Mutui, accordo tra Tesoro e Abi
Firmata convenzione su rinegoziazione
Firmata la convenzione tra Tesoro e Abi sulla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile sull'abitazione principale voluta dal ministro Tremonti. Entro il 29 agosto arriveranno ai possessori di mutui le proposte delle banche per congelare le rate, e questa possibilità sarà concessa anche per i morosi che non hanno versato il dovuto alla data del 28 maggio scorso. Il testo dell'accordo è stato definito e pubblicato on-line.
In questo modo gli utenti avranno la possibilità di scaricare il modulo di adesione e la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà.
La convenzione contiene anche delle novità rispetto al testo licenziato a maggio. La prima è che consente il congelamento del valore delle rate (prolungando però il tempo di pagamento con una maggiorazione) ma anche la possibilità di usufruire della rinegoziazione e per chi non ha pagato le rate del mutuo (alla data del 28 maggio), purché nel frattempo il contratto stesso non sia stato risolto.
La rinegoziazione dei mutui da tasso variabile a tasso fisso, che avverrà sulla media dei tassi del 2006, sarà possibile per i contratti stipulati prima del 29 maggio scorso (data di entrata il vigore del decreto legge).
Le nuove rate entreranno in scena a partire dal 2009.
RATE PIU' LEGGERE DAL 2009
Ai tre mesi previsti perché le banche presentino la propria proposta, infatti, vanno aggiunti almeno altri tre mesi perché, una volta accettata la proposta, la rata più leggera possa iniziare ad essere corrisposta. L'intesa tra il Tesoro e l'Associazione bancaria italiana indica, nello specifico, la riduzione dell'importo delle rate ''a partire quantomeno dal terzo mese successivo al mese di comunicazione dell'accettazione della proposta medesima, relativamente alle rate del mutuo in scadenza successivamente al primo gennaio 2009''.
SPREAD MIGLIORE
Altra novità riguarda lo spread applicato sul conto accessorio che sarà - viene spiegato - fino allo 0,5% e non più fisso allo 0,5%, per cui si potranno prevedere condizioni migliori. Sul conto accessorio sarà addebitata la differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originario e l'importo risultante dall'atto di rinegoziazione. Se la differenza genera invece un saldo a favore del mutuatario, tale differenza va a credito sul conto accessorio.
VIA LIBERA ANCHE A INADEMPIENTI
Della rinegoziazione possono usufruire anche i mutuatari inadempienti alla data del 28 maggio 2008, precisa l'accordo, ''rispetto a rate pregresse del mutuo originariamente contratto, purché non sia intervenuta a tale data la risoluzione del contratto medesimo''.
NIENTE PENALI E COSTI
Sulla base dell'accordo, l'estinzione anticipata del mutuo rinegoziato non comporta alcuna penale. Allo stesso tempo, le operazioni di rinegoziazione dei mutui e di portabilità sono esenti da imposte e tasse di qualsiasi genere. Per cui, precisa la convenzione, la clientela interessata ''non sostiene alcun costo amministrativo, incluse le commissioni bancarie, conseguenti alle operazioni di rinegoziazione e per tutta la durata residua del mutuo, anche sulle eventuali rate aggiuntive finali''. Non é previsto anche alcun costo notarile. I clienti che hanno accettato le nuove condizioni, inoltre, riceveranno annualmente da banche e intermediari una comunicazione informativa ''completa e chiarà'.
ARRIVA OSSERVATORIO
La verifica della piena attuazione legislativa e la risoluzione di eventuali questioni, oltre alla verifica dell'andamento dell'operazione e di una relazione annuale, faranno capo ad un Osservatorio permanente costituito presso il ministero dell'Economia e delle Finanze.
PLATEA 1,25 MLN FAMIGLIE
L'operazione che, secondo i dati forniti dalla stessa Abi, potrebbe riguardare circa 1,25 milioni di nuclei familiari, che sulla base di un mutuo ventennale da 80.000 euro, avranno un minor esborso di circa 850 euro l'anno.
ADUSBEF: ALLARME PIGNORAMENTI
Intanto l'associazione dei consumatori Adusbef ha lanciato l'ennesimo allarme; dal 2005 ad oggi l'importo medio delle rate a tasso variabile è aumentato in Italia del 55% per circa 3,2 milioni di famiglie e le insolvenze e procedure esecutive nei tribunali sono cresciute nello stesso periodo del 25%. Chi pagava 3 anni fa una rata di 700 euro mensili oggi ne paga 1.135 su un mutuo decennale di 100mila euro. I pignoramenti nel 2007 sono aumentati a L'Aquila del 41%(da 89 nel 2006 a 125),a Napoli del 29% (da 1.320 a 1.690).
Il presidente dell'Adusbef Elio Lanutti chiama anche in causa le responsabilità dell'Unione Europea in questa materia, chiamata a fissare un tasso istituzionale in grado di sostituire l'Euribor, da definire in concerto con i governi di Eurolandia, in grado di evitare in particolare ripercussioni su milioni di famiglie e di conseguenza sulla domanda interna. Lannutti si chiede infine se sia "ancora il caso di subire i meccanismi di rimborso alla francese" dei mutui, che si basano sulla restituzione prima degli interessi e poi del capitale.





