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1/4/2009

In Europa disoccupazione in salita

Tasso all'8,5% nella zona euro

Continua a salire la disoccupazione dell'area euro: a febbraio, il numero dei disoccupati ha raggiunto infatti l'8,5% della popolazione attiva, in aumento rispetto all'8,3% di gennaio. Nell'insieme dell'Unione Europea, il tasso di disoccupazione è salito dal 7,7 al 7,9%. Numeri alla mano, sono 478mila, nel mese di febbraio, gli europei che hanno perso il loro posto di lavoro, 319mila dei quali nell'area euro.

L'insieme dei disoccupati e' arrivato così a 19,156 milioni, 13,486 dei quali nell'area euro.
Solo un anno fa, il tasso di disoccupazione era al 7,2% nell'area euro ed al 6,8% nell'UE. Il dato europeo, corretto dalla variazioni stagionali, e' leggermente superiore a quello statunitense, pari all'8,1% e soprattutto a quello giapponese che non supera il 4,4%.

Ancora una volta sono i giovani i più colpiti, con una percentuale che arriva al 17,3 nell'area euro ed al 17,5% nell'UE, con un forte aumento rispetto al mese di gennaio quando erano rispettivamente al 14,5 ed al 14,7%.

Con un 6,9% che risale tuttavia al mese di dicembre, l'Italia si colloca al di sotto della media, mentre per i giovani, con un 22,4%, si colloca nettamente al di sopra. Tra gli altri stati membri, per i giovani, è la Spagna a registrare il tasso più alto e pari al 31,8%, mentre l'Olanda, all'estremo opposto, non supera il 5,5%. I Paesi Bassi registrano il minimo anche per l'insieme della disoccupazione: 2,7%.

La Bulgaria, invece, è il,Paese che ha visto il calo più elevato (da 6,2% a 5,5%), assieme a Slovacchia (da 10,2% a 9,8%), mentre in forte aumento quella di Lituania (da 4,4% a 13,7%), Lettonia (da 6,1% a 14,4%) e Spagna (da 9,3% a 15,5%).

Juncker: "La crisi causerà rottura coesione sociale"
L'aumento della disoccupazione in Europa "causerà la rottura della coesione sociale con conseguenze e rischi politici chiari". L'allarme viene dal presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, che lo ha espresso davanti alla Commissione economica del Parlamento europeo.
"La situazione dell'occupazione peggiora sempre di più, è una crisi drammatica da vari punti di vista - ha continuato Juncker -. Avrà conseguenze estremamente negative per le finanze pubbliche, poiché abbiamo attivato gli stabilizzatori automatici, ma avrà anche un impatto strutturale più a lungo termine e sulla crescita potenziale, che diminuirà".