fonte di informazioni su usi e costumi polinesiani. Arriviamo a Papeete, con circa 30mila abitanti la più grande cittadina dell’intera Polinesia francese. Ha perso quel fascino esotico che probabilmente aveva in passato: su Boulevard Pomare, la via principale che costeggia il mare, ci sono negozi, pub, ristoranti, uffici e alberghi. Poca Polinesia, insomma, e molte impronte della colonizzazione.