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12/3/2004

Alla tavola non si comanda

Le guide enogastronomiche 2004

Le più originali assegnano "bicchieri", "forchette", "cappelli" o "chiocciole", le tradizionaliste rimangono sulle classiche e sempreverdi "stelle". Ma tutte sfornano, anno dopo anno, nomi, cognomi e indirizzi del firmamento eno-gastronomico italiano. Sono le guide ai ristoranti e alle osterie made in Italy, dall'"anziana" Michelin, giunta alla 49ma edizione, al Gambero Rosso, da quella dei vini a quella delle osterie. Vere e proprie bibbie del mangiare e del bere bene.

Una delle più importanti attrattive turistiche del nostro Paese del resto è senza dubbio la cucina, con le sue innumerevoli tradizioni enogastronomiche, i prodotti tipici di qualità, i vini eccellenti.
Le cinque guide enogastronomiche che abbiamo raccolto servono anche a questo, a rendere omaggio a questo valore aggiunto del nostro Paese e decantare i piaceri della nostra tavola segnalando locali dove apprezzare nel migliore dei modi la cucina e i vini italiani.

Differenti i criteri di scelta. C'è chi punta maggiormente sul rapporto qualità-prezzo, come le guide firmate Slow Food, chi sulla novità come la Rossa Michelin, chi ancora su un equilibrato mix tra ambiente, atmosfera, storia e, naturalmente, qualità.

Tra le segnalazioni da fare, il primato incontrastato di due tra i nomi più blasonati della ristorazione italiana, da anni ai vertici delle classifiche, Fulvio Pierangelini e Gianfranco Vissani, due grandi classici ma allo stesso tempo forse i due esempi più alti di ricerca continua e capacità di cogliere le esigenze del cliente. Ad incoronarli le guide Gambero Rosso e L'Espresso.
E poi l'emergere di nuove regioni come Campania e Piemonte, di nuovi nomi e, per quanto riguarda la Guida Michelin, di nuove voci come i Bib Hotel, l'equivalente dei Bib Gourmand nel campo alberghiero.
Insomma letture da non perdere per chi alla buona tavola non vuole rinunciare mai, in nessuna occasione.