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29/1/2009

Auto: verso 1.500 euro di incentivi

Ue: un'impresa su 10 è a rischio

L'Unione europea lancia l'allarme auto dicendo che un'impresa su dieci dell'indotto rischia il fallimento, la Fiat prevede un'altra caduta del mercato a gennaio, e intanto si studia un ecoincentivo di 1.500 euro. Intorno al pianeta auto è sempre bufera, tra misure per rilanciare il settore e nuove nubi sul sistema produttivo.

La Commissione europea, in alcuni documenti di lavoro di cui l'Ansa è in possesso, lancia l'allarme per l'aggravarsi della crisi nel settore dell'auto. Una crisi che viene definita "particolarmente dura" e che sta colpendo non solo le case automobilistiche ma anche tutte le imprese che lavorano nell'indotto.

Si teme un 2009 da incubo: un'azienda su dieci a rischio
"L'intera catena produttiva nel settore automobilistico è ormai colpita dalla crisi, e l'impatto è particolarmente pesante per i fornitori, specialmente i piccoli" si legge nelle carte della Commissione, che sta lavorando a proposte concrete da presentare entro i primi di marzo, in tempo per essere discusse dal Consiglio Ue sulla competitività.

Nei documenti di Bruxelles si citano, dunque, i dati della Clepa, l'associazione europea dei fornitori del settore auto, secondo cui, senza interventi di sostegno, "un fornitore su dieci è oramai a rischio fallimento".

I numeri riportati dagli esperti della Commissione Ue parlano chiaro: nel 2008 le vendite delle auto in Europa sono calate dell'8% rispetto all'anno precedente e "l'andamento sempre più negativo registrato negli ultimi mesi lascia intravedere un 2009 ancora peggiore, con un ulteriore calo delle vendite stimato tra il 10 e il 20%".

Previsioni ancor più nere per il settore dei veicoli pesanti "con le vendite che potrebbero calare di circa il 30%". Questo con tutte le conseguenze del caso sui fornitori dell'industria automobilistica e su tutte le altre imprese dell'indotto, comprese, si sottolinea, quelle occupazionali.

Nei documenti della Commissione Ue si sottolinea come sia "determinante" per la ripresa dell'economia europea varare interventi di sostegno pubblico, nel quadro del piano anticrisi europeo e di linee guida che assicurino "una risposta coordinata" tra i vari Paesi evitando distorsioni della concorrenza.

Ma si insiste anche sul fatto che "è innanzitutto l'industria automobilistica che deve prendere tutte le misure necessarie per affrontare i problemi strutturali del settore", investendo sempre più nelle tecnologie innovative, quelle che assicurano una drastica riduzione delle emissioni di C02. Per gli esperti comunitari, dunque, l'aiuto di Stato dovrà essere concesso nell'ottica di promuovere veicoli sempre più "all'avanguardia in termini di innovazione, performance ambientali e sicurezza". Tutti questi sforzi, si sottolinea, dovranno essere compiuti "tenendo conto delle esigenze di imprese fornitrici e rivenditori, sempre più esposte e fragili i fronte alla crisi". Anche per le condizioni difficili che continua ad attraversare il mercato del credito, si evidenzia nei documenti della Commissione Ue, con le banche sempre più restie a concedere prestiti.

Per questo l'associazione europea dei fornitori auto, che conta oltre 3mila imprese con tre milioni di dipendenti, sottolinea come a rischio chiusura nei prossimi mesi siano oltre 500 imprese, molte delle quali già sull'orlo della bancarotta. E chiede che i governi stanzino almeno 25 miliardi di euro in termini di prestiti garantiti per evitare il peggio, anche sul fronte dell'occupazione, con migliaia di posti di lavoro a rischio.

Verso l'incentivo da 1.500 euro
"Con l'erogazione di incentivi di 1.500 euro per l'acquisto di una vettura nuova con rottamazione di auto Euro 0, Euro 1 e Euro 2, l'Erario incasserebbe un maggior gettito di 750 milioni di euro, che equivale alla stessa somma erogata per gli incentivi. Quindi l'operazione sarebbe per le casse dello Stato a costo zero ma porterebbe comunque una crescita del Prodotto interno lordo dello 0,4%". A precisarlo è il direttore del Centro studi Promotor Gian Primo Quagliano sottolineando che "a fronte di questa situazione non si comprendono i ritardi nell'adozione degli incentivi".

Quagliano spiega in dettaglio come è arrivato a questa conclusione. "Sulla base dell'esperienza degli incentivi nel 1997-98" sottolinea "si può cautelativamente stimare che, per ogni 100 incentivi di 1.500 euro erogati per l'acquisto di una vettura nuova con rottamazione, 40 vadano a persone che avrebbero comunque acquistato un'auto nuova e 60 a persone che decidono l'acquisto perchè stimolati dagli incentivi. Si può inoltre stimare che le persone che comunque usufruiranno degli incentivi nel 2009 saranno 500mila di cui 200mila delle quali avrebbero in ogni caso acquistato un'automobile, mentre 300mila non l'avrebbero acquistata".

Sulla base di questi dati, precisa il direttore del Csp, il costo per l'Erario "per l'erogazione del bonus sulle 500mila autovetture acquistate con gli incentivi ammonterà a 750 milioni di euro. A fronte di questo costo l'erario avrà un maggiore introito di Iva corrispondente alle 300mila vetture acquistate in più. Inoltre, poichè gli incentivi favoriranno soprattutto le auto piccole, si può ipotizzare che le vetture acquistate in più abbiano un prezzo medio di 15mila euro e siano di conseguenza gravate di Iva mediamente per 2.500 euro". Ne consegue, secondo Quagliano, che il maggior introito per l'Erario "sarà pari al numero delle auto acquistate in più (300mila) moltiplicato per l'Iva media (2.500 euro).

Quagliano sottolinea infine che "la possibilità di introdurre a costo zero gli incentivi alla rottamazione per l'acquisto di auto nuove lascia spazio all'adozione di un altro provvedimento molto opportuno, gli incentivi alla rottamazione anche per l'acquisto di auto usate. In particolare, anche per evitare un crollo del mercato dell'usato, come si ebbe nel 1997-1998, occorrerebbe introdurre l'incentivo di almeno 500 euro per l'acquisto di auto usate Euro 3 e Euro 4 con contestuale rottamazione di vetture Euro 0, Euro 1 e Euro 2".

Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani dice invece che, per mettere in campo incentivi all'acquisto dell'auto di 1.000-1.500 euro, servono "almeno due miliardi". "Servirebbero almeno 2 miliardi se si vogliono adottare incentivi di 1.000-1500 euro per singolo acquisto. Se non si interverrà a favore dei settori industriali in crisi,questi sentiranno anche il contraccolpo della concorrenza degli analoghi settori degli altri paesi sui quali i rispettivi governi stanno intervenendo. La crisi si affronta con un'idea e con risorse adeguate o dalla crisi si uscirà con un sistema industriale indebolito. Ma, contemporaneamente, alle imprese va chiesto di non chiudere stabilimenti, non licenziare, non delocalizzare gli impianti".