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5/4/2004

Litigare come Dio comanda

Coppie: i consigli del teologo

Anche la lite di coppia diventa Doc. Sarà perché i rapporti in crisi sono sempre più numerosi, con relativo contorno di rabbuffi e scoppi d'ira, o forse  perché l'amore non è bello se non è litigarello; ora anche il teologo fa sentire la sua voce e stila un vero e proprio decalogo per educare la coppia a un sano modo di litigare, punto di partenza per una vera armonia tra marito e moglie.

La lite infatti, sostiene monsignor Carlo Rocchetta, fondatore del Centro familiare Casa della tenerezza di Montemorcino, in provincia di Perugia, va gestita con saggezza e affrontata con intelligenza se si vuole evitare che diventi distruttiva.
Le voci principali del vademecum per un sano litigio sono queste:
1 - Determinare con precisione ciò di cui si sta discutendo.

2 - Mantenere un controllo sufficiente, evitando di alzare la voce o di assumere atteggiamenti incivili o alterati.

3 - Usare il "noi" in luogo del "tu" e dell"io": le colpe sono sempre del "tu" e "io" sono vittima di una situazione che non ho voluto.

4 - Evitare ogni forma di umiliazione, visto che mortificare, sminuire il coniuge o usare l'ironia e il sarcasmo crea le premesse per una reazione aggressiva: reazione sbagliata a una azione altrettanto sbagliata.

5 - Imparare ad ascoltare: solo con l'ascolto "un litigio può diventare sano, con l'impegno a capire realmente e a immedesimarsi nelle ragioni dell'altro".

6 - Educarsi a comunicare; perché l'ascolto diventi comunicazione è necessario che uno parli e l'altro ascolti, senza ribattere o difendersi in modo immediato o impulsivo, interrompendo o coprendo lo sfogo dell'altro.

7 - Non coinvolgere terze persone. Infatti l'intrusione di parenti o amici, anziché aiutare può peggiorare la situazione, creando ulteriori malintesi e aggravando il clima di coppia.

8 - Decidere insieme. L'ideale per lo svolgimento di un sano litigio è che i due sposi arrivino a decidere insieme sia sulle chiarificazioni sia sui cambiamenti di vita su cui impostare il cammino di coppia.

9 - Far prevalere la forza dell'amore, ossia il coraggio di accettare i propri e altrui limiti con tenerezza. Solo in questo modo "il litigio diviene una forma di comunicazione che aiuta entrambi a crescere nella benevolenza affettiva e nella gratuita"'.

10- Fare spazio a Dio e alla preghiera: la realizzazione dei punti precedenti presuppone una spiritualità di coppia "al positivo", un'etica del sì al progetto di Dio sul matrimonio.

Secondo un sondaggio realizzato da monsignor Rocchetta su circa 150 coppie vicine all'ambiente cattolico, il 60% ha riconosciuto che tra loro il litigio è frequente, il 20 che è abbastanza frequente e per il 15 per cento è rarissimo. Tra i motivi di lite i più frequenti sono: la solitudine-monotonia, l'insoddisfazione nella vita sessuale o l'innamoramento per un altro partner, l'incompatibilità di carattere e l'invadenza dei parenti stretti, suocera in testa.

Dunque il disagio delle coppie ha la stessa origine per credenti e non credenti e, decimo comandamento a parte, il decalogo del teologo può tornare utile anche a sposi o partner non credenti.