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4/4/2008

L'Fmi dimezza la crescita in Italia

Ultime stime: Pil 2008 a +0,3%

Il Fondo monetario internazionale dimezza il Pil dell'Italia, riducendolo dallo 0,6% allo 0,3% nel 2008. Farà molto meglio l'area euro, dove in media la crescita sarà pari all'1,3%. L'Fmi presenterà questi dati la prossima settimana nel "World Economic Outlook" primaverile, che segnala anche per il 2009 una forte riduzione delle previsioni di crescita economica: l'Italia si fermerà allo 0,3% contro una precedente stima dello 0,8%.

In Italia l'Fmi calcola poi che il rapporto tra deficit e Pil sarà del 2,5% nel 2008, dato in linea con quello del governo italiano, e rimarrà su questo valore anche nel 2009.

Le nuove stime, contenute nel World Outlook di primavera, che sarà presentato la prossima settimana a Washington, risentono del repentino peggioramento della situazione economica mondiale. Solo poche settimane fa il Pil italiano (così come quello delle principali economie mondiali) era già stato rivisto al ribasso. La bozza precedente prevedeva una riduzione delle previsioni di crescita dell'Italia nell'anno in corso dall'1,3%, come riferito nel "World economic outlook" dello scorso ottobre, allo 0,6%, dato ora di nuovo dimezzato nell'ultima revisione.

Sono dati che spaventano il premier Romano Prodi, che commenta così gli ultimi numeri: "E' un taglio generale che il Fondo monetario internazionale ha fatto per tutti i Paesi. Purtroppo la crisi è più forte di quanto si pensava, speriamo non diventi recessione come alcuni temono".

DRAGHI: STIME TROPPO PESSIMISTICHE
Secondo il presidente di Bankitalia Mario Draghi quelle dell'Fmi sono stime eccessivamente pessimistiche. Il numero uno di Palazzo Koch sostiene che l'impatto della flessione della domanda mondiale sull'Italia ci sarà, ma non in misura così grave. "L'impressione è che l'Fmi, e questo vale per Germania e Francia, sia eccessivamente pessimista", ha detto.

E JUNCKER BUTTA ACQUA SUL FUOCO
Per il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker l'economia della zona euro ha mostrato di essere "notevolmente resistente" davanti alla crisi, e sebbene il tasso di crescita per il 2008 sarà al di sotto delle stime precedenti, sarà "superiore all'1,3% previsto dal Fmi". Per Juncker "non corriamo alcun rischio di recessione" in Europa.

ALMUNIA METTE IN GUARDIA SULL'INFLAZIONE
E se da una parte l'economia frena di mese in mese, di stima in stima, il commissario europeo agli Affari finanziari e monetari Joaquin Almunia dice che bisogna tenere gli occhi aperti sul pericolo inflazione: "Restiamo vigili, e se si materializzeranno determinati rischi, molto probabilmente le stime sull'inflazione della Commissione Ue a fine aprile saranno riviste al rialzo".