Tintarella, no a quella artificiale
La lampada non protegge la pelle
Bianchi come il latte alla prova costume? Per molti fanatici della tintarella è questo il tormentone pre-vacanze. Quel che ci vuole allora sono una serie di sedute sotto lampade abbronzanti e lettini, "per preparare meglio la pelle al primo sole". Ma attenzione. A sfatare il mito della "tintarella artificiale" che aiuterebbe a proteggere l'epidermide dal primo solleone arriva il monito dell'Istituto superiore della sanità. "Le lampade a base di raggi Uva portano in superficie rapidamente la melanina, regalando un colorito scuro. Ma non quell'ispessimento cutaneo che protegge dal pericolo scottature. Se, quindi, dopo qualche seduta si va al sole, si viene "aggrediti" dai raggi Uvb che non trovano filtri e provocano scottature, ustioni e altri danni".

Un fenomeno meno evidente sulla pelle abbronzata artificialmente, ma non meno reale, che minaccia i clienti dei 13mila solarium e centri estetici italiani autorizzati a usare lampade abbronzanti. Ma quali sono, invece, i rischi di una esposizione eccessiva al solarium? Sulla pelle e sugli occhi non protetti si possono manifestare arrossamento, eritema, infiammazione della cornea e congiuntiva.
Le persone con pelle chiara, bionde o rosse di capelli e con occhi azzurri inoltre, sono più fotosensibili di quelle con un aspetto tipicamente mediterraneo. Sotto la lampada è quindi bene proteggere gli occhi. Non utilizzare gli occhialini per evitare l'effetto "occhi a panda", è un comportamento a rischio e può essere causa di seri danni all'occhio. Sulla congiuntiva e la cornea la radiazione UV può produrre irritazione e infiammazione, fenomeni acuti molto fastidiosi come la sensazione di sabbia negli occhi, che di solito regrediscono dopo qualche giorno. Ma anche un danno al cristallino e alla retina, più subdolo perché non si manifesta con reazioni acute.
