Ici addio, resta solo per le ville
Mutui più leggeri, risparmi di 850 euro
L'abolizione dell'Ici sulla prima casa ci farà risparmiare 2,5 miliardi di euro, gli aiuti decisi dal Consiglio dei ministri sui mutui alleggeriranno le rate di 1,25 milioni di famiglie per circa 850 euro l'anno. Niente più Ici dunque per la prima casa, compresi cantine, soffitte e box ad essa legati. L'abolizione non sarà valida soltanto per le abitazioni principali di lusso, appartenenti quindi alle categorie A1, A8 e A9.
"A decorrere dall'anno 2008" si legge in un comunicato diramato da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri "viene introdotta l'esclusione dell'imposta comunale per l'abitazione principale dei contribuenti. Le relative definizioni e assimilazioni rimangono quelle previste dalla legislazione. L'esclusione non riguarda le abitazioni principali di lusso (categoria A1, A8 e A9) per le quali continuano comunque ad applicarsi le detrazioni vigenti. Il costo dell'operazione è 2.500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009, e 2010; a decorrere dall'anno 2011 si provvede con la legge finanziaria. Le ripartizioni ai singoli Comuni verranno decise in sede di Conferenza Stato-Città e applicate dal ministro dell'Interno".
Il provvedimento è attivo già da quest'anno, quindi i proprietari di case che non rientrano nelle categorie "lusso" non devono pagare neanche la prima rata, quella che normalmente scade il 16 giugno.
MUTUI PIU' LEGGERI PER OLTRE UN MILIONE DI FAMIGLIE
L'intervento del governo per aiutare le famiglie in difficoltà con la rata del mutuo è arrivato con un annuncio a sorpresa del premier Silvio Berlusconi. La misura decisa dovrebbe dare un po' di sollievo a 1,25 milioni di famiglie. Le rate si alleggeriranno grazie a una convenzione tra ministero dell'Economia e Abi, che stabilisce come i mutui a tasso variabile per la prima casa stipulati prima del gennaio 2007 potranno diventare a rata fissa e l'importo della rata sarà quello pagato in media nel 2006, quando i tassi erano inferiori a quelli attuali. La scadenza, ha assicurato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, "sarà quella del mutuo"; se nel frattempo "i tassi sono saliti, il mutuo dura un po' di più, altrimenti si restituiscono i soldi".
In base ai calcoli dell'Abi, il cui comitato esecutivo ha approvato all'unanimità l'intesa, il risparmio per un mutuo di 80mila euro a 20 anni potrebbe essere di 850 euro l'anno. Molto soddisfatto Tremonti, secondo cui il provvedimento è "la novità" del Consiglio dei ministri di Napoli, mentre Berlusconi ha scherzato sul suo ruolo di "moral suasion", accompagnato dalla "fiscal suasion" del titolare dell'Economia: presto, infatti, per le banche potrebbe arrivare una rimodulazione della base imponibile. Meno entusiasti i consumatori, che bocciano "l'inutile intesa" o mostrano "diffidenza obbligatoria".





